NATALE E PASQUA IN FRANCIA

In Francia, Paese a maggioranza cattolica, le celebrazioni del santo Natale (Noël) e della Pasqua (Pâques), le feste più importanti dell’anno, sono molto sentite e ricche di tradizioni.

Il periodo natalizio è preceduto dalla celebrazione della festa di San Martino (la Saint-Martin) che cade l’11 novembre. Si tratta di una festa nazionale francese, durante la quale le scuole e i negozi rimangono chiusi per tutto il giorno in quanto dedicata a uno dei più famosi santi nazionali: San Martino vescovo di Tours (città nella regione Centro-Valle della Loira), uno dei primi cristiani, vissuto nel IV secolo d.C. Ma questa data non è importante solo per motivi religiosi, bensì anche per ragioni storiche: l’11 novembre 1918 venne infatti firmato l’armistizio che pose fine alla sanguinosa Prima Guerra Mondiale, evento fondamentale nella storia di Francia e del mondo.

Affresco di Simone Martini raffigurante l’episodio in cui san Martino donò il mantello a un mendicante. Immagine di pubblico dominio.

La festa viene chiamata “la Saint-Martin“, poiché i giorni dedicati ai santi, durante i quali si festeggiano anche gli onomastici, in francese sono sempre preceduti dall’articolo femminile “la”. Questo deriva dal fatto che la dicitura completa sarebbe “la fête de…” (la festa di…). Non deve stupire sentirlo chiamare quindi “le jour de la Saint-Martin”.

In alcuni comuni francesi questo giorno viene celebrato con una lunga processione durante la quale “san Martino”, a cavallo del suo asinello, passa per le vie accompagnato dai bambini, a ricordo della sera in cui si dice che il santo, avendo perduto il suo asino, fu aiutato proprio dai bambini di un villaggio a ritrovarlo. Questo evento, soprattutto nella regione un tempo chiamata “Alsazia”, è tanto famoso quanto l’episodio in cui san Martino donò il suo mantello a un mendicante incontrato per la strada, aneddoto conosciuto in tutto il mondo.

Natale, invece, viene festeggiato con tradizioni molto simili a quelle presenti in tutta Europa: come in tutte le case cristiane, a partire dall’Avvento viene preparato l’albero di Natale (Arbre de Noël) e vengono messe le luci e le decorazioni dentro e fuori le abitazioni sia come augurio che per rendere omaggio alla festa.

 Come in Italia, anche in Francia esiste la tradizione del presepe (la crèche) fatto dalla capannuccia circondata dalle statuine (santons) che raffigurano personaggi e mestieri diffusi tra il popolo, come messaggio di salvezza tra la povera gente. La parola “crèche”, in francese, significa proprio “capannuccia” oppure “mangiatoia” (mangeoire), e una statuina che è sempre presente nei presepi francesi è quella del “Ravi” (“stupefatto, felicissimo”) o “Lou Ravi”, colui che illumina il sentiero con una lanterna e alza le braccia in segno di sorpresa di fronte a Gesù Bambino (Petit Jésus). A Marsiglia la tradizione del presepe è molto forte, e ogni anno viene organizzata una fiera per mostrare a tutti i presepi più belli.

Non mancano canti tradizionali: i principali canti natalizi francesi sono “Venez vite voir la pucelle”, “Il est né, le divin enfant” e “Les santons“. In più, in molte zone della Francia come Strasburgo, ogni anno vengono organizzati importanti mercatini di Natale.

Come in tutto il mondo, anche in Francia si crede a Babbo Natale (Père Noël), ma una tradizione unicamente francese è quella di porre accanto al camino delle scarpe o degli zoccoli (sabots) perché questi possa riempirli di doni la notte della vigilia, anziché porli sotto l’albero come vuole la tradizione europea.

Nelle regioni francesi influenzate dalla cultura germanica, l’arrivo di Babbo Natale viene festeggiato anche il 6 dicembre, giorno di San Nicola (Saint-Nicolas), personaggio storico che ha ispirato proprio la figura del vecchietto grasso che porta doni la notte di Natale. Assieme a lui è presente il Père Fouettard (babbo frustante), che deve ricordargli quali bambini sono stati buoni e quali cattivi. Questa figura è derivata da quella più famosa del Krampus, il servo armato di frusta di san Nicola, che è appunto una tradizione di origine tedesca e austriaca.

Il Natale è dunque la festa indiscussa dei bambini. Sono loro infatti a ricevere i doni, mentre è usanza che fra adulti questi vengano scambiati solo a Capodanno (Saint-Sylvestre).

Il cenone della vigilia viene festeggiato in famiglia con piatti tradizionali e candele accese, e vi è l’usanza di lasciare la tavola ancora apparecchiata alla fine del pasto, per salutare l’arrivo della Vergine Maria assieme a Babbo Natale o a Gesù Bambino, venuti a portare i regali.

Il pranzo di Natale viene preparato con piatti tradizionali a seconda delle varie regioni. Solitamente, però, i due piatti più importanti sono il tacchino (la dinde) e il dolce tradizionale natalizio francese: il tronchetto o Bûche de Noël, che ricorda il ceppo che anticamente veniva messo a bruciare sul fuoco per 12 notti consecutive dalle popolazioni pagane, come augurio per l’anno nuovo. Questo dolce tradizionale viene preparato con Pan di Spagna ricoperto di cioccolato e foglie di zucchero, in modo da sembrare un tronchetto di legno vero.

Immagine tratta dal sito di Wikipedia in italiano, caricata dal sito di Wikipedia in inglese. Foto di by Andrew Pendleton (http://www.andrewpendleton.net/).

Nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra è usanza preparare addirittura 13 dessert diversi, che rappresentano Gesù Cristo e i 12 Apostoli.

La Pasqua, invece, viene chiamata “Pâques” al plurale, poiché con questo nome si intendono sia il giorno di Pasqua che quello successivo: il Lunedì dell’Angelo o Pasquetta.

Sulle tavole il piatto tradizionale è il cosciotto di agnello con salsa vinaigrette, ma non esiste un dolce tradizionale, tranne le uova di cioccolato (oeufs au chocolat) che vengono utilizzate anche per allestire alcuni giochi in famiglia, come la gara delle uova (vengono fatte rotolare giù da un piano inclinato e vince chi riesce a prenderle per primo) o la caccia al tesoro.

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