IL BISTROT

Il bistrot (in italiano si può scrivere anche bistrò) è un locale tipicamente francese molto simile a un caffè, a un bar o a una sala da tè. La sua fama è ormai tale che anche in Italia e all’estero si possono trovare locali simili, che prendono appunto il nome di “bistrot ” alla francese.

Edouard Manet: “Il bar delle Folies Berères” (1881-1882), Courtauld Gallery, Londra.

In un tipico bistrot francese si consumano soprattutto bevande, alcoliche o analcoliche come in un caffè o in un bar. Esistono tuttavia i restaurant-bistrot dove si possono consumare anche piatti dolci e salati. In Italia, in particolar modo, il bistrot assume più le caratteristiche di un ristorante, mentre in Francia quelle di un caffè.

La fama del bistrot deriva dai bistrot parigini dove, nel XIX secolo e agli inizi del XX, gli artisti e i letterati, cultori della vitabohémienne , si recavano a bere un bicchierino, sedendo ai tavolini fuori dal locale, e intanto prendevano spunto per la realizzazione dei loro capolavori osservando i passanti, i clienti seduti vicino a loro e la bellezza della Rive Gauche di Parigi, ovvero la riva sinistra della Senna, famosa per essere stata un tempo (e in parte anche adesso) il cuore della vita artistica della città. Molti di essi, essendo spesso squattrinati, passavano le giornate d’inverno nei bistrot unicamente per riscaldarsi.

Edouard Manet: “Brandy alla prugna”, o semplicemente “La prugna” (1877), National Art Gallery, Washington D.C., Stati Uniti.

Non si conosce bene l’origine del termine “bistrot”. Vi sono ipotesi diverse, tra cui quella che possa derivare dal termine “Bistraud” con cui nel nord della Francia si indicano gli aiutanti dei commercianti di vino. Ma quella più accreditata è che il termine “bistrot” sia nato all’inizio dell’800 dal termine russo “bystro” (быстро), che significa “veloce”: quando i russi occuparono la città di Parigi nel 1814 (durante la guerra franco-russa o “Guerra patriottica”, come viene chiamata nell’ex repubblica sovietica, in cui la Russia sconfisse Napoleone Bonaparte), molti soldati dell’esercito russo si affrettavano ad andare a bere alcolici nei localini di Parigi, sottolineando al cameriere che dovevano fare in fretta per non essere scoperti dai loro superiori, in quanto i soldati in servizio hanno l’obbligo tassativo di non bere alcun tipo di alcolico.

Da allora, il termine è pervenuto fino ai giorni nostri, e il bistrot si è evoluto divenendo non solo un luogo dove si mangia e si beve, ma anche dove fare conversazione. Anche con il gestore si possono intavolare interessanti conversazioni mentre si sorseggia un buon caffè o un Pastis (si pronuncia pastìs, proprio come si scrive, e significa “miscuglio”) seduti al bancone (le comptoir) del locale. Il Pastis è un liquore all’anice tipico della città di Marsiglia, dal famoso colore giallo, chiamato perciò in alcune zone della Francia anche “petit jaune“, o “giallino”. Si consuma da solo o come ingrediente per vari cocktail (vai anche alla pagina LIQUORI FRANCESI) ed è rinomato  tra i frequentatori di bistrot.

Aller boire un pot” è una tipica espressione francese utilizzata per dire “andare a bere un caffè”. Letteralmente “pot ” significa “bicchiere, tazza”, ed è un invito amichevole che può capitare di sentire prima di recarsi nel bistrot per consumare qualcosa tutti assieme.

Il bistrot, soprattutto a Parigi, è caratterizzato da tavolini messi fuori dal locale, spesso protetti da una tendina coi colori dell’insegna.

Attenzione, però! Nel bistrot è sempre usanza lasciare la mancia (le pourboire) al cameriere, e non è raro che i clienti più affezionati si riuniscano per fare scommesse.