MADAME DE SÉVIGNÉ E MADAME DE LA FAYETTE

Marie de Rabutin-Chantal, marchesa de Sévigné, conosciuta anche solo col nome di “Madame de Sévigné” (1626 -1896), è stata una famosa scrittrice francese del XVII secolo.

E’ rinomata per le sue Lettres, ovvero per la corrispondenza epistolare che tenne in vita con parenti e conoscenti, da cui emerge un particolarissimo stile talora delicato e raffinato, e talora frivolo e spiritoso, nonché l’estrema cura e vivacità con cui era capace di descrivere e di parlare di sentimenti ed eventi della vita mondana.

“Madame de Sèvigné”, ritratta da Claude Lefèbvre (1665). Immagine di pubblico dominio.

Benché dotata di grande cultura, non si cimentò mai ufficialmente nel mestiere di scrittrice. La sua fama come letterata è soprattutto postuma, e dovuta unicamente alla pubblicazione, da parte dei suoi discendenti, di lettere personali che scrisse durante la vita.

Si contano circa 1500 lettere, anche se di alcune, poiché non firmate, non si è sicuri dell’autenticità.

Le lettere più famose scritte da Madame de Sévigné appartengono alla corrispondenza che ella intrattenne per circa 25 anni con la figlia lontana, Françoise-Marguerite. Per la loro varietà di argomenti (religione, nobiltà, ricorrenze e perfino tempo atmosferico) ed il loro particolare stile, esse costituiscono un vero e proprio capolavoro letterario.

Tali lettere furono scritte a partire dal 1671, anno in cui la figlia si trasferì in Provenza (oggi chiamata Provenza-Alpi-Costa Azzurra) col marito François d’Adhémar, conte de Grignan, lasciando la madre da sola a Parigi. Nel 1651, infatti, Madame de Sévigné rimase vedova del marito deceduto in un duello, e passò il resto della vita circondata da nobili e intellettuali incontrati presso le case e i salotti dell’aristocrazia francese. Fin da giovanissima, ebbe perfino l’onore di vivere presso la reggia del Louvre accanto alla regina Anna d’Austria e di conoscere importanti intellettuali tra cui: Boileau, Racine, Bossuet e de La Rochefoucauld, a cui sono dedicate altre pagine di questa sezione.

Ciò che stupisce maggiormente dello stile della Sévigné è il particolare linguaggio colorito e frizzante che era capace di imprimere all’interno di lettere private destinate alla figlia che viveva molto lontano, senza cioè che fossero destinate alle stampe, e quindi senza una voluta ricercatezza da parte dell’autrice per compiacere i lettori. In più, stupisce la sua capacità di parlare di argomenti importanti come la morte e la religione con estrema naturalezza, riportando pensieri personali e a volte facendosi burla dell’atteggiamento troppo austero della sua epoca verso la religiosità.

Le sue lettere, inoltre, sono importanti anche perché costituiscono una fondamentale testimonianza della vita di corte nel XVII secolo, delle abitudini dell’aristocrazia e di alcuni fatti storici, uno in particolare non menzionato dagli storiografi ma riportato con cura dall’attenta marchesa: il suicidio di François Vatel, personaggio a cui è dedicato un film del 2000 con Gérard Depardieu e diretto da Roland Joffé.

Vatel era il cuoco del principe di Condé (secondo alcune cronache, di Luigi XIV in persona) e il suo vero nome era Fritz Karl Watel, nato in Francia ma da genitori svizzeri. E’ ricordato anche per essere l’ideatore della famosa Crema Chantilly, la più famosa crema francese utilizzata in pasticceria. Il suicidio avvenne infatti il 24 aprile 1671 proprio presso il castello di Chantilly del principe di Condé, e la cronaca ci viene riferita minuziosamente da una lettera di Madame de Sévigné.

Il fatto avvenne durante un banchetto a cui partecipavano diversi nobili, tra cui Madame de Sévigné e nientemeno che il Re Sole. Non avendo potuto organizzare il perfetto banchetto che avrebbe voluto, Vatel si suicidò per la vergogna infilzandosi con la spada nella sua stanza.

Una cara amica (e parente acquisita) di Madame de Sévigné fu poi Marie Madeleine Pioche de La Vergne (1634-1693), meglio conosciuta come Madame de La Fayette, dal nome del marito. Le due donne erano legate dalle seconde nozze della madre di Madame de La Fayette con lo zio di Madame de Sévigné, Renaud de Sévigné.

Anche Madame de La Fayette fu un’importante letterata francese dotata della stessa grazia e raffinatezza della cugina, ed anche un’amica dell’Abbé Prévost e di François de La Rochefoucauld, col quale intrattenne una relazione platonica per diversi anni.
Madame de La Fayette fu importante per celebri romanzi con grandi protagoniste femminili, simbolo di estrema virtù. Le sue opere più importanti furono i romanzi “La princesse de Montpensier” (La principessa di Montpensier) del 1662, basato sulla vita della cugina di Luigi XIVZaïde” del 1670 e La princesse de Clèves” (La principessa di Clèves) del 1678, quest’ultima considerata la sua opera più importante.

La protagonista del romanzo è Madamoiselle de Chartres, triste sposa del principe di Clèves, intrappolata in un matrimonio senza amore. Nonostante il folle innamoramento per il duca di Nemours, che la vorrebbe prima come sua amante e poi come moglie, la principessa di Clevès non si abbassa mai a tradire il marito, neppure dopo la sua morte, anche per il senso di colpa di esserne stata in parte responsabile (il principe di Clèves muore infatti dopo che la moglie gli ha confidato di essersi infatuata del duca). Pur di rimanere fedele alla memoria del marito, la principessa deciderà di ritirarsi in convento e di vivere una vita casta e morigerata, come si addice alla sua personalità (quella delle Preziose, un particolare tipo di donna citato anche da Molière nella commedia “Le Preziose ridicole”).

Altri racconti molti importanti da lei scritti furono le opere pubblicate postume: “La contessa di Tenda” (La comtesse de Tende), “Storia di Enrichetta d’Inghilterra”(Histoire d’Henriette d’Angleterre), che era una sua buona amica, e Memorie della corte di Francia per gli anni 1688 e 1689″ (Mémoires de la cour de France), tutte e tre pubblicate nel ‘700.

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