GEORGES BRASSENS

Pagina dedicata ad alcune delle canzoni più famose di Georges Brassens, cantautore originario del sud della Francia.

1) LA MAUVAISE RÉPUTATION (“La cattiva reputazione”)

Video estratto da https://www.youtube.com/watch?v=ZvqiyA14PVU e caricato da sirbon83.

TESTO ORIGINALE FRANCESE

Au village, sans prétention
J’ai mauvaise réputation
Que je me démène ou que je reste coi
Je passe pour un je-ne-sais-quoi.

Je ne fais pourtant de tort à personne
En suivant mon chemin de petit bonhomme

Mais les braves gens n’aiment pas que
L’on suive une autre route qu’eux.

Non les braves gens n’aiment pas que
L’on suive une autre route qu’eux.

Tout le monde médit de moi
Sauf les muets, ça va de soi.

Le jour du quatorze juillet
Je reste dans mon lit douillet
La musique qui marche au pas.
Cela ne me regarde pas.

Je ne fais pourtant de tort à personne
En n’écoutant pas le clairon qui sonne

Mais les braves gens n’aiment pas que
L’on suive une autre route qu’eux
Non les braves gens n’aiment pas que
L’on suive une autre route qu’eux.

Tout le monde me montre au doigt
Sauf les manchots, ça va de soi.

Quand j’croise un voleur malchanceux
Poursuivi par un cul-terreux
J’lance la patte et, pourquoi le taire
Le cul-terreux se retrouve par terre.

Je ne fais pourtant de tort à personne
En laissant courir les voleurs de pommes

Mais les braves gens n’aiment pas que
L’on suive une autre route qu’eux
Non les braves gens n’aiment pas que
L’on suive une autre route qu’eux.

Tout le monde se rue sur moi
Sauf les cul-de-jatte, ça va de soi.

Pas besoin d’être Jérémie
Pour deviner le sort qui m’est promis
S’ils trouvent une corde à leur goût
Ils me la passeront au cou.

Je ne fais pourtant de tort à personne
En suivant les chemins qui ne mènent pas à Rome

Mais les brave gens n’aiment pas que
L’on suive une autre route qu’eux
Non les braves gens n’aiment pas que
L’on suive une autre route qu’eux.

Tout le monde viendra me voir pendu
Sauf les aveugles, bien entendu.

TRADUZIONE IN ITALIANO (by francesefacile.altervista.org)

Al paese, senza vanto,
Ho una cattiva reputazione.
Che mi dimeni o resti fermo
Passo per un non-so-che.

Eppure non faccio torto a nessuno
Seguendo il mio cammino di uomo tranquillo.
Ma alla gente perbene non piace
Che si segua altra strada che la loro.
No, alla gente perbene non piace
Che si segua altra strada che la loro.

Tutti sparlano di me,
A parte i muti, naturalmente.

Il giorno del 14 luglio
Resto nel mio letto accogliente.
La musica che marcia al passo
Non mi riguarda.

Eppure non faccio torto a nessuno
Non ascoltando la tromba che suona,
Ma alla gente perbene non piace
Che si segua altra strada che la loro.
No, alla gente perbene non piace
Che si segua altra strada che la loro.

Tutti mi segnano a dito,
A parte i monchi, naturalmente.

Quando incrocio un ladro sfortunato
Inseguito da un bifolco,
Allungo la gamba e, perché tacerlo?
Il bifolco si ritrova per terra.

Eppure non faccio torto a nessuno
Lasciando scappare un ladro di mele.
Ma alla gente perbene non piace
Che si segua altra strada che la loro,
No, alla gente perbene non piace
Che si segua altra strada che la loro.

Tutti mi s’avventano addosso,
A parte gli sciancati, naturalmente.

Non serve essere Geremia
Per indovinare la sorte che mi è promessa:
Se trovano una corda di loro gusto
Me la passeranno al collo.

Eppure non faccio torto a nessuno
Se non seguo le strade che non portano a Roma.
Ma alla gente perbene non piace
Che si segua altra strada che la loro,
No, alla gente perbene non piace
Che si segua altra strada che la loro.

Tutti verranno a vedermi impiccato,
Tranne i ciechi, naturalmente.

2) LE COPAINS D’ABORD (“Gli amici di sempre”).

Video estratto da https://www.youtube.com/watch?v=PT7U_GzRIv0 e caricato da Georges Brassens.

TESTO ORIGINALE FRANCESE

Non, ce n’était pas le radeau 
De la Méduse, ce bateau
Qu’on se le dis’ au fond des ports,
Dis’ au fond des ports, un fondo di porto.
Il naviguait en pèr’ peinard 
Sur la grand’ mer des canards, 
Et s’app’lait “Les copains d’abord”,
“Les Copains d’abord”. 

Ses “fluctuat nec mergitur” 
C’était pas d’la litteratur’.
N’en déplaise aux jeteurs de sort,
Aux jeteurs de sort.
Son capitaine et ses mat’lots 
N’étaient pas des enfants d’salauds, 
Mais des amis franco de port,
Des copains d’abord. 

C’étaient pas des amis de lux’, 
Des petits Castor et Pollux, 
Des gens de Sodome et Gomorrh’, 
Sodome et Gomorrh’.
C’étaient pas des amis choisis 
Par Montaigne et La Boeti’.
Sur le ventre ils se tapaient fort,
Les copains d’abord. 

C’étaient pas des anges non plus, 
L’évangile, ils l’avaient pas lu, 
Mais ils s’aimaient tout’s voil’s dehors, 
Tout’s voil’s dehors.
Jean, Pierre, Paul et compagnie
C’était leur seule litanie 
Leur Credo, leur Confiteor, 
Aux copains d’abord. 

Au moindre coup de Trafalgar, 
C’est l’amitié qui prenait l’quart, 
C’est elle qui leur montrait le nord, 
Leur montrait le nord. 
Et quand ils étaient en détresse, 
Qu’leurs bras lancaient des S.O.S., 
On aurait dit les sémaphores, 
Les copains d’abord. 

Au rendez-vous des bons copains, 
Y’avait pas souvent de lapins, 
Quand l’un d’entre eux manquait a bord, 
C’est qu’il était mort. 
Oui, mais jamais, au grand jamais, 
Son trou dans l’eau n’se refermait, 
Cent ans après, coquin de sort
Il manquait encor’.

Des bateaux j’en ai pris beaucoup,
Mais le seul qui ait tenu le coup, 
Qui n’ai jamais viré de bord, 
Mais viré de bord, 
Naviguait en père peinard 
Sur la grand’ mare des canards, 
Et s’app’lait “Les copains d’abord”,
“Les copains d’abord”. 

TRADUZIONE IN ITALIANO (by francesefacile.altervista.org)

No, non e’ la zattera
Della Medusa, questo battello,
Che viene detto una carcassa,
detto una carcassa.
Navigava tranquillo
Sul gran mare delle anatre,
E si chiamava “Gli amici di sempre”,
“Gli amici di sempre”.

I suoi “fluctuat nec mergitur”
Non erano letteratura.
Non dispiaceva agli iettatori,
Agli iettatori.
Il suo capitano e i suoi marinai
non erano dei mascalzoni,
ma degli amici in “porto franco”,
degli amici di sempre.

Non erano degli amici di lusso,
dei piccoli Castore et Polluce,
Gente di Sodoma e Gomorra,
Sodome et Gomorrh’.
Non erano degli amici scelti
Da Montaigne e La Boeti’.
Sul ventre loro si battevano forte,
Gli amici di sempre.

Non erano nemmeno degli angeli,
Loro il Vangelo non l’avevano letto,
Ma si amavano “a vele spiegate”
A vele spiegate.
Jean, Pierre, Paul e compagnia
Era la loro sola litania,
Il loro Credo, il loro Confiteor,
Agli amici di sempre.

Al minimo imprevisto,
Era l’amicizia che prendeva il sopravvento,
Era lei che mostrava loro il nord,
Mostrava loro il nord.
E quando erano in difficoltà,
Le loro braccia lanciavano degli S.O.S.,
Si sarebbe detto come dei semafori,
Gli amici di sempre.

Al ritrovo dei vecchi amici,
Non c’erano spesso dei conigli,
Se uno di loro mancava a bordo,
Era perché era morto.
Sì, ma giammai, dico giammai,
Il vuoto che lasciava si richiudeva,
E cento anni dopo, sorte infame,
Egli mancava ancora.

Di battelli ne ho presi tanti,
Ma il solo che ha tenuto il colpo,
Che non ha mai virato di bordo,
Mai virato di bordo,
Navigava tranquillo
Sul gran mare delle anatre,
E si chiamava “Gli amici di sempre”,
“Gli amici di sempre”.

3) LES AMOUREUX DES BANCS PUBLICS (“Gli innamorati delle panchine pubbliche”)

Video estratto da https://www.youtube.com/watch?v=eztSYUFUe8I e caricato da Myss Thique.

(Il testo originale francese è all’interno del video).

TRADUZIONE IN ITALIANO (by francesefacile.altervista.org)

Quelli che guardano di traverso pensano che le panchine verdi

Che vediamo per le strade

Siano fatte per i disgraziati e gli obesi

Ma è un’assurdità, perché in verità, sono lì, si sa,

 Per accogliere un po’ gli amori nascenti.

Gli innamorati che pomiciano sulle panchine pubbliche,

Panchine pubbliche, panchine pubbliche

Se ne infischiano dello sguardo storto dei passanti onesti.

Gli innamorati che pomiciano sulle panchine pubbliche,
Panchine pubbliche, panchine pubbliche
Dicendo dei patetici “Ti amo”
Hanno delle faccette molto simpatiche.

Si tengono per la mano, parlano del domani, della carta azzurra
Con cui rivestiranno le pareti della loro camera da letto.

Si vedono già dolcemente, con lei che cuce e lui che fuma in un sicuro benessere
E scelgono il nome del loro primo figlio.

Gli innamorati che pomiciano sulle panchine pubbliche

Panchine pubbliche, panchine pubbliche,

Se ne infischiano dello sguardo storto dei passanti onesti.
Gli innamorati che pomiciano sulle panchine pubbliche,
Panchine pubbliche, panchine pubbliche
Dicendo dei patetici “Ti amo”
Hanno delle faccette molto simpatiche.
Quando la santa famiglia Machin incrocia sul suo cammino due di questi maleducati,
Fa scattare arditamente verso di loro dei propositi velenosi.

Questo contrasta tutta la famiglia,

Il padre, la madre, la figlia, il figlio, lo Spirito Santo.

Vorrebbero eccome ogni tanto comportarsi come loro.

Gli innamorati che pomiciano sulle panchine pubbliche,
Panchine pubbliche, panchine pubbliche
Se ne infischiano dello sguardo storto dei passanti onesti.
Gli innamorati che pomiciano sulle panchine pubbliche,
Panchine pubbliche, panchine pubbliche
Dicendo dei patetici “Ti amo”
Hanno delle faccette molto simpatiche.
Quando i mesi saranno passati, quando saranno appassiti i loro bei sogni fiammeggianti,

Quando il cielo si coprirà di grosse nuvole pesanti,

Si accorgeranno commossi che è alla fatalità delle strade, su una di quelle famose panchine

Che hanno vissuto il migliore pezzo del loro amore.

Gli innamorati che pomiciano sulle panchine pubbliche,

Panchine pubbliche, panchine pubbliche

Se ne infischiano dello sguardo storto dei passanti onesti.

Gli innamorati che pomiciano sulle panchine pubbliche,

Panchine pubbliche, panchine pubbliche

Dicendo dei patetici “Ti amo”

Hanno delle faccette molto simpatiche.

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