“LA BELLA E LA BESTIA”

“La Bella e la Bestia” (La belle et la bête) è una famosissima fiaba francese scritta nel XVIII secolo che ha ispirato film, serie TV, musical e capolavori animati.

Oggi la storia è divenuta famosa soprattutto grazie al film d’animazione di Walt Disney “Beauty and the Beast” del 1991, riproposto anche in chiave cinematografica nel 2017.

Nel 2014 è stato girato anche un altro importante film diretto da Christophe Gans (già regista del film “Il patto dei lupi” del 2001 ispirato alla leggenda della Bestia del Gévaudan) con l’attore francese Vincent Cassel nei panni della Bestia.

“Beauty and the Beast”, film d’animazione di Walt Disney del 1991.

La fiaba narra dell’improbabile amore tra una ragazza bellissima (chiamata appunto “Belle”) e un principe trasformato in un’orrenda creatura selvaggia da una strega, per punirlo della sua malvagità. Solo l’amore di Belle sarà in grado, alla fine della storia, di spezzare l’incantesimo e ridargli la sua forma umana.

Nella versione di Walt Disney, la stessa strega che ha trasformato il principe in bestia avrebbe gettato un incantesimo anche sul castello e sui suoi servitori, trasformandoli negli oggetti con cui erano soliti lavorare. Questo particolare, ispirato dall’omonimo film franco-lussemburghese del 1946 diretto da Jean Cocteau, è divenuto ormai un’icona del mondo del cinema.

Una scena del film “La Bella e la Bestia” di Jean Cocteau del 1946.

La prima pubblicazione della favola viene talvolta attribuita erroneamente allo scrittore francese Charles Perrault, che nel 1697 scrisse una raccolta di 11 fiabe dal titolo “Histoires ou contes du temps passé, avec des moralités” (Storie o racconti del passato, con delle morali), meglio conosciuta come “I racconti di mamma oca” (Contes de ma mère l’Oye).

In realtà, questa fiaba non rientra nella raccolta di Perrault, infatti la storia venne pubblicata per la prima volta da Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve (1685 – 1755) nel 1740.

Si pensa che la scrittrice possa aver preso ispirazione da fiabe della tradizione popolare importate dalla letteratura classica. Una delle fonti sarebbe il mito di “Amore e psiche” contenuto ne “Le metamorfosi” di Apuleio.  Altre due fonti ritenute possibili sono un racconto di Giovanni Francesco Straparola del 1550 e la favola “Le mouton” (La pecora, o Il Montone) di Marie-Catherine d’ Aulnoy, scritta alla fine del Seicento. Il riferimento all’amore tra una donna e una bestia è poi presente anche nella commedia di William Shakespeare “Sogno di una notte di mezza estate” del 1595.

Locandina del film “La Bella e la Bestia” del 2014 diretto da Christophe Gans.

La versione di Madame Villeneuve, tuttavia, è un po’ diversa da quella oggi conosciuta: la scrittrice, infatti, descriveva molto dettagliatamente la guerra tra le fate per difendere il regno della Bestia, e presentava Belle non più come la figlia di un ricco mercante (come nella versione universalmente conosciuta), ma di un re e di una fata; solo successivamente veniva adottata dal mercante per scampare a una fata malvagia che era sulle sue tracce.

La versione ufficiale conosciuta oggigiorno è invece quella di Jeanne-Marie LePrince de Beaumont del 1756. La scrittrice francese era emigrata in Inghilterra, perciò la prima pubblicazione della favola non fu in francese ma in inglese. 

Beaumont rese la storia di Villeneuve più breve e cambiò alcuni particolari. Tolse soprattutto il soggetto della guerra e quello delle fate, di cui non si fa assolutamente menzione nella storia nota a livello internazionale.

Benché apparentemente il significato della fiaba sia che non bisogna mai giudicare nessuno dalle apparenze, altri hanno proposto una diversa morale: si pensa che il personaggio di Belle rappresenti la femminilità, mentre quello della Bestia la mascolinità, che viene domata dalla dolcezza della fanciulla (per avere maggiori informazioni su questo argomento, si vada alla pagina sulla TARASCA).

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