“LES LIAISONS DANGEREUSES”

“Les liaisons dangereuses” (“Le relazioni pericolose”) è il romanzo più famoso scritto da Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos, militare, scrittore e inventore francese vissuto nel XVIII secolo.

Il cast di “Le relazioni pericolose”, film del 1988. Da sinistra verso destra: Glenn Close (nel ruolo della marchesa di Merteuil), John Malkovich (nel ruolo del visconte di Valmont) e Michelle Pfeiffer (nel ruolo di Mme de Tourvel).

Oltre a quest’opera pubblicata nel 1782, Laclos scrisse anche i capolavori “Ernestina” (1776) e “Delle donne e della loro educazione” (1783), ma questi, benché dello stesso autore, hanno avuto molta meno fama, sia in Francia che all’estero. La ragione è dovuta ai contenuti assai più moderati delle due opere, mentre “Les liaisons dangereuses” dette immediatamente scandalo sin dalla prima pubblicazione per i suoi contenuti forti, maliziosi e privi di censura, che mettevano in luce l’ipocrisia del tempo e alcuni comportamenti immorali presenti all’epoca, di cui però non si osava parlare in pubblico.

“Le relazioni pericolose” è oggi un romanzo di fama internazionale, che ha ispirato numerose produzioni cinematografiche tra cui: l’omonimo film diretto da Stephen Frears nel 1988, con John Malkovich e Glenn Close nel ruolo dei protagonisti; il film “Valmont” diretto nel 1989 da Milos Forman, con Colin Firth e Annette Bening; e il più recente “Cruel intentions” (il titolo non è mai stato tradotto e significa “Intenzioni crudeli”) diretto da Roger Kumble nel 1999, con Sarah Michelle Gellar e Ryan Philippe. Quest’ultimo è una trasposizione in tempi moderni della trama del romanzo, i cui contenuti principali vengono sapientemente mantenuti intatti nonostante una non consueta ambientazione nell’America della fine degli anni ’90. Tutti e tre i capolavori sono oggi considerati opere cinematografiche di straordinaria bellezza e dei cult del cinema d’autore.

Il romanzo originale, di pari bellezza, è un’opera epistolare ambientata nella Francia del XVIII secolo, in cui il lettore apprende le vicende narrate attraverso le numerose lettere che i protagonisti si scrivono vicendevolmente.

L’opera prevede dei contenuti molto forti e smaliziati, nonché un’assoluta schiettezza nei riguardi di temi delicati come passione e scandali sessuali. Nell’opera si parla anche senza ipocrisia della dura condizione della donna nella società aristocratica francese, costretta a sperare in un buon matrimonio per sopravvivere, a obbedire ciecamente al marito e a nascondere i propri desideri di felicità per conservare la buona reputazione e non dare adito a pettegolezzi.

L’estrema sottomissione in cui venivano relegate le giovani donne di buona famiglia e il loro desiderio di libertà e di indipendenza è la fonte da cui si sviluppa la trama del romanzo, quella da cui scaturiscono gli scandali e la corruzione narrati nell’opera. Si pensa che l’intenzione dell’autore fosse infatti quella di criticare l’ipocrisia e la falsità del suo tempo, fatto di intrighi, convenevoli assurdi e falsa moralità per tenere segreti i fatti disdicevoli ed evitare gli scandali, anche se il vero intento rimane sconosciuto. E’ possibile che si voglia biasimare anche la rigida educazione della donna e il suo infimo ruolo negli ambienti aristocratici, cosa di cui lo scrittore discute anche nell’opera “Delle donne e della loro educazione” (Des femmes et de leur éducation).

Il protagonista della storia è il visconte Sébastien di Valmont, incallito seduttore che sfrutta il suo fascino, rinomato tra tutte le nobildonne, per conquistarle e condurle sulla via della perdizione. Egli è complice degli intrighi orditi dalla crudele marchesa di Merteuil, sua amica ed ex amante, la quale, animata da un forte spirito libertino e amorale, trae unico divertimento dal farsi beffe dell’ipocrisia della società, conscia dell’ingiusta ed impari condizione in cui la donna è costretta a vivere rispetto all’uomo.

La marchesa convince Valmont a sedurre la giovane Cécile de Volanges, innocente fanciulla appena uscita dal convento e promessa sposa al conte di Gercourt. L’intenzione della crudele marchesa è quella di rovinare la reputazione della giovane per vendicarsi di Gercourt che l’aveva abbandonata dopo essere stato suo fidanzato.

Valmont, sebbene più desideroso di sedurre la casta Madame de Tourvel che non di prendere parte ai complotti della marchesa, si lascia convincere da quest’ultima per vendicarsi a sua volta di Madame de Volanges, la madre di Cécile, che ha saputo aver scritto delle lettere a Madame de Tourvel per metterla in guardia su di lui e sulla sua fama di irresistibile seduttore.

Cécile viene allontanata da casa dopo che la marchesa di Merteuil rivela a Madame de Volanges di una presunta infatuazione della figlia per il suo insegnante di musica, il giovane e squattrinato  Danceny. Trasferita nella residenza della zia di Valmont, Madame Rosemunde, Cécile ha modo di incontrare il visconte e di diventare la sua amante dopo che questi si offre di fare da tramite per la corrispondenza segreta tra lei e Danceny. Nel frattempo anche Danceny diventa amante della marchesa e sembra aver dimenticato Cécile.

Più tardi, nonostante le ammonizioni di Madame de Volanges, Madame de Tourvel si innamora di Valmont e si lascia sedurre da lui. Quando questi viene costretto ad abbandonarla per la gelosia della marchesa di Merteuil, Madame de Tourvel si ammala gravemente per il dolore e muore dopo essersi rifugiata in convento.

Non paga di quanto accaduto, la marchesa di Merteuil informa Danceny, ancora innamorato di Cécile, della relazione della giovane con Valmont. Quest’ultimo perde la vita proprio in duello contro Danceny, deciso a vendicare l’onore di Cécile che passerà il resto della vita in convento.

Poco prima Valmont aveva consegnato a Madame de Tourvel le lettere che la marchesa di Merteuil gli aveva scritto a proposito dei loro complotti e che la smascherano definitivamente. Prima di morire, Madame de Tourvel riesce a renderle note a tutta la buona società, e la marchesa de Merteuil è costretta a vivere per sempre rinchiusa nella sua casa, sfigurata dal vaiolo, abbandonata dai favori dell’intera aristocrazia.

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