LA GALETTE DES ROIS

Il 6 gennaio, giorno dell’Epifania (Épiphanie), è una festività cristiana molto sentita in Francia. In questo Paese prende anche nome “Fête des Rois”, ossia “Festa dei Re”, i tre re Magi che proprio nel giorno del 6 gennaio, secondo la tradizione, venerarono Gesù Bambino nella mangiatoia e gli portarono in dono oro, incenso e mirra.

Gentile da Fabriano: “Adorazione dei Magi” (particolare), 1423. Galleria degli Uffizi, Firenze.

A differenza di quanto si usa fare in Italia, in Francia sono proprio i re Magi i protagonisti indiscussi della festa, e non tanto la Befana, tradizione importata nel nostro Paese attraverso un’antica leggenda russa; per questo motivo non esiste la consuetudine di regalare ai bambini una calza riempita di dolciumi e di qualche pezzo di carbone. Al contrario, vi è l’usanza di consumare all’interno di ogni famiglia uno squisito dolce tradizionale in ricordo dei tre re che si recarono a Betlemme guidati dalla stella cometa.

Già in epoca medievale, in occasione della solennità, era uso e costume in Francia preparare dei fastosi banchetti per le piazze pubbliche, a cui prendevano parte membri di ogni tipo di classe sociale, anche quelle più povere. Per celebrare degnamente questo evento, venivano preparati piatti a tema e soprattutto dolci, che ricchi e poveri mangiavano assieme dimenticandosi per un giorno delle differenze sociali.

Ancora oggi, nelle famiglie, viene preparato un dolce di antica tradizione chiamato “Galette des Rois”, che consiste in una torta rotonda di pasta sfoglia, vuota o riempita di crema o marmellata, dentro alla quale si nasconde un oggetto come un pupazzetto, un soldatino o una piccola fava (fève). Quando il dolce viene tagliato a fette, colui che trova l’oggetto viene nominato re della giornata.

Per fare in modo che la scelta sia del tutto casuale, le fette vengono tagliate dal più anziano di casa, mentre il più giovane (di solito un bambino) decide a chi devono essere assegnate. Durante il taglio, poiché potrebbero essere visibili gli oggetti nascosti all’interno della torta, il bambino deve nascondersi sotto al tavolo per non vedere cosa succede.

Di questo dolce ne esistono diverse varianti a seconda delle regioni e dei Paesi. Infatti questa tradizione non è solamente francese, ma di tutti i paesi europei francofoni: Belgio, Svizzera francese e anche Olanda, Paese che per secoli ha risentito fortemente degli usi e costumi della Francia.

Generalmente il dolce viene decorato con una coroncina di cartone dorato posizionata sopra (che in seguito andà posizionata sul capo del re) ma nella regione dell’Occitania, ad esempio, viene decorato con zucchero a velo e frutta candita. In Svizzera, invece, viene cosparso di pasta di mandorle. Nel sud della Francia la torta non è di pasta sfoglia ma di pasta brioche.

In alcuni Paesi francofoni vengono inseriti anche altri pupazzetti: a forma di re, di duca, di cavaliere, ecc. e a chi li trova viene assegnato per l’intera giornata lo stesso ruolo del pupazzetto trovato.

Poiché il dolce tradizionale veniva consumato già nel X secolo, durante i banchetti a cui venivano ammessi anche i poveri, è usanza prepararlo in quantità superiori rispetto al numero effettivo dei commensali, poiché bisogna far avanzare una fetta (“la parte del buon Dio” o “partie du bon Dieu“) da destinare simbolicamente ai poveri o a qualunque povero bussi alla porta di casa.

Un tipo di crema utilizzata come ripieno per questo dolce è la crema frangipane, preparata con mandorle, burro, uova e rum. Questa crema francese fu inventata dal conte Cesare Frangipani in occasione del matrimonio di Caterina de’ Medici con il futuro re di Francia Enrico II, nel 1533. Secondo altre versioni, però, l’inventore sarebbe stato Muzio (o Maurizio) Frangipani, ritenuto o un cuoco o un monaco a seconda delle versioni esistenti della leggenda.

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