CHARLES DE GAULLE

Charles de Gaulle (1890 – 1970), figura storica di spicco della Seconda Guerra Mondiale, è stato il primo presidente della Quinta Repubblica francese. Soprannominato “Général, mon général”, è oggi ricordato come il più grande presidente che la Francia abbia mai avuto.

Charles de Gaulle nacque a Lille, oggi capoluogo dell’Alta Francia (Hauts-de-France), il 22 novembre 1890. Era alto quasi 2 metri.

Intraprese la carriera militare a 18 anni.

Dopo aver partecipato come sottotenente alla Prima Guerra Mondiale, fu ammesso alla Scuola superiore di guerra nel 1922. Da quel momento in poi, iniziò una straordinaria avanzata nella gerarchia militare, raggiungendo il grado di colonnello alla fine degli anni ’30 e di generale di brigata nel 1940, quando ormai in Europa era scoppiato il conflitto armato più tremendo della storia dell’umanità: la Seconda Guerra Mondiale.

Iniziò a interessarsi all’attività politica già come capitano, quando, nel 1931, venne impiegato nel segretariato generale della difesa. Agli inizi degli anni ’40, il generale de Gaulle era già sottosegretario e partecipava con vivo interesse sia alle attività militari che politiche che la Francia si trovava a intraprendere in quel difficile momento.

Dopo l’occupazione del Paese da parte dei soldati tedeschi, ed appena nominato generale, De Gaulle si diresse a Londra dove, dagli studi della BBC, lanciò un accorato appello alla nazione per spingere i cittadini francesi a resistere alle truppe naziste. Era il 18 giugno 1940. Il discorso, ormai celeberrimo, gli costò la condanna a morte in contumacia per aver denunciato il governo francese, che era sempre più convinto a dichiararsi collaborazionista coi tedeschi e a firmare l’armistizio.

Ascolta il discorso di Charles De Gaulle nel filmato sottostante con i sottotitoli, tratto  da https://www.youtube.com/watch?v=mzyXdKpO9Js e caricato da Joshua Frey.

Costretto all’esilio, De Gaulle fondò il movimento “Francia libera” (France libre) per riunire attorno a sé tutti i cittadini di Francia e delle colonie intenzionati a continuare a combattere con gli Alleati, opponendosi al regime nazista. Delle colonie, si unirono a De Gaulle la Polinesia, il Camerun, Miquelon e molte altre.

Pochi giorni più tardi (il 22 giugno), il maresciallo Philippe Pétain, ormai investito di pieni poteri dal presidente della repubblica Lebrun, decise di firmare l’armistizio sottomettendosi alla Germania nazista.  Iniziava così un nuovo governo collaborazionista con la Germania, che aveva sede a Vichy. Questo evento passerà alla storia come governo di Vichy o “Repubblica di Vichy”, con a capo Pétain che aveva sostituito il primo ministro Paul Reynaud.

De Gaulle denunciò quest’atto di vigliaccheria da parte del proprio Paese il 7 luglio, con un altro celeberrimo discorso conosciuto col nome inglese di “To all free Frenchmen” (A tutti i francesi liberi).

Philippe Pétain.

Il 1° luglio venne scelto il simbolo del movimento “Francia libera”: la croce di Lorena di Giovanna D’Arco,  a ricordo della Guerra dei Cent’Anni in cui la Francia si era opposta, come in quel caso, a un governo straniero e invasore.

Nel 1941 De Gaulle fondò il Comitato Nazionale Francese (Comité national français o CNF), che venne supportato e finanziato dagli Stati Uniti. Si trattava del governo provvisorio della Francia Libera (poi denominata “Forze Francesi libere” e “Forze francesi combattenti”) che si opponeva al governo di Vichy creando due poli distinti. Dopo essersi recato in Africa per reclutare sempre più alleati, il 3 giugno 1944 venne inoltre eletto primo presidente del governo provvisorio da parte del Consiglio della Difesa, un organo fondato in Congo nel 1940.

Durante la guerra, i francesi aderenti al movimento “Francia Libera” continuarono a combattere assieme alla truppe alleate (Gran Bretagna, Stati Uniti e poi Russia). Tra i più importanti militari che vi presero parte ci fu il generale Philippe François Marie Leclerc de Hauteclocque (o semplicemente generale Leclerc) che prese parte allo sbarco in Normandia il 6 giugno 1944 per liberare la Francia, e in seguito tutta l’Europa, dall’occupazione tedesca.

La Francia del nord si schierò assieme al movimento di De Gaulle, mentre il sud continuò ad essere collaborazionista col regime nazista (Francia di Vichy).

Dopo lo sbarco in Normandia da parte delle truppe alleate, il 26 agosto 1944 anche Charles De Gaulle e i soldati della “Francia Libera” entrarono trionfanti a Parigi marciando lungo l’Avenue des Champs-Élysées. La resistenza tedesca fu assai debole, e il 23 ottobre fu riconosciuta la totale autonomia francese dal regime nazista.

L’anno successivo, gli ex capi del governo di Vichy si costituirono. Una volta caduta la repubblica di Vichy, ebbe inizio la Quarta Repubblica francese.

De Gaulle si propose come presidente alle elezioni del 1946, ma venne sconfitto. Il 7 aprile 1947 decise di fondare il partito noto come “Raggruppamento del popolo francese” (Ressemblement du peuple français o RPF) per opporsi alla Quarta repubblica, ma il movimento, che ebbe vita solo fino al 1955, ottenne scarsi risultati.

In particolare, l’RPF, che De Gaulle sentiva più come un movimento che come un partito (era infatti concessa sia l’iscrizione all’RPF che al proprio partito d’origine), era nato per opporsi al sistema del partito esclusivo, nonché all’avanzata del comunismo (chiamato da De Gaulle, in senso dispregiativo, “separatismo”). Si premurava dunque di introdurre riforme che avrebbero cambiato per sempre il volto della Francia. Coloro che aderirono al partito – e che in generale supportavano De Gaulle – presero il nome di “gollisti” (o “gaullisti”). Ancora oggi, con questo termine si intende la Destra francese favorevole al nazionalismo e all’accentramento del potere attorno al capo dello Stato, come era nei piani di De Gaulle.

Tra il 1946 e il 1948 Charles de Gaulle tenne una serie di discorsi per denunciare la Quarta repubblica e promuovere il potere dei singoli cittadini anziché dei partiti. Nel 1951 fu pubblicato anche il libro di propaganda “La Francia sarà la Francia. Ciò che vuole Charles de Gaulle” (La France sera la France. Ce que veut Charles de Gaulle ).

Dopo il fallimento del suo partito, De Gaulle decise di ritirarsi in esilio volontario a Colombey-les-Deux-Églises nella regione Champagne-Ardenne. Venne richiamato nel 1958 a causa delle difficoltà politiche in cui si trovava la Francia, e venne eletto presidente del Consiglio dall’Assemblea Nazionale. Quest’organo dette pieni poteri a De Gaulle, incaricandolo di redigere una nuova Costituzione che avrebbe dato vita a una nuova repubblica. De Gaulle, nonostante il potere quasi assoluto di cui godeva, decise di indire ugualmente un referendum per ottenere l’approvazione da parte dei cittadini francesi, il 28 settembre 1958.

Ottenuto il consenso della popolazione, la Costituzione divenne attiva il 4 ottobre 1958. Essenzialmente, questa garantiva maggiori poteri al capo dello Stato superando il Parlamentarismo che era stato particolarmente in voga nella repubblica precedente. Iniziava così la Quinta Repubblica francese, corrispondente a quella ancora oggi attuale. Charles De Gaulle venne eletto suo primo presidente il 21 dicembre 1958 e la sua carica divenne effettiva all’inizio dell’anno.

Nel frattempo, erano scoppiati vari disordini in Algeria per ottenere l’autonomia dalla Francia. Dal 1º novembre 1954 al 19 marzo 1962 si combatté la Guerra d’Algeria (o guerra franco-algerina) tra il Fronte di Liberazione Nazionale algerino (FLN, Front de Libération Nationale) e l’esercito francese.

Per porre fine al conflitto, l’ 8 gennaio 1961 venne indetto da De Gaulle il referendum che concesse definitivamente la libertà all’Algeria, ma il risultato venne fortemente osteggiato dai generali, i quali erano convinti che la perdita della colonia avrebbe indebolito il Paese. In seguito a ciò, molti militari contrari all’indipendenza algerina dettero vita a numerosi movimenti terroristici, il più famoso dei quali fu l’ OAS (Organisation de l’armée secrète o Organizzazione dell’armata segreta) fondato da Jean-Jacques Susini Pierre Lagaillarde che fu attivo fino al 1962.

Nello stesso anno, De Gaulle introdusse anche il sistema di elezione diretta del presidente da parte dei cittadini, superando il Parlamento. Anni più tardi, però, fallì il referendum sulla proposta di legge per dare maggiore potere al Senato e alle regioni, e in seguito a ciò, decise di dimettersi definitivamente dall’attività politica.

Nel 1963 De Gaulle venne candidato al Premio Nobel per la letteratura. Nel 1965 fu istituita la Force de Frappe (Forza d’Urto o Forza di Dissuasione Nucleare) per aumentare il potere nucleare della Francia indipendentemente dalle decisioni della NATO.

A mezzanotte del 28 aprile 1969, De Gaulle decise di dimettersi da presidente, ruolo che venne ricoperto da Georges Pompidou. Rimase però membro del Consiglio costituzionale fino alla sua morte, che avvenne il 9 novembre 1970 a Colombey-les-Deux-Églises. Là si trova un monumento dedicato all’ex-presidente con la Croce di Lorena simbolo della “Francia Libera”.

A Charles De Gaulle è oggi dedicato anche l’aeroporto di Parigi, a Roissy.

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