ELEONORA D’AQUITANIA

Storia di una delle più importanti regine del Medioevo, figlia del duca d’Aquitania. Donna molto moderna per la sua epoca, piena di cultura e di carattere, andò in sposa prima al re di Francia e poi al re d’Inghilterra prendendo parte a numerose vicende politiche. 

L’Aquitania sorse come regno indipendente nel 511, durante la dinastia dei Merovingi, la prima casa regnante francese conosciuta al mondo.

Di origine franca, i Merovingi avevano conquistato il territorio che ancora prendeva il nome di “Gallia” nel V secolo d.C., ma nel 511 i discendenti del re Clodoveo I decisero di dividerlo in quattro regni e di attribuirsene uno ciascuno. Uno di questi regni fu l’Aquitania, che rimase indipendente anche dopo l’unificazione degli altri tre che avvenne nel 751 circa. In tale data, la dinastia dei Merovingi venne spodestata da quella dei Pipinidi (il cui ultimo e principale esponente fu Carlo Martello) da cui a sua volta ebbe origine quella dei Carolingi, il cui massimo esponente fu Carlo Magno.

E’ opportuno spiegare che la dinastia dei Pipinidi e quella dei Carolingi sono in realtà esattamente la stessa dinastia, ma per convenzione questa si inizia a chiamare “dinastia dei Carolingi” a partire da Pipino il Breve, padre di Carlo Magno, e cioè dal momento in cui la casata riuscì a ottenere il trono. Pipino il Breve fu infatti il primo esponente dei Pipinidi a divenire re dei Franchi, nel 751.

Anche quando venne proclamato il Regno di Francia nel X secolo, sotto Luigi V, ultimo re della dinastia carolingia, l’Aquitania non entrò a far parte dei dominii francesi, come pure la Bretagna, la Borgogna (questa sarà riunita nel 1482) e la Normandia. Tuttavia, perse il titolo di “regno” e divenne un ducato, godendo di parziale autonomia nei confronti del re di Francia.

Il regno di Francia nel X secolo. Immagine di pubblico dominio tratta dal sito di Wikipedia.org.

Nell’ XI secolo, il ducato si espanse fortemente andando a comprendere anche l’attuale Guascogna, perciò il duca di Aquitania acquisì anche il titolo di duca di Guascogna, oltre che di conte di Poitiers (capitale dell’Aquitania) nel 1058.

Eleonora d’Aquitania (Aliénor d’Aquitaine) nacque nel 1122 da Guglielmo X detto “Il Tolosano“, duca di Aquitania e pertanto anche duca di Guascona e conte di Poitiers.

Eleonora d’Aquitania.

Alla morte del fratello minore Guglielmo l’Ardito, divenne unica erede dei possedimenti paterni, per questo venne promessa in sposa al futuro re di Francia, Luigi VII detto “Il giovane”, affinché la Francia e l’Aquitania venissero finalmente riunite. Tuttavia, fu stabilito che Luigi VII non venisse mai incoronato duca d’Aquitania, bensì che fosse il primo figlio maschio della coppia a ereditare sia la corona di Francia che quella d’Aquitania.

Il matrimonio venne celebrato il 22 luglio (secondo alcune versioni storiografiche, il 25) 1137 a Bordeaux (oggi capoluogo della regione Nuova Aquitania), nello stesso anno in cui morirono sia Guglielmo X che Luigi VI, ossia i padri degli sposi. Fu così che questi ultimi presero il loro posto: l’una come duchessa d’Aquitania e di Guascogna, e l’altro come re di Francia.

Di carattere molto deciso, ben istruita e piena di talenti, Eleonora, benché anche amante del lusso sfrenato, fu buona amica di san Bernardo di Chiaravalle, monaco cistercense sostenitore della purezza di spirito e delle crociate. Per questo, nel 1147 spinse il marito a partecipare alla seconda crociata, la quale, tuttavia si rivelò un fallimento completo e aprì i dissapori tra la coppia, anche perché iniziò a correre voce che Eleonora, che aveva accompagnato il marito in Terra Santa, avesse relazioni con alcuni cavalieri e trovatori al suo seguito.

Col passare del tempo, i rapporti tra i sovrani divennero sempre più aspri finché, nel 1152, Eleonora stessa chiese che il matrimonio venisse annullato, anche per permettere a Luigi di risposarsi e avere un erede maschio, dal momento che da Eleonora aveva avuto solo due figlie (Maria e Alice) e la riunificazione dei loro regni non era dunque avvenuta. Dopo l’iniziale riluttanza del papa, l’11 marzo 1152 venne dichiarato l’annullamento del matrimonio. Le figlie di Eleonora rimasero in Francia mentre a lei rimase il ducato d’Aquitania, e così tornò a Poitiers.

Luigi VII di Francia.

Sulla via del ritorno a casa, Eleonora, rinomata per la sua bellezza (ma anche per i suoi vasti possedimenti), rischiò di finire vittima di un rapimento ordito da Tibaldo di Blois (figlio del conte di Champagne) e Goffredo d’Angiò (fratello minore di Enrico di Normandia) per costringerla a sposare uno dei due. La paura per la propria incolumità e per il proprio ducato la spinse a scrivere una lettera a Enrico di Normandia per informarlo di ciò che aveva cercato di fare suo fratello e per chiedergli di essere lui a convolare a nozze con lei.

Enrico di Normandia era figlio di Goffredo V conte d’Angiò (detto “Il bello”), della famiglia dei Plantageneti (Plantagenêts, dal nome della ginestra in francese: “genêt”).  Nel 1139 Goffredo V si era impossessato della Normandia, sottraendola agli inglesi che ne avevano avuto il controllo dal 1066 (vai anche alla pagina sui VICHINGHI e a quella su GUGLIELMO IL CONQUISTATORE per saperne di più). Nel 1150 aveva poi abdicato in favore del figlio Enrico, che si era trovato, tra l’altro, a combattere contro Luigi VII e suo cognato Eustachio IV di Boulogne nel 1151, per difendere i propri domini dalle mire espansionistiche della Francia.

Enrico di Normandia ed Eleonora d’Aquitania si sposarono il 18 maggio del 1152, dopo solo due mesi dall’ annullamento del matrimonio con Luigi VII. Con questo nuovo matrimonio, l’Aquitania e la Normandia si riunivano e andavano ad aggiungersi ai possedimenti inglesi, dal momento che Enrico era erede anche del trono d’Inghilterra da parte di madre (trattato di Wallingford del 1153). Oltre a questo, possedeva anche il titolo di conte d’Angiò e del Maine.

Enrico II d”Inghilterra.

La coppia ebbe otto figli: Guglielmo (chiamato così in onore di Guglielmo il Conquistatore), Enrico (detto “Il giovane”), Matilde, Riccardo, Goffredo, Eleonora, Giovanna e Giovanni. A questi si aggiunsero alcuni figli illegittimi di Enrico II, tra cui Goffredo, che divenne arcivescovo di York e venne allevato alla corte insieme ai fratellastri. Non vi sono notizie certe riguardo a chi fosse la madre, ma si presume potesse essere Rosamund Clifford, l’amante storica di Enrico.

Enrico di Normandia venne incoronato re d’Inghilterra il 19 dicembre 1154 col nome di Enrico II, e fu il primo sovrano inglese della dinastia dei Plantageneti (Plantagenêt). Eleonora divenne regina consorte, ma l’Aquitania rifiutò la sovranità di Enrico e pretese di essere governata autonomamente solo da Eleonora. Per questa ragione, la regina visse diversi anni lontano dall’Inghilterra, soprattutto dopo la nascita, nel 1166, dell’ultimo figlio Giovanni (futuro “Giovanni Senza Terra”), quando l’infedeltà di suo marito divenne nota a tutta la corte inglese.

Durante la sua permanenza in Aquitania, assieme al figlio prediletto Riccardo (futuro “Riccardo Cuor di Leone”) e all’altro figlio Goffredo, Eleonora, con il benestare di Luigi VII (si ricorda che il sovrano d’Aquitania restava un vassallo del re di Francia), fece assegnare l’Aquitania al primo, e la Bretagna al secondo.

I possedimenti inglesi nel XII secolo.

Intorno al 1170, inoltre, istituì una fitta corte di artisti e poeti assieme alla figlia Maria, che fu mecenate del famoso Chrétien de Troyes (vai anche alla pagina su TROVATORI E TROVIERI e sul SANTO GRAAL per saperne di più su di lui).

Nello stesso anno in cui Eleonora divenne regina d’Inghilterra (1154), Luigi VII si risposò con Costanza di Castiglia, dalla quale ebbe altre due figlie: Margherita e Adele (o Alys). Dopo la morte di Costanza nel 1160, Luigi si risposò una terza volta con Adele di Champagne, dalla quale ebbe il primo e unico figlio maschio, Filippo II di Francia, noto anche come Filippo Augusto.

Dopo l’incoronazione a re d’Inghilterra, Enrico II si trovò a combattere nuovamente contro Luigi VII, stavolta per rivendicare la contea di Tolosa da cui discendeva la moglie, ma senza successo. Nel 1160 fu firmata la pace tra il regno d’Inghilterra e quello di Francia, che venne sancita col matrimonio tra Enrico il Giovane, secondogenito di Enrico ed Eleonora, e Margherita, la figlia che Luigi VII aveva avuto dalla seconda moglie Costanza di Castiglia. Sebbene i due fossero poco più che bambini, quest’alleanza servì anche nella speranza di poter finalmente riunire i territori di Francia con quelli di Aquitania e Normandia, oltre che per disporre, da parte di Enrico, della dote di Margherita che prevedeva il controllo degli strategici castelli della regione del Vexin.

Anni dopo, nel 1169, fu stabilito il fidanzamento tra Riccardo “Cuor di Leone” e Adele, l’altra figlia di Luigi VII e Costanza di Castiglia. Adele venne mandata in Inghilterra per essere educata alla corte inglese in previsione delle nozze, ma durante questo periodo corsero voci su una sua presunta relazione con Enrico II.

Il matrimonio con Riccardo non venne mai celebrato, e anzi il fidanzamento venne rotto proprio da quest’ultimo nel 1190, per alcuni dissapori nati con Filippo Augusto, il fratellastro di Adele. Riccardo Cuor di Leone si sposò poi nel 1191 con Berengaria di Navarra.

Riccardo Cuor di Leone.

Nel 1163, suo padre Enrico II entrò in conflitto anche con Thomas Becket, arcivescovo di Canterbury, quando espose ai vescovi inglesi l’intenzione di assoggettare al suo volere i religiosi che vivevano su suolo britannico. Nonostante il benestare del papa Alessandro III, Becket si rifiutò di piegarsi alle condizioni di Enrico II e di firmare l’anno successivo le Costituzioni di Clarendon, cosa che lo costrinse a fuggire in Francia chiedendo asilo a Luigi VII.

Questo determinò un nuovo conflitto che durò dal 1167 al 1169, finché i due sovrani si riappacificarono nel 1170 a Montmirail, in Francia, in un incontro al quale era presente anche Becket. Quest’ultimo tornò in Inghilterra, dove però ebbe a scontrarsi nuovamente col re a causa dell’incoronazione di Enrico il Giovane (che divenne co-reggente d’Inghilterra assieme al padre, essendo deceduto il fratello maggiore Guglielmo) stabilita per mano dell’arcivescovo di York, religioso corrotto e figlio illegittimo del sovrano.

Questo fatto non solo offese l’arcivescovo, a cui sarebbe dovuto spettare l’incarico di incoronare il nuovo reggente, ma lo portò ad accusare molti religiosi inglesi di svariati crimini, cosa che determinò il suo assassinio per mano ignota (ma presumibilmente commissionata da Enrico) il 29 dicembre 1170 nella cattedrale di Canterbury. Poiché le accuse mosse da Becket furono riconosciute vere dallo stesso papa, si creò un vero e proprio culto religioso attorno alla figura dell’arcivescovo da parte del popolo inglese, cosa che portò alla sua canonizzazione solo due anni più tardi (21 febbraio 1173).

Assassinio di Thomas Becket.

Enrico il Giovane, nonostante essere stato incoronato co-sovrano, non godette mai di fatto di pieni poteri, e nel 1173 ordì una ribellione contro il padre (ribellione del 1173 – 1174). La sconfitta lo costrinse alla fuga in Aquitania, dove si ricongiunse alla madre e ai fratelli Riccardo e Goffredo (non l’arcivescovo di York) che vivevano con lei. Non essendovi più buoni rapporti neppure col secondo marito, Eleonora incitò i suoi figli ad attuare nuovamente la ribellione, finché venne fatta prigioniera a Rouen dalle truppe di Enrico II e tenuta rinchiusa per un anno a Chinon.

Nel 1174 Enrico II ottenne la sottomissione dei figli e riportò la moglie in Inghilterra, dove fu rinchiusa per alto tradimento, prima nel castello di Winchester e poi in quello di Sarum (oggi Salisbury) per nove anni (dal 1174 al 1183), durante i quali aveva il permesso di uscire per vedere i figli solo il giorno di Natale (è in quest’ultimo anno che è ambientata la famosa commedia del 1966 su Enrico II ed Eleonora d’Aquitania  “Il leone d’inverno” scritta da James Goldman).

In seguito alla ribellione dei suoi figli maschi, e nonostante aver dato loro il proprio perdono, Enrico II decise di lasciare alcuni territori inglesi al figlio Giovanni, l’unico che non aveva partecipato alla cospirazione e che per questo divenne il suo prediletto. Nel 1177 lo fece nominare anche “signore d’Irlanda”, titolo che Enrico stesso si era aggiudicato dopo l’invasione dell’Irlanda avvenuta tra il 1169 e il 1171.

Nel 1176 morì in circostanze misteriose Rosamund Clifford, l’amante del re. Poiché era noto a tutti che quest’ultimo aveva in progetto di divorziare da Eleonora d’Aquitania per sposarsi con lei, la regina fu immediatamente sospettata della morte della rivale, ma non vi furono mai prove della sua colpevolezza.

Nel 1183 Enrico il Giovane ordì una seconda congiura contro il padre assieme al fratello Goffredo, ma stavolta coinvolgendo anche Filippo Augusto di Francia, che era diventato re dopo la morte di Luigi VII nel 1180. Caduto vittima di un’imboscata del figlio presso Limoges, Enrico II fece assediare la città costringendo Enrico il Giovane a fuggire. Ammalatosi gravemente, il figlio chiese perdono al padre in punto di morte, assieme alla liberazione della madre dalla prigionia.

Dopo la morte di Enrico il Giovane, la Normandia venne assegnata a Eleonora d’Aquitania, che da quel momento poté uscire dalla cella ma sotto custodia. Nel 1186, con la morte del figlio Goffredo, le venne assegnata anche la Bretagna.

Nel 1188 i figli di Enrico II si rivoltarono una terza volta contro di lui, stavolta anche con la partecipazione di Giovanni. Poi, quando Enrico II morì, il 6 luglio 1189, gli succedette il figlio Riccardo col nome di Riccardo I. Egli divenne sia re d’Inghilterra che duca d’Aquitania e Guascogna, conte di Poitiers e duca di Normandia. Appena incoronato, il 3 settembre 1189, si premurò di concedere la totale libertà alla madre e partì per la terza crociata (o Crociata dei re, 1189 – 1192) assieme a Filippo Augusto, con cui nel frattempo si era riconciliato. Le imprese compiute durante la spedizione gli fecero guadagnare il soprannome di “Riccardo Cuor di Leone” (in inglese: Richard the Lionheart, in francese: Richard Coeur de Lion).

Eleonora d’Aquitania regnò in Inghilterra al posto del figlio fino alla morte di quest’ultimo, nel 1199, essendo questi costantemente lontano perché impegnato nelle crociate (probabilmente influenzato dall’amicizia che c’era tra la madre e san Bernardo di Chiaravalle). Durante la sua assenza dalla Gran Bretagna, nel 1193 Giovanni congiurò assieme a Filippo Augusto per spodestare il fratello che nel frattempo era stato catturato dal duca d’Austria, Leopoldo V, e poi fatto prigioniero dal re di Germania, Enrico VI (nel maggio di quest’anno è ambientata la leggenda inglese di Robin Hood). Eleonora riuscì da sola a riscattare Riccardo e a far riappacificare i due fratelli nel 1194.

Giovanni Senza Terra.

Giovanni salì al trono alla morte di Riccardo, non avendo quest’ultimo avuto figli, e il suo diritto di successione come duca d’Aquitania fu riconosciuto da Filippo Augusto in cambio di un vantaggioso matrimonio: fu stabilito che il figlio di Filippo Augusto, il futuro Luigi VIII, sposasse una delle nipoti di Giovanni, che erano Urraca e Bianca, figlie di sua sorella Eleonora e del re di Castiglia.

La scelta cadde su Bianca, la quale, dopo un rocambolesco viaggio assieme alla nonna Eleonora d’Aquitania, fu condotta in Francia dove sposò Luigi VIII, per diventare madre di quello che sarà conosciuto come il famoso re Luigi IX detto “Il santo” o “San Luigi dei Francesi”.

Eleonora, invece, molto provata dal viaggio, si rifugiò nell’abbazia di Fontevrault (o Fontevraud) fino al 1201, per abbandonare la clausura solamente quando sorse la guerra tra il figlio Giovanni e il nipote Arturo I di Bretagna, figlio di Goffredo, per il possesso dell’Aquitania.

Intervenuta per difendere gli interessi di Giovanni, fu costretta a rifugiarsi nel castello di Mirebeau che venne cinto d’assedio dalle truppe nemiche, fin quando Giovanni non la raggiunse, tolse l’assedio e fece uccidere Arturo.

Tornata nell’abbazia di Fontevrault, Eleonora d’Aquitania decise di prendere i voti e di vivere in clausura fino alla sua morte, che avvenne il 21 marzo 1204 (ma secondo altre fonti, il 1° aprile). La sua salma venne sepolta accanto a quella del marito Enrico II.

Nello stesso anno, per colpa di numerosi conflitti sorti in Francia, Giovanni perse quasi tutti suoi possedimenti francesi tranne l’Aquitania, la Guascogna e Guyenne. Per questa ragione, gli venne dato il soprannome di “Giovanni Senza Terra” (in inglese: John Lackland, in francese: Jean sans Terre), anche se esiste una versione della storia che vuole che il soprannome sia precedente a quest’epoca, e che fosse dovuto al fatto che, in quanto ultimo figlio maschio, il padre non gli avesse lasciato titoli o terre prima di assegnargli l’Irlanda nel 1177.

Il resto dei possedimenti vennero pian piano perduti dai suoi successori, finché l’ultimo re plantageneto, Riccardo II, non venne spodestato da Enrico IV di Lancaster, che si fece incoronare nuovo re d’Inghilterra nel 1399. L’Aquitania venne annessa al regno di Francia solo dopo la fine della Guerra dei Cent’Anni nel 1453.

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