LUIGI XVI

(Scritto da Elisa Quaglia)

Luigi XVI, nato Luigi Augusto di Borbone-Capeto il 23 agosto 1754, fu l’ultimo re di Francia (prima dell’instaurazione della dinastia Bonapartiana), e primo re dei Francesi dopo lo scoppio della Rivoluzione Francese del 1789.

Le vicende che lo videro protagonista durante questo importante evento storico sono reperibili in dettaglio alla pagina RIVOLUZIONE FRANCESE. Ma chi era stato, prima di allora, questo re passato alla storia come un tiranno affamatore del proprio Paese?

Luigi XVI era il quarto figlio di Luigi Ferdinando, Delfino di Francia, e della consorte Maria Giuseppina di Sassonia. Luigi Ferdinando era figlio del re Luigi XV ed era un giovane di bell’aspetto, dotato di un carattere piuttosto deciso e scavezzacollo. Legatissimo al padre e alle sorelle, aveva sposato in seconde nozze Maria Giuseppina dopo essere rimasto vedovo di Maria Teresa Raffaella di Spagna, che gli aveva già dato una figlia.

LUIGI FERDINANDO DELFINO DI FRANCIA
“Luigi Ferdinando, Delfino di Francia”. Ritratto di Maurice Quentin de la Tour. Immagine di pubblico dominio.

Di fede profondamente cattolica, il Delfino entrò successivamente in contrasto col padre proprio quando, dopo neanche un anno dalla morte della prima moglie, questi gli impose un secondo matrimonio con la duchessa di Sassonia su consiglio della sua amante, Madame Pompadour: Luigi Ferdinando non approvò mai la presenza di una favorita alla corte, né il fatto che ella si intromettesse negli affari di politica interna, ma fu comunque un marito premuroso con Maria Giuseppina, che gli dette ben otto figli.

Maria Giuseppina aveva solo quindici anni quando sposò Luigi Ferdinando, che ne aveva diciassette. Nonostante vi fossero stati in passato dei forti contrasti politici tra suo padre, Augusto III di Polonia, e la regina di Francia Maria Leszczyn’ska, il carattere dolce e gentile della ragazza fece sì che fra con la suocera vi fosse sempre un ottimo rapporto. Anche con Madame Pompadour seppe farsi ben volere, e il matrimonio con Luigi Ferdinando fu molto felice.

MARIA GIUSEPPINA DI SASSONIA
“Maria Giuseppina di Sassonia”, ritratto di Daniel Klein. Immagine di pubblico dominio.

Prima di Luigi Augusto, la coppia reale ha una figlia e due figli. Luigi Giuseppe, primo maschio, muore prematuramente nel 1761, e il fratello minore Saverio nel 1754. Per questo motivo, alla morte di Luigi Ferdinando che avviene nel 1765, prima che possa succedere al padre, Luigi Augusto – già duca di Berry – viene proclamato Delfino di Francia, e cioè erede al trono. Maria Giuseppina muore poco più tardi, nel 1767.

All’età di quattordici anni, il giovane Luigi Augusto è un ragazzotto corpulento e di bassa statura come i genitori, ma dal viso più simile alla madre, che non era di grande fascino. Tutti i suoi fratelli avranno un fisico robusto e privo di eleganza, diversamente dal nonno paterno Luigi XV che è invece un uomo dai bei lineamenti e di grande carisma, amante delle belle donne e dal carattere molto deciso.

Per volere dei genitori, al giovane viene imposta sin dall’infanzia una rigida educazione cattolica e lo studio della teologia, e questo, insieme a un’innata timidezza, lo spinge a maturare un carattere represso e pudico. Non solo, ma in virtù dei contrasti fra Luigi Ferdinando e Luigi XV, viene continuamente incoraggiato dai genitori a fuggire tutti i comportamenti disdicevoli e licenziosi di suo nonno, sviluppando una personalità fortemente schivainibita verso tutti gli atteggiamenti amorosi.

LUIGI XVI
“Luigi XVI”, di Joseph Duplessis. Da wikipedia in italiano. Immagine di pubblico dominio.

Nonostante ciò, gli viene imposto per ragioni politiche il fidanzamento con Maria Antonia d’Asburgo-Lorena, arciduchessa d’Austria. Il fidanzamento viene ufficialmente annunciato il 13 giugno 1769 e il matrimonio viene stabilito per l’anno successivo. La coppia non potrebbe essere peggio assortita: Maria Antonia (che poi cambierà il nome in Maria Antonietta poco prima del matrimonio) è una ragazza bellissima, dal viso d’angelo, la corporatura esile e minuta e un’innata classe ed eleganza nonostante l’educazione semplice che ha ricevuto. Luigi Augusto, al contrario, è grasso, con lineamenti rozzi e totalmente privo di fascino; di lui, l’ambasciatore austriaco Mercy-Argenteau afferma che non sappia sostenere conversazioni brillanti e che in pubblico assuma un’espressione inebetita quando si trova in forte disagio. Malgrado ciò, tutti sono concordi nell’affermare che possieda un animo pacifico e gentile, ereditato dalla madre.

Maria Antonietta a quattordici anni
“Maria Antonietta a quattordici anni”, ritratto di Joseph Ducreux. Immagine di pubblico dominio.

Maria Antonietta lascia Vienna nella primavera del 1770 per sposarsi con Luigi Augusto a Versailles, e i due si incontrano per la prima volta a Schüttern, al confine tra la Francia e la Germania. Luigi XV, in particolar modo, rimane entusiasta della bellezza dell’arciduchessa quattordicenne, con la quale andrà sempre molto d’accordo, ma la giovane rimane profondamente amareggiata dalle fattezze del suo futuro sposo.

Nonostante la delusione iniziale, spinta dal suo senso del dovere verso l’Austria, convola con lui a giuste nozze il 16 maggio nella cappella reale della reggia di Versailles, ma il matrimonio si rivela subito un disastro: Luigi Augusto è fortemente inibito di fronte alla sua giovane sposa, e sarà incapace di consumare il matrimonio per 7 anni.

A peggiorare le cose, vi è la sua goffaggine, la sua mediocrità e il suo carattere rozzo. Infatti, nonostante sia stato educato all’arte della scherma, dell’equitazione e del balletto, il Delfino preferisce passare le giornate nella bottega del fabbro nei pressi dei giardini di Versailles e costruire personalmente serraturelucchetti, andando a dormire sporco e maleodorante. Si sveglia tutte le mattine all’alba per andare a caccia, ma la sua indole pacifica fa sì che i cervi preferisca mangiarli, e anche in grande quantità, piuttosto che ucciderli. Con la consorte, che parla poco il francese, non tiene conversazioni ed è un pessimo ballerino. Dopo poco, i due non dormiranno neanche più insieme: Luigi Augusto farà mettere un letto nello studiolo adiacente alla loro camera e sarà lì che passerà tutte le notti. A causa del suo carattere timido e inibito, non parlerà a nessuno dei suoi problemi matrimoniali, che saranno invece confidati da Maria Antonietta a sua madre in numerose lettere.

Ben presto, la Delfina decide di consolarsi dalle delusioni del matrimonio dedicandosi a spese da capogiro e al gioco d’azzardo, impoverendo ancora di più le casse dello Stato già fortemente compromesse da Luigi XV e dal suo predecessore. Ma soprattutto comincia a frequentare il giovane conte Hans Axel di Fersen, un ufficiale svedese che ha fama di essere un grande seduttore. Tra i due nascerà un amore segreto e a carattere soprattutto epistolare che avrà fine solo alla morte di Maria Antonietta, senza che suo marito mostri mai alcun sospetto o interesse verso la cosa.

Conte di Fersen
“Il conte di Fersen”, di Carl Fredric Von Breda. Immagine di pubblico dominio.

La giovane Delfina comincia a dare subito prova di essere una figura molto più interessante di suo marito, fin dai primi anni che si trova in Francia: dotata di un carattere fiero e molto deciso, diversamente dal Delfino, si rifiuta persino di rivolgere la parola all’ultima amante di Luigi XV, la contessa Du Barry, e solo il forte ascendente che la ragazza ha sul re le risparmia il biasimo di quest’ultimo. Inoltre, ama circondarsi di gente giovane e allegra – come la duchessa di Polignac e la principessa di Lamballe, che inizierà a frequentare qualche anno più tardi – e organizzare grandissime feste. Il conte di Fersen la descriverà in seguito come “la più bella e la più amabile regina che abbia mai conosciuto” (da Wikipedia in italiano, voce “Hans Axel Von Fersen”). Viene inoltre severamente sgridata da sua madre, l’imperatrice Maria Teresa del Sacro Romano Impero, quando in una lettera si permette di chiamare suo marito “quel pover’uomo” (da Wikipedia in italiano, voce “Luigi XVI“).

Il 10 maggio 1774 Luigi XV muore di vaiolo e Luigi Augusto gli succede col nome di Luigi XVI all’età di diciannove anni. L’incoronazione avviene nel giugno dell’anno successivo a Reims, e non appena è sul trono, il giovane re decide di ripristinare il Parlamento fatto sciogliere da suo nonno e di nominare nuovi ministri. La situazione economica che gli si presenta subito davanti non è facile: il nonno, morendo, gli ha lasciato un Paese che è già fortemente in deficit, e il giovane re, già dal carattere debole e inetto, ha sempre vissuto ignaro di tutto fino a quel momento, senza ricevere alcuna educazione finanziaria.

LUIGI XVI
“Luigi XVI”. Dipinto di Antoine-François Callet. Immagine di pubblico dominio.

Inizialmente, approva le riforme illuministe del ministro delle finanze Jacques Turgot che si basano sull’incentivazione della libera impresa e sull’imposizione di tasse alla nobiltà che vive fuori e dentro la reggia, ma spinto dalla forte opposizione dei ministri e della regina – che concede cariche politiche solo in base alle sue simpatie – decide di schierarsi contro di lui. A nulla servono i tentativi del ministro di spiegargli che le tassazioni, benché ingenti, sono l’unico modo per risanare il bilancio, nonostante nel 1775 abbiano dato vita alla protesta popolare chiamata “Guerra delle Farine“. Perciò, Turgot decide di dimettersi nel 1776 e, accortosi del carattere imbelle del sovrano, gli scrive una lettera nella quale profetizza la sua tragica fine per colpa della sua debolezza (da Wikipedia in italiano, voce “Luigi XVI”).

Al posto di Turgot, viene nominato nuovo Ministro delle Finanze lo svizzero Jacques Necker, che ha vedute molto simili a quelle del suo predecessore: subito tenta infatti di far approvare nuove tassazioni per risanare il bilancio statale, ma viene fortemente osteggiato dagli altri ministri, per ragioni personali più che per diversità di vedute, e ancora una volta il re decide di schierarsi dalla parte del più forte. Necker interpreta questo atteggiamento del sovrano come un insulto personale e decide di dimettersi nel 1781, non prima di aver reso pubblici tutti i registri con l’ammontare delle rendite e delle spese della nobiltà che vive alla reggia. Attraverso la pubblicazione di tali documenti, il popolo francese, che intanto vive di stenti, si rende conto delle spese folli fatte dalla regina Maria Antonietta e delle estreme concessioni che questa fa ai suoi amici e conoscenti solamente per tenerseli stretti (come ad esempio la nomina di Fersencolonnello di un reggimento francese). Fra Necker e la regina nascono così dei forti contrasti che non si appianeranno mai, e il popolo inizierà a nutrire un profondo odio verso la sua sovrana.

MINISTRO NECKER
Jacques Necker. Dipinto di Joseph Duplessis (1781). Pubblico dominio.

Ma gli errori di Luigi XVI non si fermano qui: egli è totalmente privo di volontà e di preparazione anche sul piano politico, tant’è vero che, come al solito, non riesce a prendere una posizione se non su consiglio dei suoi ministri, e la dà vinta a chiunque di loro dimostri di avere una personalità più decisa degli altri. Nel 1775, infatti, viene convinto a stringere accordi segreti con le colonie americane per aiutarle a ottenere l’indipendenza dalla madrepatria Inghilterra, con la falsa promessa di riuscire a riottenere la Florida, Gibilterra e alcune colonie canadesi che erano state strappate alla Francia dalla Gran Bretagna durante la Guerra dei Sette Anni (1756-1763). Gli accordi saranno resi pubblici tre anni dopo, ma alla fine della Guerra d’Indipendenza Americana, nel 1783, la Francia non solo non riavrà le sue colonie, ma si ritroverà ancor più impoverita di prima.

Durante la Guerra di Successione Bavarese (1778-1779), inoltre, sarà Maria Antonietta a convincere suo marito a schierarsi dalla parte dell’Austria anche se la Francia non ha di fatto alcun interesse nel conflitto.

Al sovrano viene anche proposto di ripristinare l’editto di Nantes emanato dal suo antenato Enrico IV di Francia, col quale veniva concessa la libertà di culto ai Protestanti in suolo francese, ma ancora una volta, dopo molti tentennamenti, Luigi XVI cede di fronte alla decisa opposizione del clero.

I rapporti con la moglie sono sempre molto distaccati, e il giovane riesce a consumare il matrimonio solo grazie alle esortazioni del cognato, l’imperatore Giuseppe II, venuto in Francia nel 1777 per una visita alla sorella. Viene fatta girare la voce che i problemi del re siano dovuti a un difetto anatomico, risolto grazie a un intervento chirurgico.

Giuseppe II d'Austria
“Giuseppe II d’Asburgo-Lorena”. Dipinto di Anton Von Maron. Immagine di pubblico dominio.

Nel 1778 nasce la primogenita Maria Teresa Carlotta, a cui seguiranno il Delfino Luigi Giuseppe e poi Luigi Carlo. Durante la nascita di Maria Teresa, Maria Antonietta rischia di avere un collasso per il sovraffollamento della stanza, fatto che induce il re a emanare un editto col quale viene permesso solo ai parenti stretti della famiglia reale di assistere al parto della regina.

Nonostante queste premure, Luigi XVI non ha il tempo di occuparsi dei suoi figli, che passeranno le giornate solo assieme alla madre nella tenuta del Petit Trianon, la nuova residenza della regina che si trova adiacente alla reggia. Maria Antonietta, assolutamente incurante della situazione economica della Francia, si ritirerà stabilmente nel palazzo del Petit Trianon nel 1782: qui si dedicherà unicamente al teatro, alla musica e alla vita di campagna assieme ai suoi figli, e vivrà per circa un anno un’esistenza completamente separata da quella del marito, finché l’ambasciatore austriaco, il conte Mercy-Argenteau, non la convincerà a tornare alla reggia.

MARIA ANTONIETTA COI SUOI FIGLI
Maria Antonietta al Petit Trianon coi figli Maria Teresa Carlotta e Luigi Giuseppe. Dipinto di Adolf Ulrik Wertmueller (1785). Pubblico dominio.

Nel 1785-1786 scoppia l’ “Affare della Collana“, uno scandalo nel quale finisce coinvolta suo malgrado la regina Maria Antonietta. Tant’è vero che, sebbene completamente estranea ai fatti, la reputazione di Maria Antonietta esce gravemente compromessa da questo spiacevole episodio, assieme anche al suo stato di salute: la bellissima regina inizia infatti a invecchiare precocemente e a mettere su peso a vista d’occhio.

Il sovrappeso della regina viene dapprima imputato a nuova gravidanza: nel 1786 nasce infatti l’ultimogenita Sofia Beatrice, che però gode di pessima salute e muore prima di compiere un anno. Tuttavia, il grave deperimento di Maria Antonietta non si fermerà qui, e durante la Rivoluzione si ritroverà coi capelli completamente bianchi all’età di 36 anni (la leggenda vuole che siano divenuti bianchi per lo spavento provato nel ritorno a Parigi dopo la fuga a Varennes).

Nel 1788 anche la salute del Delfino Luigi Giuseppe, già affetto da tubercolosi ossea, peggiora gravemente. Nello stesso anno la Francia rischia la bancarotta, anche per colpa delle gravi gelate del dicembre 1787 che hanno completamente rovinato i raccolti. Luigi XVI, non sapendo cosa fare, richiama a corte il ministro Necker, che gli consiglia di convocare immediatamente l‘Assemblea degli Stati Generali. La convocazione viene fissata per il 5 maggio 1789 a Versailles. Il 4 giugno dello stesso anno, Luigi Giuseppe muore, senza però che la notizia faccia troppo scalpore.

APERTURA DEGLI STATI GENERALI
“Versailles, 5 maggio 1789, apertura degli Stati Generali”, dipinto di Louis Charles Auguste Couder del 1839.

Durante i giorni di convocazione degli Stati Generali, il Terzo Stato, ovvero la borghesia, si opporrà fortemente alla decisione di una nuova tassazione da parte di Luigi XVI, nominandosi Assemblea Nazionale e chiedendo a gran voce l’istituzione della monarchia costituzionale. Il re, convinto dalla sua educazione fortemente cattolica che il potere del sovrano derivi direttamente da Dio e non dal popolo, ordinerà lo scioglimento dell’Assemblea Nazionale ma, non venendo ubbidito, dimostrerà ancora una volta la sua mancanza di polso convincendo alcuni membri del clero e della nobiltà ad unirvisi, in modo da ingraziarsi i suoi nemici. Anche dopo la Presa della Bastiglia, la prigione parigina dove venivano rinchiusi nemici della nobiltà e della famiglia reale, invece di sopprimere la rivolta deciderà di unire, ai colori rosso e blu della coccarda rivoluzionaria, quello bianco della monarchia per evitare uno scontro diretto e dimostrare il suo appoggio. Non ultimo, dimostrerà clemenza facendo liberare dodici soldati della Guardia Francese che erano stati imprigionati nella Prigione dell’Abbazia per essersi rifiutati di sparare ai rivoltosi.

Ma ormai è troppo tardi per una riconciliazione: la famiglia reale verrà imprigionata nell’autunno del 1789 nel palazzo delle Tuileries a Parigi, e Luigi XVI sarà costretto a giurare fedeltà allo Stato. Con questo gesto sembrerebbe che il re accondiscenda alle richieste rivoluzionarie, mentre invece, nel giugno del 1791, tenterà la fuga in carrozza assieme alla regina e ai due figli rimasti in vita. Fermata a Varennes, la carrozza verrà costretta a tornare a Parigi e la famiglia reale sarà trasferita nella Prigione del Tempio.

Per maggiori informazioni sugli eventi della Rivoluzione Francese, si vada al seguente LINK.

ESECUZIONE DI LUIGI XVI
“Esecuzione di Luigi XVI”, di Isidore Stanislas Helman.

Alla fine del 1792 ha inizio il processo per alto tradimento di Luigi XVI, che perde ogni titolo e viene giudicato come un qualunque cittadino. Si decide la sua condanna a morte per decapitazione, e l’esecuzione avviene pubblicamente sulla Place de La Concorde a Parigi, il 21 gennaio 1793. Si dice che, sul patibolo, Luigi XVI si dichiarò innocente di ogni accusa.

(Tutte le informazioni qui riportate sono di dominio pubblico).

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