IL CASINÒ

“Casinò” (in francese e in inglese è scritto senza l’accento) è una parola francese di derivazione italiana che nasce nel 1828 per indicare dei locali, solitamente notturni, dove viene praticato il gioco d’azzardo.

Il casinò è un tipo di locale diffuso in tutto il mondo dove è possibile dedicarsi a diversi tipi di gioco, come la roulette (vai al link http://www.francesefacile.altervista.org/francia-famosa-4.html per trovare informazioni su questo gioco), i giochi coi dadi, la slot machine e i giochi con le carte, tra cui primeggiano il poker , il Black Jack e lo chemin de fer (e in Francia anche il baccarat).

I più famosi casinò del mondo sono quello di Montecarlo (nel principato di Monaco), i casinò di Las Vegas (nello stato del Nevada, USA), i casinò di Macao e di Baden-Baden (Germania) e i casinò di Venezia, Nizza e Sanremo.

E’ opportuno sapere che in ogni Paese il gioco d’azzardo è regolamentato da una rigida normativa, la quale prevede che i casinò siano severamente proibiti ai minori di 18 anni (o di un’età superiore in quei Paesi dove la maggiorennità legale viene raggiunta più tardi), pertanto è necessario munirsi di documento d’identità valido per potervi entrare. La ragione dipende dal fatto che il gioco d’azzardo può causare una dipendenza patologica (“ludopatia”, come viene chiamata in ambito medico), e quindi, per salvaguardare l’interesse economico dell’individuo, viene anche severamente proibito al di fuori dei locali adibiti alla sua pratica (casinò e altri locali muniti di autorizzazione legale).

Già prima dell’avvento dei casinò, il gioco d’azzardo era conosciuto e praticato presso i popoli antichi: le prime testimonianze di questo tipo di gioco, in cui vengono scommesse anche grosse cifre di denaro, risalgono alla civiltà araba del XII-XIII secolo, in cui i mercanti erano soliti giocare ai dadi scommettendo dei soldi sull’esito del gioco (la stessa parola “azzardo” deriva da “az-zahr” che significa “dado” in arabo).

Le carte da gioco, invece, furono inventate dai cinesi e inizialmente avevano tre soli semi, che divennero quattro quando si diffusero nei Paesi islamici tra il XIII e il XIV secolo, anche se erano ancora completamente diversi da quelli che conosciamo oggi e assomigliavano molto di più ai semi dei tarocchi.

Attraverso la cultura egiziana (si ricorda che all’epoca anche l’Egitto era di giurisdizione araba), le carte da gioco vennero importate in Europa nel XIV secolo, iniziando dall’Inghilterra e infine dalla Spagna e dall’Italia (secondo una versione, però, l’Inghilterra sarebbe stata influenzata dalla Francia, e non il contrario). Le prime testimonianze di carte da gioco nella cultura francese risalgono alla fine del Trecento, soprattutto per quanto riguarda la Francia settentrionale. Rouen, in Normandia, era nel XV secolo il maggiore centro europeo di produzione di carte, e proprio là in quel periodo vennero  aggiunte le figure del fante, della regina e del re, ispirandosi a personaggi della storia francese o della Bibbia (Carlo Magno, Giulio Cesare, Alessandro Magno, Giuditta, ecc.), e vennero anche inventati i quattro semi tradizionali: cuori (coeurs), quadri (carreaux), fiori (trèfles) e picche (piques).

Nel Rinascimento e nel Seicento il gioco d’azzardo con i dadi e le carte veniva praticato nelle osterie e nelle taverne come forma di intrattenimento, ma non si ha testimonianza che venisse praticato dalle donne prima del XVIII secolo. Uno dei più antichi casinò fu quello di Venezia, che originariamente era attivo solo nei giorni del Carnevale.

Nel Settecento, alla corte di Versailles, il gioco d’azzardo divenne popolare grazie all’invenzione della roulette, di cui era un’appassionata la regina Maria Antonietta, che vi passava intere giornate scommettendo e perdendo somme da capogiro. Questa invenzione, originariamente italiana e in seguito importata in Francia, venne perfezionata sulla base degli studi sulla probabilità di Blaise Pascal, filosofo e matematico francese del Seicento che dette un importante contributo alla progressione delle scienze. Per tradizione, infatti, il linguaggio della roulette è il francese: il gioco inizia e finisce con le celebri frasi “Faites votre jeu”, “Les jeux sont faits” e “Rien ne va plus”.

Una scena del film “Marie Antoinette” di Sofia Coppola (2006) che mostra la pratica del gioco d’azzardo tra la nobiltà francese.

Nel XIX secolo, il casinò divenne molto popolare anche presso la media e alta borghesia.

Ancora oggi, l’addetto ai giochi e alle scommesse è chiamato col termine francese di “croupier”, ed è un dipendente del casinò che si occupa del funzionamento di alcuni giochi (roulette e giochi con le carte) verificando anche la validità delle scommesse e degli esiti.

I gettoni utilizzati per il gioco (che poi saranno convertiti in denaro al momento della riscossione delle vincite) prendono il nome francese di “fiche” (letteralmente “cartella, scheda”) a indicare la popolarità che nei secoli passati questo tipo di locale ha riscosso soprattutto in Francia.

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