BELFAGOR

Belfagor (con l’accento sulla o) è il nome di un demone leggendario, venerato anticamente dalle popolazioni che vivevano lungo il bacino del Mediterraneo: era conosciuto infatti presso i Palestinesi, gli Ebrei, gli Egiziani, i Cananei e anche i Fenici. Presso queste popolazioni aveva nomi diversi: era “Moloch” per i Cananei e “Baal” per gli Egiziani, ma il nome che tutti conoscono oggi deriva da un’antica lingua semita (moabita): “Baal Phégor”, che significa “signore del monte Peor”, dove si diceva che questo demone avesse la sua dimora. L’esatta collocazione di questo monte non è però conosciuta.

In francese il nome di questa leggendaria creatura è Belphégor, inquietante protagonista di una famosissima serie TV francese dalle tinte horror diretta da Jean-Paul Salomé, dal titolo “Belfagor, il fantasma del Louvre” (Belphégorle fantôme du Louvre). La serie è andata in onda nel 1965, ed è oggi un cult della televisione francese.

Una scena della serie “Belfagor, il fantasma del Louvre” del 1965-66.

Lo spunto per la realizzazione dello sceneggiato venne dato dal fatto che a Parigi esiste la leggenda che di notte, nelle immense sale del museo del Louvre, si aggiri un fantasma che si diverte a incutere terrore ai custodi che sorvegliano le opere d’arte, e a farne sparire anche qualcuna, all’occorrenza.

Il Louvre, bellissimo palazzo situato nella capitale francese, è stato la residenza dei re di Francia dal 1546 al 1682, quando Luigi XIV il Re Sole decise, per motivi politici, di trasferirsi alla Reggia di Versailles fatta costruire dai suoi architetti. Nel 1793, con la proclamazione della Repubblica, venne deciso di trasformarlo in un museo che ospitasse opere d’arte pittoriche e scultoree provenienti da ogni parte del mondo. Oggi al suo interno si trovano, tra i numerosi capolavori, la Gioconda di Leonardo da Vinci, la Venere di Milo, la Nike di Samotracia e l’opera scultorea Amore e Psiche di Antonio Canova.

La Gioconda di Leonardo di Vinci, conservata al Museo del Louvre di Parigi.

Il palazzo presenta tre ale di quattro piani ciascuna: SullyRichelieu e Denon.

E’ inoltre famoso per la sua maestosa Cour Carrée (Corte quadrata), che costituiva fino agli anni ’80 l’antico ingresso da Rue de Rivoli. Oggi all’ingresso del museo si accede attraverso la celeberrima Piramide di vetro fatta costruire dal presidente François Mitterrand nel 1988 per agevolare l’ingresso ai turisti.

Nella serie televisiva degli anni ’60 si diceva che il museo fosse infestato dal fantasma di Belfagor, demone che aveva dimora presso le antiche civiltà del Mediterraneo e che per questo viveva nascosto nei sotterranei del palazzo, dove ancora oggi è esposta la collezione di opere d’arte del mondo antico.

Dello sceneggiato è stato poi fatto un remake nel 2001 diretto dallo stesso regista e interpretato da Sophie Marceau.

Locandina del film “Belfagor, il fantasma del Louvre” del 2001.

Naturalmente, questa leggenda non ha nessun fondo di verità, ed è una pura invenzione degli sceneggiatori francesi. Ma al di là delle credenze popolari, cosa rappresentava veramente questa creatura di nome “Belfagor” per le antiche civiltà? La sua identità non è nota con certezza: secondo alcuni sarebbe la rappresentazione della femminilità, secondo altri una creatura assimilabile al diavolo, in quanto con uno dei suoi nomi, “Moloch”, si indicava la divinità che per i Cananei presiedeva il Geena, la valle degli olocausti di Gerusalemme dove venivano offerti bambini in sacrificio, e che nel Vangelo viene identificata con l’Inferno.

Secondo il mito, il potere di Belfagor è maggiore nel mese di aprile, quando, secondo la tradizione celtica, avviene il passaggio dall’inverno all’estate: presso i Celti, infatti, la data del 30 aprile rappresentava la fine dell’inverno (l’opposto cioè della festività di Halloween del 31 ottobre), e il 1° maggio veniva celebrata la festa della luce che aveva nome Beltane.

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