IL CARNEVALE DI NIZZA

A Nizza, importante città marittima della regione francese della Provenza-Alpi-Costa Azzurra, ogni anno si celebra uno dei più famosi Carnevali del mondo (Le Carneval de Nice), assieme a quello di Venezia, di Viareggio (provincia di Lucca) e di Rio de Janeiro.

Il Carnevale è un’importante festa che viene celebrata nei paesi cattolici, ma di carattere puramente laico. Origina da alcune antiche festività romane chiamate Saturnali (in latino Saturnalia) che si celebravano dal 17 al 23 dicembre in onore del dio Saturno, padre di Giove re degli dèi. Poiché nel calendario romano non comparivano i mesi di gennaio e febbraio, ma da dicembre si passava direttamente al mese di marzo (gennaio e febbraio furono introdotti nel 713 a.C.) queste festività cadevano proprio alla fine dell’inverno.

Durante la loro celebrazione, gli antichi Romani erano soliti darsi a banchetti luculliani e vizi di ogni tipo. Esisteva infatti la regola che, durante i Saturnali, l’ordine generale potesse venire completamente sovvertito, e i membri delle classi sociali meno abbienti potessero farsi beffe dei più ricchi senza conseguenze. Era dunque permessa ogni forma di divertimento, e non esisteva alcun limite o misura. Non solo, ma agli schiavi veniva anche concessa una temporanea libertà, e tutto questo in onore di Saturno che era stato – secondo la mitologia latina e greca – il padre degli dèi all’epoca dell’ancestrale “Età dell’Oro”, in cui non esistevano regole, sofferenze né distinzioni tra gli esseri umani.

“Il dio Saturno”. Copia di Hendrik Goltzius da un affresco di Polidoro da Caravaggio. Immagine di pubblico dominio. Tratta dal sito di Wikipedia in inglese, voce “Saturn”.

Addirittura si pensava che gli stessi dèi, compiaciuti dai festeggiamenti, partecipassero attivamente a questo sovvertimento generale cambiando le leggi di natura rigorosamente seguite durante il resto dell’anno.

Esiste tuttavia la convinzione che i Saturnali siano stati inventati dai Romani anche per ragioni pratiche, oltre che per puro sollazzo: per avere cioè una scusa per dare ogni giorno ricchi banchetti e smaltire più velocemente le provviste accumulate durante l’inverno, facendo così posto alle nuove che avrebbero raccolto in primavera.

Più tardi, con l’avvento del Cristianesimo, nei mesi primaverili fu introdotto il festeggiamento della Pasqua, festività religiosa cristiana che celebra la morte e resurrezione di Gesù Cristo. Prima della Pasqua, ai cristiani cattolici è imposto un periodo di solenne penitenza della durata di quaranta giorni che si chiama appunto “Quaresima” (Quaranta giorni). La Quaresima è una ricorrenza molto sentita nel mondo cattolico, durante la quale, soprattutto nei secoli antichi, era severamente proibito mangiare la carne e tutti i cibi di derivazione animale (oggi quest’obbligo è imposto solo nei venerdì di Quaresima), in segno di purificazione ed espiazione in preparazione della Pasqua, la festa più importante della religione cristiana.

Ecco perchè, dopo la conversione al Cristianesimo delle popolazioni pagane, i Saturnali romani si trasformarono nell’attuale “Carnevale“, parola che deriva dall’espressione latina “carnem levare“, cioè “togliere la carne”, e la festa iniziò ad essere celebrata immediatamente prima della Quaresima, come un periodo di grande giubilo, di spensieratezza e di fastosi banchetti per poter affrontare meglio la solenne astinenza preparatoria alla Pasqua. Tuttavia, il Carnevale non è una festa religiosa, benché venga celebrato in tutti i Paesi cattolici in previsione della Quaresima.

Per convenzione, il suo inizio è stabilito il 17 gennaio, giorno di S. Antonio Abate, patrono degli animali. Ciò deriva dalla credenza medievale che nella notte tra il 16 e il 17 gennaio S. Antonio donasse il potere della parola a tutti gli animali, primo evento segnalatore del sovvertimento dell’ordine cosmico che è il tema principale del Carnevale, ripreso dai Saturnali.

“S. Antonio Abate”. Cartolina dei primi del ‘900. Immagine di pubblico dominio.

L’ultimo giorno di Carnevale è invece il martedì precedente il Mercoledì delle Ceneri, primo giorno di Quaresima. Per questo, l’ultimo martedì di Carnevale si usa darsi a festeggiamenti più sfrenati del solito e banchetti molto più ricchi, ed è il motivo per cui si chiama Martedì Grasso. Durante questo giorno, è tradizione eleggere il Re del Carnevale – talvolta affiancato dalla Regina – che deve simbolicamente “morire” alla fine dei festeggiamenti per lasciare il posto all’austerità quaresimale.

 Il giovedì immediatamente precedente l’ultimo martedì si chiama invece Giovedì Grasso, o, come si dice a Firenze, “Berlingaccio”.

Poiché la festa religiosa della Pasqua cade sempre in una data mobile, anche l’inizio della Quaresima avviene ogni anno in una data diversa, per rispettare sempre una durata di quaranta giorni dalla Pasqua in qualunque data essa vada a cadere. Tuttavia, siccome l’inizio del Carnevale, invece, cade sempre in una data fissa, la sua durata varia a seconda del giorno in cui si celebra la Pasqua: se Pasqua cade a marzo, il periodo del Carnevale è più corto; se cade alla fine di aprile, il periodo del Carnevale è molto lungo.

Costume di Carnevale. Immagine di Francesefacile.altervista.org/blog.

Durante il Carnevale, non solo si usa fare feste e mangiare una grande quantità di dolciumi (molti dei quali tradizionali) ma anche fare scherzi sfilate coi carri e mascherarsi con un costume a tema. L’usanza di mascherarsi per Carnevale deriva sempre dai Saturnali, durante i quali si credeva che, a causa del sovvertimento globale dell’ordine cosmico imposto dagli dèi, anche i morti potessero tornare dall’oltretomba e impossessarsi del corpo dei viventi. Il costume – da fata, da cavaliere, da damigella, da animale, ecc. – rappresenterebbe in chiave ironica la possessione delle anime dei defunti sui vivi, alla quale credevano gli antichi Romani. In questo, il Carnevale presenta una forte analogia con la festa autunnale di Halloween, di derivazione celtica e celebrata nei Paesi Anglosassoni (Regno Unito, Irlanda, Stati Uniti, Canada, Australia) la notte del 31 ottobre, durante la quale si usa mascherarsi per ironizzare sull’antica credenza celtica riguardo alla possessione delle anime in tale data.

“Carnevale di Nizza”, illustrazione del 1915. Tratta dal sito di Wikipedia in francese: voce “Carnaval de Nice”. Pubblico dominio.

Esiste tuttavia un’altra ragione per cui a Carnevale vi è la consuetudine di mascherarsi: in passato, il mascheramento fungeva da travestimento per impedire agli altri di riconoscere la propria identità, cosa che permetteva di agire indisturbati, durante il caos creato dalle fastose celebrazioni, facendo scherzi, burle o, come qualche volta accadeva, commettendo delitti. Questa funzione del camuffamento è molto evidente soprattutto nella tradizione carnevalesca di Venezia, dove, oltre al costume, è usanza portare sempre una maschera che lascia scoperti solo gli occhi, impedendo di riconoscere in alcun modo l’identità di chi la porta.

Costume di Carnevale con maschera che impedisce di riconoscere il volto. Immagine di Francesefacile.altervista.org/blog.

Il Carnevale di Nizza è però famoso soprattutto per la sua sfilata di carri (défilé des chars) a tema, spesso allegorici e caricaturali. Il tema cambia annualmente, e con esso anche il titolo che viene dato al Re del Carnevale che, come di consuetudine, viene “incenerito” alla fine dei festeggiamenti.

  Oltre ai carri di cartapesta, sopra ai quali sfilano anche le maschere più belle, si esibiscono nella lunga parata anche sbandieratori, giocolieri e ballerine.

I festeggiamenti continuano ininterrottamente dalla mattina fino alla sera, con carri illuminati e fuochi d’artificio che vengono accesi non appena cala il tramonto.

Carnevale di Nizza dei primi del ‘900, sfilata di carri. Immagine di pubblico dominio. Tratta dal sito di Wikipedia in francese, voce “Carnaval de Nice”.

A Nizza, come in altre città della Costa Azzurra (Saint-Tropez, Mentone e Cannes), viene celebrata  durante il Carnevale anche la famosissima Battaglia dei Fiori (Bataille des fleurs), dove alcune modelle vestite in maschera (mannequins costumés) – o, come accade da più di recente, da oba oba brasiliane, quasi a voler imitare il Carnevale di Rio – lanciano bellissimi fiori alla folla dall’alto dei carri.

I pittori francesi Alexis Mossa e Gustave Adolf Mossa (rispettivamente padre e figlio) divennero celebri per aver immortalato nei loro quadri la bellezza del Carnevale di Nizza e dei suoi carri nel XIX e XX secolo.

L’origine del Carnevale nizzardo è molto antica: i suoi festeggiamenti vengono fatti risalire addirittura alla fine del ‘200, ma il primo Carnevale con carri a tema fu celebrato solo il 23 febbraio 1873 grazie all’idea di Andriot Saëtone, fondatore del Comitato dei Festeggiamenti (“Comité des fêtes“) della città, che nel XIX secolo era divenuta la “capitale della villeggiatura invernale”.

A lui si deve anche l’allestimento della prima Battaglia dei Fiori, che si svolse qualche anno più tardi durante il Carnevale di Cannes, sulla celebre Promenade des Anglais. Se fu Andriot Saëtone il primo a metterla in atto, l’invenzione si deve però nel 1876 allo scrittore francese di origine tedesca Alphonse Karr, residente appunto a Nizza, la quale faceva parte dei dominii francesi dal 1860.

(Tutte le immagini e le informazioi presenti sono di pubblico dominio).

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