GLI UGONOTTI

(Scritto da Elisa Quaglia)

Col termine “Ugonotti” (Huguenots) si intendevano i cittadini di religione protestante – e principalmente calvinista – che vivevano in Francia nell’arco di tempo che va dal XVI al XVII secolo.

Il “calvinismo” è un culto religioso cristiano protestante nato nel XVI secolo da Giovanni Calvino e che all’epoca prese piede in Svizzera, in Olanda, in Scozia, in Germania e poi in Francia. Ancora oggi in queste aree sono presenti fedeli di religione calvinista, tranne in Francia, dove il culto venne completamente soffocato nel Seicento.

Come tutte le religioni protestanti – cioè di origine luterana – il calvinismo crede all’unica autorità delle Sacre Scritture e rigetta l’autorità del papa e del clero, la modifica delle dottrine tramandate da Gesù Cristo attraverso l’interpretazione clericale, la dottrina delle indulgenze e infine il dogma della Transustanzazione (cioè la conversione miracolosa del pane e del vino nel corpo e nel sangue di Gesù Cristo durante la Santa Messa).

Oltre a ciò, il dogma più importante delle religioni protestanti consiste nella salvezza eterna attraverso un atto di misericordia divina e non attraverso opere e lasciti alla Chiesa come invece è dogma nella religione cristiana cattolica: secondo le cosiddette “religioni riformate” o “protestanti” (dette anche “evangeliche”) Dio ha scelto fin dall’inizio del mondo coloro che sono destinati alla Vita Eterna, pertanto non esistono buone azioni che possano cambiare questo destino. I prescelti possono essere individuati attraverso le loro opere e attitudini, in quanto coloro che sono destinati alla Resurrezione presentano istintivamente un’indole portata verso la bontà e la generosità, oltre che verso il successo in tutte le imprese materiali. Proprio per quest’ultima ragione, il calvinismo si diffuse nei Paesi più ricchi d’Europa: una delle convinzioni di questa dottrina religiosa, fortemente in contrasto coi dettami della Chiesa cattolica, è che perfino la ricchezza materiale sia un segno di predestinazione verso la Vita Eterna.

Nella Francia del XVI secolo gli aderenti alla religione calvinista venivano chiamati “Ugonotti”, e vennero fortemente perseguitati sia per le loro dottrine anticlericali che per il loro forte atteggiamento iconoclasta, responsabile di insurrezioni e disordini: alla fine del Cinquecento, le città di Bourges, Orléans e Montauban furono prese d’assalto e molti luoghi di culto, palazzi e immagini religiose vennero distrutte dai riformati ugonotti. Non solo, ma i conflitti tra cattolici e protestanti iniziarono a farsi maggiormente aspri quando gli aristocratici ugonotti iniziarono una serie di sommosse e insurrezioni per porre sul trono i propri alleati.

A causa delle molte persecuzioni da parte dei cattolici, dopo il XVII secolo gli ugonotti francesi furono costretti alla fuga in Svizzera, in Olanda, in Prussia, in Germania e in Inghilterra. 

Per quanto riguarda l’origine del nome “ugonotto”, non vi sono certezze. Si pensa che il termine possa derivare dalla storpiatura di vari nomi:

  • da Besançon Hugues, il capo del Gran Consiglio di Ginevra che nel 1526 guidò l’indipendenza della città dalla casa reale dei Savoia;
  • dalla Torre di Hugon, il luogo in cui i primi calvinisti celebravano il loro culto;
  • dal termine tedesco  “Eidgenossen” che significa “congiurato” o “collega del giuramento” per alludere a diverse congiure alle quali gli ugonotti presero parte, in particolar modo la prima, ad Amboise nel 1560;
  • dal termine fiammingo “Huis Genooten”, con il quale si intendevano gli studenti universitari che si riunivano per leggere la Bibbia e interpretarla senza mediazione clericale.

Il re di Francia Francesco I (in carica dal 1515 al 1547) manifestò inizialmente una certa tolleranza verso di loro, ma in seguito decise di avviarvi contro una spietata persecuzione dopo un episodio di forte irriverenza verso la sua persona, noto come “Affare dei Placard”. I placards erano manifesti anti-cattolici che gli ugonotti appesero nelle città di Rouen, Blois, Tour e Orléans, e uno di questi fu persino affisso alla porta della camera da letto del re nel castello della Loira di Amboise. In seguito a quell’episodio, il cattolicissimo Francesco I di Valois- Angoulême – che pure nello stesso anno, il 1534, aveva approvato l’Atto di Supremazia col quale il re d’Inghilterra Enrico VIII si era separato definitivamente dalla Chiesa cattolica – avviò una serie di forti persecuzioni contro i protestanti, che furono proseguite dal figlio Enrico II e dai suoi successori (Guerre di Religione).

Le persecuzioni ebbero termine nel 1561 con l’Editto di Orléans emanato dal re Carlo IX sotto la tutela della regina madre, Caterina de’ Medici. A quell’epoca, infatti, il re di Francia aveva solo 11 anni e si era ritrovato sul trono dopo la morte prematura per polmonite del fratello Francesco II, primo marito di Maria Stuarda, cattolicissima regina di Scozia.

CATERINA DE' MEDICI
Caterina de’ Medici

Caterina de’ Medici regnò assieme al figlio fino al 1563.

Volendo fin dall’inizio dare tregua alle Guerre di Religione tra cattolici e ugonotti, Caterina emanò dunque l’Editto di Orléans al quale seguì l’Editto di Saint-Germain del 1562. Con questi due editti venne riconosciuta una certa tolleranza verso tutti i protestanti in suolo francese, al fine di ripristinare un clima di serenità all’interno del Paese.

Tuttavia, nonostante le disposizioni della regina madre, nello stesso anno ebbe luogo la strage di Wassy (1° marzo 1562) durante la quale le truppe del Duca Francesco I di Guisa, gran ciambellano di corte e accanito avversario degli ugonotti, provocarono il massacro di un numero esorbitante di fedeli protestanti.

Il 18 febbraio 1563 il duca fu poi assassinato da un aristocratico ugonotto, Jean de Poltrot de Méré, ma gli eventi di Wassy riaccesero irreversibilmente lo scontro tra cattolici e protestanti, che non ebbero tregua se non molti anni dopo.

 Nel 1567 gli ugonotti tentarono di rapire Carlo IX, ma il tentativo fallì. Dopo la pace di Longjumeau del 1568, stabilita dopo la sconfitta degli ugonotti a Saint-Denis, vi furono altri tentativi di riconciliare le due religioni, che intanto si erano trasformate anche in due fazioni politiche quando gli ugonotti avevano tentato di porre sul trono Luigi I di Borbone- Condé al posto di Carlo IX quando ancora governava assistito dalla madre.

Dal 23 agosto al 17 settembre 1572 si consumò la strage di San Bartolomeo, ovvero l’atto più sanguinario che ebbe luogo contro gli ugonotti, e che produsse più vittime soprattutto nella notte tra il 23 e il 24 agosto (“notte di san Bartolomeo”).

Tale atto non vide giustizia, sia perché l’anno successivo i colpevoli del massacro ottennero il perdono attraverso un’amnistia, sia perché poco tempo dopo il loro capo, il re di Navarra Enrico IIIdella casata dei Borbone, fu obbligato a convertirsi al cattolicesimo dopo aver sposato nello stesso anno Margherita, sua cugina di secondo grado e, più importante, sorella del re.

ENRICO IV DI FRANCIA
Enrico IV di Francia

Più tardi quest’ultimo, dopo la morte del cognato Enrico III di Francia, ultimo re della dinastia dei Valois-Angoulême, salì al trono nel 1589 col nome di Enrico IV, primo re francese della dinastia dei Borbone. (A lui è dedicata una pagina a parte, accessibile cliccando sul seguente link.)

Essendo stato un ugonotto, il nuovo re decise di emanare alcuni editti con i quali si decretava una volta per tutte la pace tra cattolici e protestanti. Il più importante di questi fu l’Editto di Nantes del 1598, con il quale venne stabilità per molto tempo la libertà di culto su suolo francese per qualunque forma di credo religioso.

Tuttavia, con l’ascesa al trono del figlio di Enrico, Luigi XIII (figlio della seconda moglie Maria de’ Medici) la persecuzione contro gli ugonotti riprese nuovamente. Successivamente, Luigi XIV il Re Sole, decise di revocare l’editto di Nantes attraverso l’Editto di Fontainebleau del 1685: con questo editto non solo fu revocata la tolleranza verso gli ugonotti, ma venne anche decretata la loro espulsione dalla Francia se avessero rifiutato di convertirsi al cattolicesimo.

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