CLAUDE MONET

Claude Monet (1840-1926) fu uno dei maggiori esponenti della corrente pittorica francese chiamataImpressionismo” (Impressionnisme).

Proprio da un suo celebre quadro “Impressione, levar del sole” (Impression, soleil levant“) del 1872, deriva il nome di tutta la corrente, famosa per rappresentare su tela le impressioni personali dell’occhio dell’artista di fronte a: scene della vita quotidiana della società borghese di fine Ottocento, giochi di luce su palazzi, oggetti e scenari, e infine colori all’interno di paesaggi naturali. Tutto ciò veniva realizzato senza dare peso alla riproduzione fedele e precisa della realtà, ma piuttosto all’attimo fugace e all’ancor più fugace sensazione evocata nell’animo del pittore. Tutto ciò faceva sì che l’Impressionismo si discostasse dai canoni pittorici dell’epoca, che volevano una linea di contorno precisa, una riproduzione fedele dei dettagli e una raffigurazione il più simile possibile alla realtà.

Nel dipinto di Monet sopra citato, invece, l’artista non perde tempo nella riproduzione pignola dei dettagli e nel dipingere in maniera precisa le linee di contorno, quanto piuttosto a riprodurre l’effetto della luce riflessa sull’acqua e frammista alla foschia, in modo da catturare una breve sensazione, un attimo della vita destinato a esaurirsi rapidamente.

IMPRESSION, SOLEIL LEVANT
“Impressione, levar del sole” (1872). Museo Marmottan Monet a Parigi.

Un altro esempio molto suggestivo di quale fosse l’intento del pittore è il dipinto, già più tardivo, “Il Parlamento di Londra (1904), nel quale l’edificio in questione è solo vagamente distinguibile, quasi stilizzato; ma ciò che si può notare con chiarezza è il bellissimo effetto della luce del sole al tramonto e nella nebbia, che costituisce l’elemento centrale dell’opera.

IL PARLAMENTO DI LONDRA DI MONET
“Le Parlement, Londres” (1904). Musée d’Orsay di Parigi.

Monet amava moltissimo riprodurre i diversi effetti della luce riflessa sugli oggetti e sul volto delle persone in momenti particolari del giorno, come nel quadro “La passeggiata” (La promenade), dove sono dipinti sua moglie Camille e suo figlio Jean, gli stessi protagonisti del celeberrimo quadro “I papaveri” (Les coquelicots“). Quest’ultimo, tuttavia, è un esempio degli esordi pittorici di Monet, in cui lo stile è ancora abbastanza simile ai canoni pittorici classici.

LA PASSEGGIATA
“La passeggiata” (1875). National Gallery of Art, Washington, Stati Uniti.

Monet non amava dipingere scene della vita borghese, ma piuttosto scene della sua vita familiare, all’interno di paesaggi naturali e dotati di una bucolica bellezza. Degli Impressionisti, fu, assieme al suo maestro Camille Pissarro, dal quale imparò stile e tecnica (nonché a immortalare la bellezza e la serenità della natura nel suo massimo splendore) il principale amante della pittura “en plein air” (all’aria aperta) tipica di questa nuova corrente.

I PAPAVERI DI MONET
“I papaveri”, 1873. Musée d’Orsay a Parigi.

Per riuscire a catturare i diversi effetti della luce nei vari momenti del giorno, Monet dipinse anche lo stesso soggetto più volte ma in ore diverse, come la cattedrale di Rouen, in Normandia, che dipinse all’alba, col primo sole, la mattina, il mezzogiorno, in pieno sole, la sera, ecc. per mostrare come la luce cambiasse “l’impressione” visiva dello spettatore.

CATTEDRALE DI ROUEN, EFFETTI DELLA LUCE MATTUTINA
“Cattedrale di Rouen alla luce del mattino” (1893). Museum Folkwang, Essen, Germania.
CATTEDRALE DI ROUEN AL SOLE
“Cattedrale di Rouen in pieno sole”, 1894. National Gallery of Art, Washington, Stati Uniti.

A differenza di altri Impressionisti, comunque, amava soprattutto dipingere la natura piuttosto che edifici o individui contemporanei chiusi nei bistrot, nei salotti o nei teatri. Solo nei primissimi quadri troviamo ritratti momenti della vita quotidiana ottocentesca, assieme a una linea di contorno più definita e a un minore studio della luce, come in “Colazione sull’erba” (Lejeuner sur l’herbe) del 1865, opera dallo stesso titolo del celeberrimo quadro di Manet, precursore del movimento impressionista.

COLAZIONE SULL'ERBA DI MONET
“Colazione sull’erba”, 1865, Musée d’Orsay di Parigi.

Nella sua casa, sia ad Argenteuil (nell’I^le-de-France) che a Giverny (in Normandia) dove poi si trasferì, Claude Monet volle circondarsi di giardini lussureggianti per poter dipingere la luce e i colori dei fiori e dei paesaggi naturali.

IL GIARDINO DELL'ARTISTA AD ARGENTEUIL DI MONET
“Il giardino dell’artista ad Argenteuil”, 1873. Art Institute of Chicago.

Il colore era una parte fondamentale della sua tecnica pittorica: il quadro doveva essere bello visto da lontano, in modo da fornire un colpo d’occhio sorprendente. Solo da vicino ogni elemento appare come spezzato, frammentato. Questo è possibile notarlo confrontando le opere di Monet della fine Ottocento con quelle dell’artista all’inizio del Novecento: nelle prime, la linea di contorno è indefinibile ma la rappresentazione è ancora “fotografica”, più simile alla pittura tradizionale; nelle seconde, invece, non solo non vi è linea di contorno, ma addirittura ogni elemento appare come spezzato, disgiunto: la realtà è sempre più soggetta a interpretazione, sempre più diversa da come appare a occhio nudo. Ciò che è riprodotto fedelmente è solo l’effetto che lo spettacolo naturale produce nella mente del pittore.

IL GIARDINO DELL'ARTISTA A GIVERNY
“Il giardino dell’artista a Giverny”, 1900. Musée d’Orsay di Parigi.

Luce e colore sono pertanto il primo elemento che compare di fronte agli occhi. La natura non è rappresentata come morta ma viva, in tutto il suo splendore.

La capacità di Monet di “impressionare” in maniera così sublime l’occhio dello spettatore, pur non avendo mai seguito nessuna scuola di pittura, ne fanno il più grande Impressionista di tutti i tempi.

IL GIARDINO DEGLI HOSCHEDE' A MONTGERON
“Il giardino degli Hoschedé a Montgeron”, 1877. Museo dell’Hermitage, San Pietroburgo.

(Tutte le immagini presenti sono di pubblico dominio).

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