LE MALATTIE DI LUIGI XIV

(Scritto da Elisa Quaglia)

Luigi XIV, il Re Sole, è divenuto famoso nei secoli per essere stato un grande e potente re di Francia, simbolo di forza e di autorità. Ma in realtà, nonostante l’immagine di sé che egli amava dare ai suoi ministri e alla sua corte, quest’uomo apparentemente forte ed invincibile non godette mai di buona salute. Secondo “Le Journal de la santé du roi Louis XIV” (Il diario della salute del re Luigi XIV), compilato per 58 anni dai medici di corte, risulta che il sovrano fu colpito fin dall’infanzia delle malattie più svariate, tanto che pare incredibile il fatto che sia potuto arrivare a quasi 77 anni, età piuttosto avanzata per un’epoca come la sua, in cui la vita media era circa 45 anni.

Durante la sua infanzia e adolescenza fu colpito da numerose malattie infettive, molte delle quali causate dallo stato di estrema sporcizia in cui viveva: all’epoca, infatti, la medicina era ancora molto arretrata, e non conoscendo assolutamente l’esistenza di virus e batteri, i medici davano la colpa delle malattie infettive a una contaminazione della pelle da parte dell’acqua che entrava dai pori. Per questa ragione, nessuno faceva mai il bagno a meno che non fosse strettamente necessario per via dell’odore corporeo divenuto veramente insopportabile. Lo stesso Re Sole non fece mai più di tre bagni nella sua vita, uno solo da bambino.

A questo si aggiungeva il suo straordinario appetito che, oltre a determinare il suo sovrappeso, gli causava indigestioni continue, diarree ed emicranie. L’eccesso di carne e di zucchero compromise sempre fortemente le difese immunitarie e la costituzione del sovrano, rendendolo meno resistente alle malattie e causandogli ascessi dentali, carie e attacchi di gotta.

Salito al trono a 4 anni, Luigi XIV fu colpito da vaiolo cinque anni dopo, con febbri altissime e pustole che colpirono persino le dita dei piedi. A 15 anni fu la volta di herpes ed erisipela, quest’ultima un’infezione della pelle portata dagli streptococchi.

Luigi XIV da bambino.

A 17 anni, invece, il giovane re si ammalò di gonorrea con blenorragia, causata dalla sua vita sessuale già piuttosto intensa e incentivata dalla sua stessa madre, Anna d’Austria, che fin da giovanissimo gli procurò come amante Catherine-Henriette Bellier, baronessa di Beauvais. La causa di questa malattia venerea fu tenuta completamente nascosta ai sudditi, e i medici di corte dettero notizia che il problema intimo del sovrano fosse causato piuttosto da un eccesso di esercizi di equitazione.

Infine, a 19 anni fu la volta della febbre tifoide contratta dopo l’ingestione di acqua infetta, a cui seguì la perdita di tutti i capelli (vai anche alla pagina LE PARRUCCHE DEL SETTECENTO per saperne di più), e a 20 la scarlattina. A 25 anni il re prese anche il morbillo, ultima malattia esantematica di cui soffrì.

Oltre alle malattie infettive, il Re Sole soffrì anche di cisti alla ghiandola mammaria, malattia che comparve a 15 anni e che fu risolta attraverso una piccola operazione.

L’intervento più grave che subì fu a 48 anni per una fistola anale causata da un ascesso: dopo anni di gravissimi problemi intestinali (dissenteria e diarrea curate con salassi e clisteri medicamentosi) che lo costringevano a stare sulla “comoda” per la maggior parte del tempo, il re di Francia sviluppò una fistola anale dolorosissima che fu guarita tramite un’operazione mai tentata prima dai medici della corte, per la quale furono necessari mesi di preparazione.

Luigi XIV a 45 anni.

Le frequenti diarree del sovrano determinarono la sua bizzarra abitudine a ricevere i ministri e i nobili al gabinetto, oppure su una sedia che aveva la funzione di rudimentale WC chiamata appunto “comoda”. Lungi dall’esserne imbarazzato, per non dare ai sudditi un’idea di debolezza, il Re Sole creò il “mito” che essere ammessi alla sua presenza così seduto fosse un grandissimo onore spettante solo a pochi eletti, anziché una situazione sgradevole e imbarazzante.

Ma i mali del re di Francia non si fermarono qui: da ragazzo soffrì anche di crisi epilettiche e sonnambulismo, oltre che di incubi notturni che divennero più frequenti dopo i 35 anni. All’età di 37 anni, infatti, gli incubi del sovrano divennero così tremendi da farlo urlare nel sonno, questo in concomitanza con la comparsa di feroci attacchi di dissenteria. Con molta probabilità, questi disturbi del sonno erano determinati dalla disidratazione e dalla perdita di sali minerali che la malattia gli procurava.

Sempre per la frequente disidratazione, il re soffriva anche di molti problemi di pelle, di reumatismi e di colica renale. Inoltre, soffriva anche di bromidrosi, una malattia causata dall’eccessiva secrezione e fermentazione del sudore, assieme alla proliferazione dei batteri nelle aree del corpo ricche di ghiandole sudoripare. Questo gli causava sia problemi di odore sgradevole che ascessi sotto le ascelle, anch’essi estremamente dolorosi.

Le dolorose carie ai denti furono curate con l’unico metodo allora conosciuto: l’estrazione dentaria, una delle quali venne eseguita così maldestramente da causargli la perdita di un pezzo di palato, ferita dolorosissima che guarì solo attraverso svariate medicazioni e dopo mesi di tamponamenti.

A 48 anni il re prese anche la malaria, e a 50 anni si presentava già fortemente malandato. Negli ultimi anni di vita era in grado di spostarsi solo in sedia a rotelle, ma tale era la sua vanità che non rinunciò mai a portare una folta parrucca nera, imponendo la moda delle parrucche a tutta la corte e in seguito a tutta Europa.

Luigi XIV a 62 anni.

Quando, nel 1715, iniziò ad avvertire dei dolori alla gamba, i medici pensarono inizialmente che si trattasse di sciatica, mentre in seguito il problema si rivelò essere una gangrena, causata dall’infezione di una banale ferita e molto probabilmente portata avanti dalla gravissima compromissione di salute e dallo stato malandato della pelle del sovrano.

Fu così che il 1° settembre 1715, 4 giorni prima del suo 77° compleanno, il re spirò, dopo essere sopravvissuto miracolosamente a una quantità esorbitante di gravi malattie.

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