LA FISARMONICA E IL BILIARDO

La fisarmonica (in francese “accordéon“) è uno strumento musicale considerato oggi uno dei simboli della Francia poiché utilizzato spesso come accompagnamento delle canzoni popolari o degli chansonnier francesi della prima metà del secolo scorso. Il suo suono porta la nostra mente immediatamente nel Paese della “Gioconda” e soprattutto sui boulevard di Parigi, dove gli artisti di strada intrattengono il pubblico con la sua melodia, magari arrangiando le note della famosissima canzone “La vie en rose“.

Si pensa che l’invenzione di questo strumento risalga addirittura a Leonardo da Vinci, anche se la creazione della prima fisarmonica del mondo risale al 1829, quando il liutaio e costruttore di pianoforti viennese Cyrill Demian ne realizzò il primissimo modello assieme ai figli Carl e Guido. Intorno al 1860, fu poi l’imprenditore italiano Paolo Soprano a perfezione lo strumento e a dargli l’aspetto che ha ai giorni nostri, con mantice, cantabile e ance.

Prima della fisarmonica, in Francia veniva usato uno strumento simile a una cornamusa chiamato musette”(o musette du cour), il cui suono aveva molte affinità con quello della fisarmonica, anche se era più limpido e pulito. Questo strumento veniva utilizzato per accompagnare danze e balli che prendono il suo stesso nome, ma fu completamente soppiantato dall’invenzione della fisarmonica, soprattutto quella diatonica, che venne utilizzata per arrangiare tutte quelle melodie che prima venivano suonate con la musette.

“Suonatore di Musette”, dipinto del XVII secolo di David Teniers il Giovane.

Il gioco del biliardo (billard), invece, popolarissimo soprattutto negli Stati Uniti, fu inventato alla corte del re di Francia Luigi XI “Il Prudente” nel 1470, anche se non si conosce il nome del suo inventore.

A quell’epoca, il tavolo da biliardo veniva utilizzato soprattutto per il croquet, un gioco su prato che presenta molte affinità con il golf e che fu inventato in Francia nel XIV secolo. Il tavolo da biliardo, infatti, presentava il colore verde che ha ancora oggigiorno per simulare un prato erboso e permettere di giocare anche negli ambienti chiusi, quando magari fuori pioveva e non si aveva la possibilità di trascorrere la giornata all’aria aperta. La mazza usata nel gioco del croquet divenne poi la stecca del biliardo, mentre gli archetti attraverso cui bisogna far passare la palla divennero le buche del tavolo.

Questa invenzione ebbe presto molto successo in Scozia, Paese che nel Cinquecento e nel Seicento risentiva fortemente della cultura francese e dove già dalla fine del Duecento si praticava il golf (si ha testimonianza, dagli archivi del castello di Fotheringay, che giocasse al biliardo anche la regina Maria Stuarda): il tavolo da biliardo era considerato molto utile in quanto permetteva di praticare un gioco simile al golf anche negli spazi chiusi, e tale fu il suo successo che pian piano prese piede anche nel resto della Gran Bretagna.

Ma fu soprattutto sotto la dinastia dei Borboni di Francia e alla reggia di Versailles che questo gioco divenne veramente popolare ed assunse le caratteristiche moderne: nel XVIII secolo venne introdotta la biglia rossa detta “carambola” e gli archetti vennero sostituiti dalla buche. Durante la loro prigionia nel 1792, risulta che anche il re Luigi XVI e la regina Maria Antonietta si dedicarono a questo gioco.

Tavolo da biliardo usato nel Settecento. Immagine tratta dal sito Internet di FIBis. URL della pagina: http://www.fibis.it/fibis/ilbiliardo/storia_giu2.htm.

Il biliardo francese è caratterizzato dalla presenza di tre biglie, e lo scopo è riuscire a fare più punti possibili toccando le altre due biglie con la propria, ossia facendo delle carambole a tre sponde (facendo rimbalzare la palla tre volte sulla sponda del tavolo prima di colpire).

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