EUGÈNE IONESCO

Eugène Ionesco (1909 – 1994) è stato un importante commediografo rumeno, naturalizzato francese, e uno dei maggiori esponenti di quello che è chiamato “Teatro dell’Assurdo”: attraverso opere teatrali ricche di dialoghi grotteschi e senza senso, Ionesco si fa portavoce dell’assurdità della vita umana e della sua condizione tragi-comica all’interno della società.

Brillante e sagace, mette in scena situazioni che risultano di un’involontaria ilarità per la loro assoluta mancanza di razionalità. Nel fare questo, esplora a fondo le mancanze del linguaggio e l’angoscia che circonda l’esistenza dell’uomo, dovuta all’esterma solitudine e insensatezza.

Foto di Eugène Ionesco pubblicata su “La stampa” del 1977. Foto tratta da Wikipedia. Pubblico dominio.

Tra le sue pièce più famose vi sono: “La lezione” (La leçon), “Le sedie” (Les chaises), “La cantante calva” (La cantatrice chauve), “Il rinoceronte” (Rhinocéros) e “Vittime del dovere” (Victimes du devoir).

Altri grandi esponenti di questo tipo di teatro furono l’irlandese Samuel Beckett e l’inglese Harold Pinter, quest’ultimo scomparso nel 2008.

Si riporta un pezzo tratto dalla pièce teatrale “La lezione” (1951), con il testo originale francese e la traduzione in italiano in fondo. L’opera fu definita dallo stesso autore “un dramma comico”, nel quale un professore impartisce lezioni su materie diverse ad un’allieva che verrà da lui stesso uccisa dopo un colloquio del tutto assurdo per la sua assoluta ignoranza.

TESTO ORIGINALE FRANCESE

LE PROFESSEUR: Bonjour, Mademoiselle … C’est vous, c’est bien vous, n’est-ce pas, la nouvelle élève?
L’ÉLÈVE se retourne vivement, l’air très dégagée, jeune fille du monde; elle se lève, s’avance vers Le Professeur, lui tend la main.
L’ÉLÈVE: Oui, Monsieur. Bonjour, Monsieur. Vous voyez, je suis venue à l’heure. Je n’ai pas voulu être en retard.
LE PROFESSEUR: C’est bien, Mademoiselle. Merci, mais il ne fallait pas vous presser. Je ne sais comment m’excuser de vous avoir fait attendre. Je finissais justement … n’est-ce pas, de … je m’excuse. Vous m’excuserez …
L’ÉLÈVE: Il ne faut pas, Monsieur. Il n’y a aucun mal, Monsieur.
LE PROFESSEUR: Mes excuses … Vous avez eu de la peine à trouver la maison?
L’ÉLÈVE: Du tout … Pas du tout. Et puis j’ai demandé. Tout le monde vous connaît ici.
LE PROFESSEUR: Il y a trente ans que j’habite la ville. Vous n’y êtes pas depuis longtemps! Comment la trouvez-vous?
L’ÉLÈVE: Elle ne me déplaît nullement. C’est une jolie ville, agréable, un joli parc, un pensionnat, un évêque, de beaux magasins, des rues, des avenues …
LE PROFESSEUR: C’est vrai, Mademoiselle. Pourtant j’aimerais autant vivre autrepart. A Paris, ou au moins à Bordeaux.
L’ÉLÈVE: Vous aimez Bordeaux?
LE PROFESSEUR: Je ne sais pas. Je ne connais pas.
L’ÉLÈVE: Alors vous connaissez Paris?
LE PROFESSEUR: Non plus, Mademoiselle, mais, si vous me le permettez, pourriez-vous
me dire, Paris, c’est le chef-lieu de …Mademoiselle?
L’ÉLÈVE: (cherche un instant, puis, heureuse de savoir) Paris, c’est le chef-lieu de … la France?
LE PROFESSEUR: Mais oui, Mademoiselle, bravo, mais c’est très bien, c’est parfait. Mes félicitations. Vous connaissez votre géographie nationale sur le bout des
ongles. Vos chefs-lieux.
L’ÉLÈVE: Oh! je ne les connais pas tous encore, Monsieur, ce n’est pas si facile que ça, j’ai du mal à les apprendre.
LE PROFESSEUR: Oh, ça viendra … Du courage … Mademoiselle … Je m’excuse …de la patience … doucement, doucement … Vous verrez, ça viendra … Il fait beau aujourd’hui … ou plutôt pas tellement … Oh! si quand même. Enfin, il ne fait pas trop mauvais, c’est le principal … Euh … euh … Il ne pleut pas, il ne neige pas non plus.
L’ÉLÈVE: Ce serait bien étonnant, car nous sommes en été.
LE PROFESSEUR: Je m’excuse, Mademoiselle, j’allais vous le dire … mais vous apprendrez que l’on peut s’attendre à tout….

TRADUZIONE (by francesefacile.altervista.org/blog)

IL PROFESSORE: Buongiorno, signorina … E’ lei, è proprio lei, vero, la nuova allieva?
L’ALUNNA si gira velocemente, con l’aria molto disinvolta, ragazza di mondo; si alza, avanza verso IL Professore, e gli tende la mano. 
L’ALUNNA: Sì, signore. Buongiorno, signore. Vede, sono venuta puntuale. Non ho voluto arrivare in ritardo.
IL PROFESSORE: Bene, signorina. Grazie, ma non doveva affrettarsi. Non so come scusarmi di averla fatta aspettare. Finivo giusto… vero, di… mi scuso. Mi scuserà.  …
L’ALUNNA: Non c’è bisogno, signore. Non c’è nessun problema, signore.
IL PROFESSORE: Le mie scuse… ha avuto difficoltà a trovare la casa?
L’ALUNNA: No, no … Niente affatto. E poi ho chiesto. La conoscono tutti qui.
IL PROFESSORE: Sono trent’anni che abito in città. Lei non è qui da molto. Come la trova?
L’ALUNNA: Non mi dispiace per niente. E’ una bella città, gradevole, un bel parco, un pensionato, un vescovo, dei bei negozi, delle strade, dei viali…
IL PROFESSORE: E’ vero, signorina. Anche se preferirei o vivere da un’altra parte. A Parigi o almeno a Bordeaux.
L’ALUNNA: Le piace Bordeaux?
IL PROFESSORE: Non so. Non la conosco.
L’ALUNNA: Allora conosce Parigi?
IL PROFESSORE: Non più, signorina, ma, se me lo permette, potrebbe dirmi, Parigi, è il capolugo di…Signorina?
L’ALUNNA: (cerca un istante, poi, felice di sapere) Parigi è il capoluogo della… Francia?
IL PROFESSORE: Ma sì, signorina, brava, molto bene, perfetto. Le mie congratulazioni. Conosce la sua geografia nazionale come il pallmo della mano. I vostri capoluoghi.
L’ALUNNA: Oh! non li conosco ancora tutti, signore, non è facile come in questo caso, faccio male a impararli.
IL PROFESSORE: Oh, ci riuscirà … Coraggio … Signorina … Mi scuso …della pazienza… piano piano… Vedrà che ci riuscità … Fa bello oggi … o piuttosto non tanto … Oh! sì, comunque. Ebbene, non fa troppo brutto, è il principale… Euh…euh…non piove, non nevica più.
L’ALUNNA: Sarebbe sorprendente, perché siamo in estate.
IL PROFESSORE: Mi scuso, signorina, volevo dirle… ma voi impararete che si può imparare tutto….

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