“PARIGI VAL BENE UNA MESSA”

(Scritto da Elisa Quaglia)

Parigi val bene una Messa” è una celebre frase pronunciata da Enrico IV di Francia, nato Enrico di Borbone, quando, nel 1593, si convertì dal calvinismo al cattolicesimo per salire al trono.

ENRICO IV DI FRANCIA
Enrico IV di Navarra.

Enrico di Borbone era figlio di Antonio di Borbone e Giovanna III di Navarra.

Nato nel 1553 in Aquitania, ereditò il regno di Navarra dalla madre nel 1572, col nome di Enrico III.  Giovanna di Navarra era una lontana nipote di Francesco I, primo re di Francia della dinastia dei Valois-Angoulême, la famiglia reale allora in carica. Entrambi i genitori di Enrico erano calvinisti (o “ugonotti “, come venivano chiamati nella Francia del XVI secolo), ossia appartenenti a una fede cristiana protestante, che rinnegava alcuni dogmi del cattolicesimo.

Nello stesso anno in cui salì al trono di Navarra, Enrico si sposò con la cugina Margherita di Valois, chiamata da tutti “Margot“, che era sorella del cattolicissimo re di Francia Carlo IX. Il matrimonio fu deciso dalla madre della sposa, Caterina de’ Medici, poiché Enrico, da parte di madre, era un potenziale erede della corona di Francia. Tuttavia, le trattative di matrimonio furono assai lunghe, in quanto gli sposi erano di religione differente e decisi a mantenere ciascuno la propria fede, e per celebrare il matrimonio, nella cattedrale di Notre-Dame-de-Paris, fu quindi necessaria la dispensa papale. Nonostante ciò, molti cattolici (soprattutto i gesuiti) si dichiararono indignati da tale alleanza.

In quegli anni, infatti, in terra di Francia era molto vivo il conflitto tra cattolici e ugonotti, che sfociò nella “strage di San Bartolomeo” (o “massacro di San Bartolomeo”), evento sanguinoso perpetrato nella notte tra il 23 e il 24 agosto 1572, che vide l’eccidio di un ingente numero di ugonotti da parte dei cattolici.

Dopo il massacro della notte di San Bartolomeo, le cui fiamme si spensero del tutto solo a metà settembre, il re Carlo IX impose al nuovo cognato di convertirsi al cattolicesimo per avere salva la vita. Fu così che Enrico di Navarra dovette abiurare la fede protestante e convertirsi immediatamente.

Pochi anni dopo, però, e cioè dopo la morte di Carlo IX avvenuta nel 1574, Enrico ritrattò l’abiura e riprese il suo posto come capo della fazione protestante, finché ottenne dal nuovo re di Francia, Enrico III, la Pace di Beaulieu, e in seguito l’editto di Poitiers del 1577, con il quale fu stabilita una momentanea tregua dal conflitto.

Nel 1585, però, le ostilità si riaccesero e, con il trattato di Nemours, vennero annullati tutti gli editti precedenti che avevano concesso agli ugonotti una certa libertà di culto: fu intimato loro di convertirsi oppure di lasciare per sempre la Francia, e in più papa Sisto V scomunicò Enrico, eliminandolo così dalla lista dei pretendenti al trono di Francia.

Da ciò ebbe origine un ennesimo conflitto, sia religioso che politico, che prese il nome di “Guerra dei Tre Enrichi” (1585- 1589) dal nome dei tre personaggi coinvolti: Enrico III di Francia, Enrico III di Navarra ed Enrico duca di Guisa, quest’ultimo capo della fazione cattolica. La guerra scoppiò dopo la morte, nel 1584, del duca d’Angiò Francesco Ercole, fratello di Enrico III di Francia: in seguito a tale evento, il re, che non aveva figli, si trovò improvvisamente senza l’erede designato, perciò la scelta del sostituto cadeva o su Enrico di Navarra o su Enrico di Guisa. Il primo, non essendo di fede cattolica, partiva svantaggiato agli occhi del sovrano; in più la scomunica aveva aggravato moltissimo le cose per lui. Alleato con la regina Elisabetta I d’Inghilterra, Enrico di Navarra tentò di far valere i suoi diritti in quanto erede legittimo per sangue e per matrimonio, mentre Enrico di Guisa, alleato col re di Spagna Filippo II, difendeva in ugual misura la sua posizione.

“Enrico III di Francia”. Ritratto di François Clouet.

La situazione si ribaltò quando Enrico di Navarra sconfisse la fazione cattolica in ben due occasioni: a Coutras nel 1587, e poi ad Arques nel 1589, ma soprattutto quando, nel 1588, Enrico di Guisa fu fatto assassinare per ordine stesso del re di Francia, il quale, resosi conto di essere divenuto un suo strumento, iniziò a temere di essere spodestato. Un anno più tardi, anche Enrico III di Francia fu ucciso, da un frate domenicano chiamato Jacques Clément, e fu così che Enrico di Navarra si trovò ad ereditare il regno di Francia dando inizio alla dinastia dei Borbone, che fu anche l’ultima casa regnante di Francia.

L’ultima cosa che si contrapponeva tra lui e il trono regale era la sua fede protestante: nessun ugonotto poteva infatti ereditare la corona di Francia, in quanto era necessaria l’approvazione e incoronazione da parte del papa. Fu per questo che il 25 luglio 1593 Enrico di Navarra, capo di tutti gli ugonotti di Francia, si convertì definitivamente al cattolicesimo, venendo battezzato nella basilica di Saint-Denis. Fu in quell’occasione che venne da lui pronunciata la frase storica “Parigi val bene una Messa” (Paris vaut bien une Messe), espressione utilizzata ancora oggi per intendere che ottenere un grosso vantaggio giustifica un piccolo sacrificio.

Dopo l’incoronazione avvenuta nel 1594, il nuovo re di Francia, salito al trono come Enrico IV, primo re Borbone, si premurò di riportare la pace tra cattolici e protestanti emanando diversi editti, il più famoso dei quali fu l’editto di Nantes del 1598, con il quale venne definitivamente concessa la libertà di culto a tutti i cittadini francesi di religione non cattolica.

Nonostante ciò, Enrico IV fu assassinato nel 1610 proprio da un cattolico di nome François Ravaillac, che in seguito a ciò fu condannato a morte per squartamento.

Dopo la morte di Enrico IV, salì al trono il suo figlio primogenito, a cui fu dato nome Luigi in ricordo di Luigi XII, che era stato l’ultimo re di Francia della dinastia dei Valois-Orléans prima che subentrassero gli avversari degli ugonotti, i Valois-Angoulême. Fu così che ebbe inizio il regno di Luigi XIII, figlio della seconda moglie di Enrico IV, Maria de’ Medici, sposata nel 1600 dopo l’annullamento del matrimonio tra il re e la regina Margot, per adulterio da parte di quest’ultima.

Luigi XIII, al contrario di suo padre, esercitò una forte repressione nei confronti degli ugonotti, che alla fine del XVI secolo lasciarono per sempre la Francia ed emigrarono nel nord Europa.

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