LOUIS DE CARMONTELLE

Louis Carrogis (1717 – 1806) soprannominato “Carmontelle”  e per questo chiamato anche Louis Carmontelle o Louis de Carmontelle – è stato un pittore, ingegnere, architetto e commediografo francese. In Inghilterra è conosciuto con lo pseudonimo anglicizzato “Carmontel”.

Carmontelle, autoritratto (1762).

E’ famoso soprattutto per le opere pittoriche in acquerello e i ritratti e paesaggi disegnati a penna. Tra i dipinti, i più celebri sono il suo autoritratto e il famosissimo acquerello di Mozart bambino realizzato nel 1763, noto col nome “La famiglia Mozart” oppure “Mozart bambino al piano con la sorella e il padre”, ma a cui l’autore dette all’epoca il nome “Mozart padre e i suoi due figli” (Mozart père et ses deux enfants).

Ritratto di Mozart e della sua famiglia, realizzato da Carmontelle.

Altre celebri figure ritratte da Carmontelle furono (si citano solo alcuni nomi): Benjamin Franklin (1781), Germaine Necker (1780), il barone Grimm (1769) e la duchessa di Chartres (1770). Altra opera molto importante è il disegno “La sfortunata famiglia Calas” (La malheureuse famille Calas) del 1765, basato su un episodio giudiziario a cui si interessarono anche gli Illuministi Voltaire e Diderot.

“La sfortunata famiglia Calas”, incisione di Jean-Baptiste Delafosse tratta dall’opera di Carmontelle (1765).

Carmontelle è famoso anche per aver inventato uno strumento chiamato “transparent”, ispirato dalla lanterna magica utilizzata nel Seicento e di derivazione araba o cinese. Lo strumento era costituito da fogli disegnati e illuminati per trasparenza che venivano fatti scorrere dando l’impressione del movimento. Per questa ragione, l’invenzione di Carmontelle è considerata uno degli antenati del cinematografo. Tra i più famosi transparent da lui inventati vi è quello delle “Quattro stagioni” (Quatre saisons).

Tra le opere compiute come architetto, invece, si ricorda il giardino Parc Monceau di Parigi, che Carmontelle progettò nel 1773 su richiesta del Duca di Chartres, chiamato “Philippe Égalité” (1747 – 1793), padre del futuro re dei Francesi Luigi Filippo I d’Orléans (1773 – 1850) e pupillo di Carmontelle. Carmontelle fu infatti precettore e intrattenitore (divertisseur) dei rampolli di molte nobili famiglie francesi, tra cui il duca di Chartres e suo figlio, chiamato per questo “Égalité fils” dal soprannome che aveva il padre (vai alla pagina sulla RIVOLUZIONE DI LUGLIO per saperne di più su di lui). Al duca, in particolare, è dedicato il bellissimo Padiglione di Chartres (Pavillon de Chartres) presente nel parco Monceau.

Luigi Filippo I d’Orléans, re dei Francesi.

Se il nome di Carmontelle è molto popolare nel mondo delle arti figurative, come drammaturgo fa invece parte dei letterati francesi minori, in quanto di lui sono state tramandate solo alcune pièce teatrali appartenenti a un genere molto in voga nel Settecento ma che oggi si potrebbe definire “di nicchia”: i Proverbi. Per la precisione, i testi delle sue opere sono oggi raccolti e pubblicati col nome di “Proverbi drammatici” (Proverbes Dramatiques) e “Il teatro di campagna” (Théâtre de campagne), quest’ultimo pubblicato nel 1775.

I “Proverbi” erano un genere teatrale “salottiero” diffuso in Francia tra la fine del Seicento e l’inizio dell’Ottocento. Si trattava di pièce teatrali basate sull’improvvisazione, il cui nome derivava dal fatto di illustrare solitamente un proverbio molto conosciuto, mescolato a un intreccio amoroso. Il proverbio in questione non veniva mai enunciato dagli attori, ed era anzi il pubblico ad avere l’obiettivo di indovinarlo attraverso la trama e le vicende che venivano rappresentate.

All’epoca ne esistevano quattro tipi principali: pasticcio (pastiche), ritratto (portrait), scena di genere (scène de genre) e farsa (farce).

Questo tipo di rappresentazioni si sviluppò  inizialmente nei salotti dell’aristocrazia e dell’alta borghesia, solo in casi più rari veniva rappresentato a teatro. Lo scopo degli artisti era quello di intrattenere la famiglia sotto cui servivano, oppure gli ospiti nelle fredde serate d’inverno (era per questo definito théâtre de société). Erano i precettori di casa a sbizzarrirsi nella stesura dei “canovacci”, poiché le pièce avevano sia uno scopo ludico che istruttivo.

Si pensa che sia stato Charles Collé (1709 – 1783), commediografo e chansonnier francese contemporaneo a Carmontelle, a diffondere maggiormente questo genere teatrale, sebbene colui che vi si cimentò con maggior fama e successo fu Alfred de Musset (1810 – 1857) in epoca romantica.

I “Proverbi drammatici” vennero scritti da Carmontelle in tre distinti periodi: i primi vanno dal 1768 al 1769, mentre quelli del secondo periodo furono scritti dal 1768 al 1771 e sono chiamati anche “Amusemens de société”. Quelli dell’ultimo periodo vanno dal 1774 al 1781.

Nel 1811, postumi all’autore, vennero pubblicati altri proverbi inediti col nome di “Nuovi proverbi drammatici”(Nouveaux Proverbes dramatiques) e nel 1825 venne pubblicata anche l’opera postuma “Proverbi e commedie postume di Carmontelle” (Proverbes et comédies posthumes de Carmontelle). Dell’autore, infatti, ci restano numerosi manoscritti, molti dei quali vennero stampati solo successivamente alla sua scomparsa nel 1806.

Queste opere, sebbene dette “drammatiche”, si caratterizzano per uno stile molto pacato, privo di avvenimenti sorprendenti. All’epoca, furono opere che riscossero un grande successo all’interno dell’aristocrazia, contribuendo, assieme ai dipinti, a creare la fortuna del loro autore, che già si era distinto come topografo durante la Guerra dei Sette Anni (1756 – 1763), e per alcuni ritratti a penna dei soldati e della società dell’epoca.

Di lui è anche famosa in Francia la pièce in un solo atto “Le chat perdu”, mai tradotta in italiano, che venne musicata da Jean-Benjamin de Laborde per la ballerina Marie-Madeleine Guimard e che successivamente venne rappresentata anche al Théâtre italien o Comédie-Italienne di Parigi.

TORNA ALLA LETTERATURA FRANCESE