FRANCESCO I

(Scritto da Elisa Quaglia)

Francesco I, della casata dei Valois-Angoulême, fu un importante re di Francia che regnò dal 1515 al 1547, anno della sua morte.

FRANCESCO I DI FRANCIA
Francesco I di Francia. Immagine di pubblico dominio.

Grandissimo sovrano, statista e mecenate, la sua ascesa al trono fu in realtà dovuta solamente a un matrimonio fortunato, e non al diritto di nascita: Francesco I, infatti, non apparteneva alla famiglia reale allora in carica, i Valois- Orléans (o semplicemente Orléans), ma a quella dei Valois- Angoulême. Entrambe costituivano rami della dinastia capetingia.

Nato a Cognac nel 1494 dal conte Carlo e da Luisa di Savoia, Francesco rimase orfano di padre a solo un anno, e visse sempre assieme alla madre e alla sorella maggiore Margherita. Nel 1506 fu proprio la sua ambiziosa madre a mediare il fidanzamento con la principessa Claudia duchessa di Bretagna, figlia maggiore del re di Francia, Luigi XII (unico re della casata degli Orléans), per garantire a Francesco il diritto di reclamare il trono.

Luigi XII era rimasto infatti con solo due figlie in vita: Claudia e Renata. Secondo la legge salica, che venne applicata in terra di Francia fino ai tempi della Rivoluzione Francese del 1789, alle donne non era concesso salire al trono; perciò, alla morte del re nel 1515, il reggente in carica divenne Francesco, sposo di Claudia dal 1514. Egli fu il primo sovrano della dinastia dei Valois- Angoulême. Tale dinastia si estinse poi nel 1589 con l’ascesa dei Borbone, ultima casa regnante di Francia.

La legge salica era un’antica legge redatta dal re dei Franchi Clodoveo I della dinastia dei Merovingi, nel V-VI secolo d.C. La legge, che così affermava riguardo al diritto di ascesa al trono “In terram salicam mulieres ne succedant” (” In terra salica le donne non salgano al trono ” ) fu stilata per la terra dei Franchi Salii, originari della regione presso il fiume Sala, all’epoca facente parte dell’impero franco assieme all’attuale Francia e Germania. Questa legge fu poi erroneamente messa in discussione dal re Enrico V d’Inghilterra durante la Guerra dei Cento Anni (1337-1453), affermando che le terre per cui era stata stabilita non facevano parte del regno di Francia, ma, non trovando prove concrete che dimostrassero la sua tesi, venne poi mantenuta fino alla proclamazione della Repubblica nel 1792.

Francesco I fu educato dal vescovo e cardinale Cristoforo di Numai da Forlì e sia lui che la sorella svilupparono fin dai primi anni un’anima artistica e letteraria. A questo re si deve l’importazione del Rinascimento (Renaissance) italiano (e in particolar modo fiorentino) in Francia attraverso un’opera di forte mecenatismo nei confronti di numerosi artisti toscani, fra cui Leonardo da Vinci, Benvenuto Cellini, Rosso Fiorentino e Girolamo Della Robbia. Francesco I commissionò loro diverse opere di decorazione dei “castelli della Loira” (soprattutto Amboise) e del castello di Fontainebleau, nonché la Gioconda e la Vergine delle Rocce, famosissime opere pittoriche di Leonardo da Vinci conservate ancora oggi al Museo del Louvre di Parigi (vai anche alla pagina sui VOCABOLI DELL’ARTE appendice di questo argomento).

Fu inoltre un re di vedute molto liberali: applicò tolleranza verso i sudditi di religione non cattolica (questo fino al 1534, quando ebbero inizio i primi scontri con gli Ugonotti) e introdusse il francese come lingua ufficiale degli editti pubblici al posto del latino, in modo che gli atti fossero comprensibili a tutta la popolazione.

Da Claudia di Bretagna ebbe sette figli, tra cui Francesco (che morì nel 1536, prima di salire al trono) ed Enrico, che successe al padre alla morte di quest’ultimo, col nome di Enrico II.

Dopo la morte prematura della regina nel 1524, il re Francesco I sposò in seconde nozze Eleonora d’Asburgo, sorella maggiore di Carlo V del Sacro Romano Impero, nel 1530. 

Eleonora era vedova di Emanuele I di Portogallo, da cui aveva avuto già due figli. Il matrimonio con Eleonora D’Asburgo fu deciso per ragioni politiche: serviva a Francesco I sia per sancire la pace con Carlo V, imperatore del Sacro Romano Impero dal 1519, che per rivendicare il titolo imperiale che Carlo, in quanto re di Germania, si era aggiudicato – secondo Francesco I – ingiustamente al posto dei re di Francia (vai alla pagina dedicata a LUDOVICO IL PIO E LA FINE DEI CAROLINGI e a quella dedicata a OTTONE I di Sassonia del blog del sito di Parliamo Tedesco sapere come avvenne il passaggio del potere imperiale tra i Franchi e i Germani nel 962 d.C.).

Tra Francesco I e Carlo V, infatti, non vi furono mai buoni rapporti. Nel 1511 il papa Giulio II aveva fondato la Lega Santa per fermare le mire espansionistiche dell’allora re di Francia, Luigi XII, sul Ducato di Milano comandato dagli Sforza e sul territorio italiano in generale (il ducato era importante poiché principale crocevia degli scambi commerciali tra nord e sud Europa). Alla Lega avevano aderito l’imperatore del Sacro Romano Impero Massimiliano I, il re Ferdinando II d’Aragona e il re d’Inghilterra Enrico VIII; infine la coalizione si era protratta fino ai tempi di Francesco I, e vi aveva aderito anche Carlo V, nipote dell’imperatore Massimiliano, continuando l’operato del nonno e proteggendo dalle mire francesi il ducato di Milano che faceva appunto parte delle terre del Sacro Romano Impero (era un ducato vassallo dell’impero). Questo fatto indignò molto Francesco I che, in quanto erede di una Visconti (duchi di Milano prima degli Sforza), rivendicava per sé il ducato milanese come aveva fatto il suo predecessore Luigi XII (vai a LA FRANCIA E LE GUERRE D’ITALIA per saperne di più). Per la stessa ragione, inoltre, il re di Francia rivendicava per sé anche il titolo imperiale al posto degli arciduchi tedeschi.

Dal 1494 la Francia si era impegnata in quelle che passarono alla storia come GUERRE D’ITALIA (1494 – 1559), ossia una serie di otto conflitti armati fatti scoppiare dai re francesi per appropriarsi di alcuni territori italiani.

Francesco I portò a termine con successo la TERZA GUERRA D’ITALIA (1508 – 1516) iniziata da Luigi XII, infatti nel 1515 ottenne una grande vittoria nella battaglia di Marignano (oggi Melegnano), grazie alla quale riuscì a ottenere sia i Ducati di Milano da Francesco II Sforza che quelli di Parma e Piacenza dal papa Leone X, della famiglia Medici di Firenze, e infine il potere di scegliere vescovi e abati che sarebbero poi stati ordinati dal pontefice. Il tutto fu sancito attraverso i Concordati di Bologna, e il trattato di Noyon del 13 agosto del 1516. L’Italia si trovava comandata dunque da due potenze straniere distinte: nel Regno di Napoli e di Sicilia dagli spagnoli (che vi esercitavano il controllo dal 1442 ed erano alleati con Carlo V sia tramite la Lega Santa che in virtù della parentela dell’imperatore con Ferdinando II d’Aragona da parte materna) e nel nord dai francesi.

Nel 1520, dopo che Carlo V era asceso sia al trono di Spagna che del Sacro Romano Impero, Francesco I decise di sciogliere l’alleanza tra lui ed Enrico VIII d’Inghilterra incontrandosi con quest’ultimo a Calais (Francia), per proporgli il fidanzamento tra suo figlio Francesco, Delfino di Francia, e la principessa Maria d’Inghilterra, primogenita di Enrico passata alla storia come “Maria la Sanguinaria“. L’incontro fu mediato dall’arcivescovo di York, Thomas Wolsey, ma l’offerta non fu colta. Nel 1514, infatti, Carlo V aveva stretto una solida alleanza con Enrico VIII in virtù del matrimonio di quest’ultimo con Caterina d’Aragona, zia di Carlo (era infatti figlia di Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona come Giovanna la Pazza, madre dell’imperatore). Questa situazione spinse Francesco I ad approvare, nel 1533, il divorzio tra Enrico e Caterina, e il nuovo matrimonio del re d’Inghilterra con l’aristocratica inglese Anna Bolena.

Nel 1521 si riaccesero dunque i conflitti con Carlo V (QUARTA GUERRA D’ITALIA: 1521- 1526) e tutte le conquiste di Francesco I in Italia andarono perdute nel 1525 dopo la battaglia di Pavia, in cui l’esercito francese fu sonoramente sconfitto da quello spagnolo – imperiale. Il re di Francia fu fatto prigioniero, dapprima a Torre del Guado (Pizzighettone, provincia di Cremona) e nella torre dell’abbazia della Cervara (vicino a Portofino, Genova) e poi a Madrid, in Spagna. Dopo un anno di trattative, al re fu concessa la libertà dopo il pagamento di un riscatto, ma i figli Francesco ed Enrico furono tenuti prigionieri al suo posto (Trattato di Madrid). Vennero liberati solo nel 1529, con la pace di Cambrai.

Alla sconfitta seguì dunque la perdita del Ducato di Milano, di Parma e Piacenza, e in più Francesco I dovette rinunciare a ogni mira sull’Italia del sud, sulle Fiandre, sul Ducato di Artois e soprattutto sul Ducato di Borgogna, che restavano un possedimento di Carlo V.

Nel 1527, a causa delle gravi perdite subite, Francesco I si alleò col papa Clemente VII assieme a Francesco II Sforza, alla Repubblica di Venezia, alla Repubblica di Genova e alla Signoria di Firenze, per impedire l’espansione dei dominii di Carlo V nelle terre del sud Europa. Venne quindi istituita la Lega di Cognac o Lega Santa di Cognac. La successiva guerra d’Italia fatta scoppiare da Francesco I (QUINTA GUERRA D’ITALIA: 1526-1530) si chiamò per questa ragione “Guerra della Lega di Cognac”.

Carlo V fu costretto a contrattaccare comprandosi la fedeltà del cardinale Pompeo Colonna, che fece assediare la città di Roma. Il suo intento era quello di fare in modo che il papa chiedesse il suo aiuto per poter stringere un’alleanza con lui e sciogliere la Lega Santa. Così avvenne, ma, una volta libero, lo stesso papa indusse Francesco I ad avanzare contro l’imperatore del Sacro Romano Impero. Questo tradimento da parte di Clemente VII costrinse Carlo V a far avanzare i Lanzichenecchi e a ordinare il Sacco di Roma il 6 maggio 1527.

I Lanzichenecchi erano soldati mercenari istituiti da Massimiliano I del Sacro Romano Impero, famosi per la loro estrema ferocia e violenza. Si trattava di armate di soldati non pagati, che riscuotevano un compenso solo attraverso furti e saccheggi.

Il saccheggio di Roma mise la città in ginocchio e fece sciogliere l’alleanza tra il papa e Francesco I, proprio come era nei piani di Carlo V. Francesco perse nuovamente il Ducato di Milano, che venne riconsegnato agli Sforza, e nel 1528, con la battaglia di Aversa, il regno di Napoli tornò in mano alla Spagna. Il re di Francia riuscì però, con la pace che ne seguì, a ottenere finalmente il Ducato di Borgogna.

Nel 1529 la Pace di Cambrai decretò la fine del conflitto tra Francesco I e l’imperatore del Sacro Romano Impero, e portò alla scarcerazione definitiva del Delfino e di suo fratello. Per sancire la pace creatasi, nel 1530 fu celebrato il matrimonio di Francesco con Eleonora d’Asburgo, sorella di Carlo V.

Il loro matrimonio non fu affatto felice, e anzi, Francesco I mantenne a corte, fino alla sua morte, la favorita Anne de Pisseleu, pretendendo perfino che sedesse su un trono accanto a lui nel castello di Fontainebleau. Non solo, ma alla sua morte volle anche essere seppellito accanto alla prima moglie Claudia, in segno di profondo rifiuto verso la casata imperiale degli Asburgo.

Carlo V. Immagine di pubblico dominio.

Nonostante la pace ufficialmente dichiarata, negli anni successivi la Lega di Cognac continuò a essere attiva, e fu compatta nell’opporsi a Carlo V, soprattutto rafforzando il potere dei prìncipi tedeschi di fede luterana, che volevano guadagnare indipendenza dal cattolicissimo imperatore. Nel 1531 Francesco I si unì anche alla Lega di Smalcalda fondata dai prìncipi tedeschi contro Carlo V. Tuttavia, l’imperatore ottenne una vittoria morale su Francesco I alla morte di Francesco II Sforza nel 1535: infatti questi, non avendo eredi, lasciò il Ducato di Milano a Filippo d’Asburgo, il figlio di Carlo (futuro Filippo II di Spagna).

Nel 1536 il re di Francia si alleò inaspettatamente col sultano dell’Impero Ottomano, Solimano il Magnifico, sia per prendere nuovamente posizione contro il cattolissimo imperatore del Sacro Romano Impero che per fermare l’avanzata dei Turchi ottomani verso nord-ovest e cercare di conquistare Algeri (tentativo che fallì miseramente), pretendendo per sé i Paesi Bassi e lasciando a Carlo V il Lussemburgo. Questa strana alleanza tra il cattolicissimo re di Francia, avversario degli Ugonotti, e il sultano di fede musulmana è rimasta celebre come uno dei più grandi colpi di scena della storia.

Sempre nel 1536, Francesco I decise di reclamare anche Torino e il Ducato di Savoia (SESTA GUERRA D’ITALIA: 1535-1538), per poi firmare la Tregua di Nizza nel 1538 in seguito all’occupazione di Pinerolo, Carmagnola, Carignano e Chieri. La guerra contro la Francia, tuttavia, negli anni aveva indebolito fortemente l’Inghilterra che, non potendo più pagare la tassa annuale dovuta al Papa, nel 1534 aveva deciso di dichiarare l’indipendenza dalla chiesa di Roma emanando l’Atto di Supremazia, con il quale il re era divenuto capo della chiesa d’Inghilterra. Benché cattolicissimo, Francesco I approvò questa decisione, in quanto permetteva a Enrico di divorziare dalla prima moglie Caterina, zia di Carlo V, e quindi di sciogliere l’alleanza tra l’Inghilterra e il Sacro Romano Impero.

Nel 1543 ebbe luogo anche l’assedio di Nizza, città allora facente parte della Savoia, da parte dell’esercito francese, e venne inflitta una sonora sconfitta a Carlo V nella Battaglia di Ceresole, in Piemonte, del 1544. L’imperatore rispose assediando le città francesi di Boulogne e Soissons (SETTIMA GUERRA D’ITALIA: 1542-1546).

Nel 1544 venne stabilita la Pace di Crépy con la quale Carlo V riottenne il ducato di Milano e Francesco I la Savoia, e nella stessa sede venne deciso il fidanzamento tra il figlio di Francesco, Carlo duca d’Orléans, e Maria d’Asburgo, figlia di Carlo V, per sancire la fine delle ostilità; ma il fidanzamento venne poi rotto quando gli accordi di matrimonio lasciarono insoddisfatto Francesco I.

Questi morì nel 1547 a Rambouillet, e gli successe il figlio Enrico II, che fu impegnato nell’OTTAVA E ULTIMA GUERRA D’ITALIA (1551-1559), dalla quale la Francia uscì totalmente sconfitta rinunciando per sempre alle mire sull’Italia.

Il nuovo re di Francia si dimostrò subito più interessato a conquistare la Lorena – territorio asburgico – anziché l’Italia che stavolta venne minimamente toccata. Ma le dure lotte con Francesco I e con i protestanti in territorio tedesco avevano sfiancato il vecchio imperatore, che nel 1556 abdicò in favore del fratello Ferdinando I, mentre al figlio Filippo II lasciò la Spagna (vai alle pagine su LA RIFORMA PROTESTANTE e su GLI ASBURGO DI SPAGNA del blog del sito internet parliamotedesco.altervista.org se vuoi saperne di più sull’argomento).

Dopo la sconfitta francese nella battaglia di San Quintino del 1557, Enrico II e Filippo II decisero di accordarsi una volta per tutte con la pace di Cateau-Cambrésis (1559): la Francia perse tutti i suoi possedimenti piemontesi, ad eccezione del marchesato di Saluzzo, ma riuscì a mantenere parte della Lorena; la Spagna confermò il suo dominio in Italia meridionale e sul ducato di Milano, prima appartenuto agli Sforza.

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(Se sei interessato, vai anche alla pagina su JACQUES CARTIER E IL COLONIALISMO FRANCESE o alla pagina dedicata ai VOCABOLI DELL’ARTE).