INVENZIONI ERRONEAMENTE ATTRIBUITE ALLA FRANCIA

In questa pagina sono elencate alcune delle invenzioni più comunemente attribuite alla Francia per tradizione o per il loro nome francese, ma che in realtà hanno avuto origine in Paesi diversi, con spiegato il perché della loro scorretta attribuzione.

(Se sei interessato, vai anche alla pagina sulle INVENZIONI FRANCESI).

1) IL BIDET

Nonostante la credenza popolare, in quanto il nome è effettivamente francese (significa infatti “cavallino”), questo accessorio non è stato inventato in Francia, bensì in Italia, Paese che ancora oggi ne fa maggiore uso in tutto il mondo. Il bidet fu inventato nel XVI secolo, molto probabilmente a Firenze, e importato in Francia solo grazie a Maria de’ Medici, quando nel 1600 andò in sposa al re Enrico IV di Borbone (vai anche alla pagina su IL BAGNO IN FRANCIA per saperne di più).

2) L’ EAU DE PARFUM (o IL PROFUMO)

Benché le donne francesi siano per tradizione tra le maggiori consumatrici di questo prodotto, e le principali case di produzione siano ubicate in Francia, anche il profumo è un’invenzione italiana, ed ancora una volta fiorentina. La prima a far conoscere l’uso del profumo in Francia fu infatti Caterina de’ Medici, regina consorte di Enrico II dal 1547, la quale era solita cospargersi di fragranze profumate ottenute presso la famosa Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella per aumentare la sua avvenenza. La famosa “Acqua della regina” (Eau de la Reine) utilizzata da Caterina incuriosì ed affascinò le nobildonne di corte a tal punto che divennero pazze per questa invenzione, e pretesero che il profumiere italiano della sovrana si occupasse della realizzazione di profumi anche per loro (vai anche alla pagina su IL PROFUMO FRANCESE per saperne di più).

Foto di francesefacile.altervista.org/blog.

3) IL CROISSANT

Nonostante il nome francese che significa “crescente, aumentante” riferendosi sia al suo tipo di lievitazione che alla sua forma, questo pane o brioche che può essere dolce o salata è nato in Austria, e precisamente a Vienna nel XIX secolo, col nome di kipferl. Quando nel 1839 l’ufficiale austriaco August Zang fondò a Parigi la famosa Boulangerie Viennoise (Panetteria viennese), questo dolce divenne molto celebre in Francia, e fu deciso di ribattezzarlo “croissant” poiché la forma ricordava una luna crescente (Se sei interessato a conoscere altri tipi di pane francese, clicca sul link).

4) I COLLANT

Anche se il nome è francese al 100% (significa infatti “collante” per alludere al fatto che sono autoreggenti e aderiscono perfettamente a tutta la gamba), i collant sono in realtà un’invenzione americana di Allan Grant brevettata nel 1959, che ha letteralmente spopolato in tutto il mondo qualche anno più tardi, grazie all’invenzione della minigonna ad opera della stilista inglese Mary Quant nel 1963.

5) IL VENTAGLIO

Anche questo strumento, famoso soprattutto per il suo ampio uso nel Settecento tra le dame di Versailles, fu importato in Francia da Caterina de’ Medici, sposa del re Enrico II. La sua invenzione, tuttavia, non è né francese né italiana, bensì giapponese: furono infatti i giapponesi, nell’ VIII secolo d.C., a perfezionare il ventaglio rigido già conosciuto tra le civiltà del Mediterraneo e a trasformarlo nel ventaglio pieghevole oggi conosciuto.

“Donna con ventaglio”, dipinto di Edoardo Tofano.

6) LE PARRUCCHE

Anche se le parrucche più famose del mondo sono indubbiamente quelle coperte di cipria bianca che vennero inventate in Francia nel Settecento (clicca sul link se sei interessato a saperne di più), la parrucca era già conosciuta da numerosi popoli prima della nascita di Cristo (Egiziani, Greci, Romani, Fenici, cinesi, giapponesi, ecc.). Non è certo, dunque, a chi debba essere attribuita la paternità di questa invenzione, ma certamente non si tratta della Francia, anche perché il primo sovrano a farne uso nel Seicento non fu il Re Sole (1638 – 1715) a cui si deve comunque l’esplosione della sua moda in Europa, e neppure suo padre Luigi XIII (1601 -1643) che pure ne fece anch’egli largo uso, bensì la regina Elisabetta I d’Inghilterra (1533-1603).

Ritratto di Jeanne du Barry, amante del re Luigi XV. Dipinto di Elisabeth Vigée-Le Brun del 1782.

7) LA ROULETTE

Sebbene questo gioco divenne molto popolare nel Settecento presso la corte di Versailles (ancora oggi la “lingua” della roulette è il francese), la sua invenzione è inaspettatamente italiana, anche se non se ne conosce l’autore esatto. Si racconta che anche gli antichi Romani ne fossero appassionati, benché all’epoca fosse molto diversa da come la conosciamo oggi. Secondo alcune leggende, la sua invenzione sarebbe addirittura cinese e  importata in occidente grazie alla fama di cui godeva presso i popoli asiatici. Fu in seguito importata in Francia solo nel XVII secolo, e trasformata nel famoso gioco con le regole odierne dal filosofo e matematico Blaise Pascal, fatto che spiega il nome francese e il perché della sua popolarità in questo Paese.

8) IL MOSCHETTO

Anche se questo tipo di arma da fuoco è divenuta famosa grazie ai “moschettieri della guardia”  altrimenti detti “moschettieri del re”, istituiti dal re di Francia Luigi XIII nel 1622, in realtà il moschetto fu inventato in Spagna nel XVI secolo come evoluzione dell’archibugio, e in seguito adottato in tutta Europa una volta riconosciute le sue potenzialità.

9) LA FISARMONICA

Nonostante il suono della fisarmonica faccia subito pensare alla Francia, terra che ha fatto ampio uso di questo strumento nell’Ottocento e all’inizio del Novecento nelle sue famose chanson, l’origine di questo strumento è austriaca: fu infatti il liutaio viennese Cyrill Demian, assieme ai due figli Carl e Guido, a realizzarne il prototipo nel 1829, e solo successivamente questo venne perfezionato dall’italiano Paolo Soprano. Si pensa però che la sua invenzione sia ancora più antica di questa data, e risalga addirittura a Leonardo da Vinci. E’ incerto dunque se la fisarmonica sia un’invenzione più austriaca o più italiana. Vai alla pagina su LA FISARMONICA E IL BILIARDO per saperne di più.

10) LE SCARPE COL TACCO

Nel Seicento e nel Settecento le scarpine col tacco divennero una moda molto diffusa in Francia, soprattutto fra le nobildonne della corte. La loro origine, tuttavia, risale alla Turchia del XV secolo, dove questo tipo di calzatura era in uso solamente tra le concubine e gli eunuchi dell’harem. Si pensa che siano stati i Veneziani, i quali avevano fitti commerci con la Turchia, a importare questa moda in Italia. L’importazione di questa calzatura in Francia si deve invece, ancora una volta, a Caterina de’ Medici, che utilizzava i tacchi per nascondere la sua bassa statura.

Immagine tratto dal lungometraggio animato “Cenerentola” (Cinderella) di Walt Disney (1950).

11) IL BACIAMANO

Questo gesto molto cortese e galante ci fa erroneamente pensare a un’origine francese, essendo un atto di gentilezza e cavalleria dell’uomo verso la donna. In realtà, però, il baciamano è nato in Polonia nel XVII secolo, e da lì si è presto diffuso presso le altre corti d’Europa, soprattutto quelle dove era presente un rigido cerimoniale (Spagna e Austria). La sua popolarità ha fatto sì che nel Settecento venisse utilizzato anche alla corte di Francia e presso tutte le altri corti d’Europa.

“Il baciamano”, dipinto di Gerolamo Induno (1877).

12) IL FOULARD

Anche stavolta il nome è francese e derivato dalla complessa tecnica di lavorazione di questo indumento/accessorio femminile, e cioè “follare”. Oggigiorno i foulard sono una tradizione anche in molti dei territori d’oltremare francesi (principalmente le Antille), ma la loro origine è cinese e datata addirittura 1000 a.C. E’ possibile che il suo uso si sia propagato in Occidente grazie ai frequenti scambi commerciali che soprattutto le città marinare avevano con l’estremo Oriente, ma questo pezzo di storia rimane tutt’oggi un mistero.

Foulard indossato da Deborah Kerr nel film “Il giardino di gesso” (The chalk garden) del 1964.

13) LE CARTE DA GIOCO

La Francia è senz’altro la terra che più ha contribuito alla diffusione delle carte e alla loro fattura così come la conosciamo oggi. Bisogna infatti ricordare che spetta alla Francia il merito di aver inventato i quattro semi (cuori, quadri, picche e fiori) e di avervi inserito la figura di fanti, re e regine con le fattezze di personaggi famosi. Ma in realtà, si tratta anche in questo caso di un’invenzione cinese del X secolo, e importata in Europa nel Trecento, dapprima in Inghilterra e successivamente in Spagna e in Italia. Solo nel Quattrocento le carte da gioco furono conosciute anche in Francia, e soprattutto Rouen, capoluogo della Normandia, ne divenne nel Cinquecento il maggiore centro di produzione (vai anche alla pagina su IL CASINO’ per saperne di più).

14) IL CARILLON (o SCATOLA MUSICALE)

Nonostante il nome francese, il carillon (o scatola musicale) è nato in Svizzera nel 1796 e si deve all’orologiaio Antoine Favre, di Ginevra. In francese il termine “carillon” , infatti, non indica, come in italiano, la scatola musicale, ma un’insieme di campane che generalmente vengono suonate in successione per produrre una melodia. Il termine francese per tradurre quello che in italiano si chiama “carillon” è “boîte à musique “, cioè appunto “scatola musicale”. Il significato originale di “carillon” dette a Favre l’idea di costruire una macchina che potesse riprodurre una melodia, come quella delle campane delle chiese, automaticamente, senza bisogno dell’intervento umano.  I primi carillon automatici furono installati nei campanili delle chiese d’Olanda nel XIV- XV secolo, mentre tentativi di produzione di scatole musicali ci furono in Francia nel Settecento: alla reggia di Versailles, ad esempio, alcuni compositori italiani crearono una sorta di primi orologi a carillon, ma il meccanismo restava sempre molto complesso. Solo grazie all’invenzione di Antoine Favre il meccanismo venne semplificato e lo strumento si diffuse per tutto l’Ottocento.

15) IL PARACADUTE

I primi paracadute furono utilizzati in Francia nel XVIII secolo, e il  primo uomo che si lanciò con questo strumento fu il francese Louis-Sébastien Lenormand, ma in realtà si tratta di un’invenzione italiana di Leonardo da Vinci, concepita nel 1485 e riproposta dal veneziano Fausto Veranzio nel XVI secolo.

Schizzo del modello di paracadute inventato da Leonardo da Vinci.

16) L’AUTOMOBILE

Il termine “automobile” è stato coniato in Francia alla fine del XIX secolo, e la Francia è stata  anche una delle prime nazioni a produrre questo nuovo tipo di veicolo dopo il 1880, contribuendo in maniera rilevante al suo perfezionamento; ma in realtà il primo modello conosciuto di automobile è scozzese, e si deve a Robert Anderson che nel 1839 inventò la prima macchina elettrica basata sull’invenzione del motore a combustione interna dei francesi Lenoir e Rivaz (1804). Nel 1864, in Italia, Innocenzo Manzetti inventò quella che venne chiamata “carrozza vapore”, ovvero l’antenata dell’automobile. Fu però solo nei primi anni del Novecento che venne creata la prima macchina non carrozziforme grazie agli ingegneri tedeschi della Daimler, anche se il primato di aver inventato la prima macchina moderna è oggi attribuito al tedesco Carl Benz, che ne aveva costruito il prototipo già prima, nel 1886.

” Gran Premio “, dipinto di Cesare Andreoni (1903 – 1961).

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