PIERRE DE MARIVAUX

Pierre Carlet de Chamblain de Marivaux (1688-1763) è stato un commediografo e uno scrittore francese del Settecento, dal cui nome è derivata l’espressione francese “marivaudage”, ancora oggi utilizzata per intendere il particolare tipo di linguaggio utilizzato all’interno delle sue opere, soprattutto teatrali: lo stile linguistico di Marivaux è intriso infatti di un preziosismo che serve a meglio comprendere i punti di vista delle figure coinvolte, attraverso cui si delineano i personaggi, i loro sentimenti e la loro psicologia.

Ritratto di Pierre de Marivaux del 1753.

Abbandonata la satira che Molière usava fare sul palcoscenico riguardo alla società a lui contemporanea, la commedia del Settecento inizia pian piano a diventare sempre più psicologica: in Marivaux ragione e sentimento si dibattono per arrivare alla felicità e alla soddisfazione, e questo è possibile ritrovarlo anche nei suoi romanzi, non solo nelle commedie.

Con Marivaux, infatti, il teatro comincia a diventare più introspettivo, incentrato soprattutto sull’analisi psicologica dell’amore e del suo duplice carattere, dolce e amaro allo stesso tempo, ma ad ogni modo sorprendente. Il tema dell’amore, dunque, sarà il contenuto centrale di tutte le opere di Marivaux.

Tra i suoi romanzi più importanti si citano “La vita di Marianna” (La vie de Marianne), scritto tra il 1728 e il 1742, e “Il villano rifatto” (Le paysan parvenu) scritto nel 1734-1735, entrambi però mai terminati.

Tra le sue opere teatrali più famose si possono citare: “Il padre prudente” (Le père prudent) del 1712, “La morte di Annibale” (La mort d’Annibal) del 1719, “Arlecchino dirozzato dall’amore” (Arlequin poli par l’amour ) del 1720, La sorpresa dell’amore” (La surprise de l’amour) del 1722, “La doppia incostanza” (La double inconstance) del 1723, “La seconda sorpresa dell’amore” (La seconde surprise de l’amour) del 1727), “Il gioco dell’amore e del caso” (Le jeu de l’amour et du hasard) del 1730; “Il trionfo dell’amore” (Le triomphe de l’amour ) del 1732, “Le sincere” (Les sincères) del 1739 e “La moglie fedele” (La femme fidèle) del 1755.

Lo sviluppo psicologico dei personaggi è evidente, ad esempio, nella commedia “Il trionfo dell’amore”,  la più celebre opera di Marivaux, a cui si ispira un famoso balletto del compositore italo-francese Jean-Baptiste Lully. Essa narra del giovane e bellissimo Agis, figlio di Cléomène, che è stato allevato dal filosofo Hermocrate e da sua sorella Léontine. Hermocrate, in particolare, ha istruito Agis a odiare tutte le donne e a fuggire le loro profferte d’amore in quanto considera questo sentimento sciocco e inutile.

La giovane Léonide, principessa di Sparta, decide di incontrare Agis, vero erede del regno, per restituirgli quanto gli spetta. Per poterlo avvicinare, però, è costretta a travestirsi da uomo fingendosi uno sconosciuto di nome Phocion (Focione), e appena lo vede se ne innamora perdutamente. Nel frattempo, però, si innamora di Phocion la zitella Léontine, da lui corteggiata per riuscire ad avvicinare Agis ed Hermocrate. Allo stesso tempo, anche Hermocrate si innamora di Léonide quando scopre che questa è una donna.

Dopo una serie di inganni e intrighi, tipici dello stile di Marivaux, la vera identità di Léonide sarà rivelata e questa potrà convolare a giuste nozze con Agis abbandonando sia Hermocrate che Léontine.

Da quest’opera è stato tratto anche il film del 2001 diretto da Clare Peploe e interpretato dagli attori americani Mira Sorvino e dagli attori britannici Fiona Shaw e Ben Kingsley.

“Il trionfo dell’amore” (2001). Particolare della locandina.

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