I GARGOYLE

Col nome “Gargoyle” (plurale “Gargoyles“) si intendono delle particolari sculture medievali che ornano la facciata di molte chiese francesi in stile gotico.

Il “gotico” è uno stile architettonico che nacque in Francia e si affermò in tutta Europa nel tardo Medioevo, e più precisamente intorno all’anno 1136, sostituendosi al precedente stile romanico che proveniva dalla fusione dello stile architettonico della Roma imperiale con quello germanico. Questa data – 1136 – è simbolica, in quanto si tratta dell’anno di costruzione, ad opera dell’abate Sugerio (Abbé Suger), dell’Abbazia di Saint-Denis, situata nell’omonimo comune vicino a Parigi, la quale costituisce il primissimo esempio di arte gotica nella storia.

ABBAZIA DI SAINT-DENIS
Interno dell’abbazia di Saint-Denis. Immagine di pubblico dominio. Dal sito di Wikipedia, l’enciclopedia libera. URL: https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Saint-Denis Autore: Milkbreath.

Questo particolare tipo di architettura, il gotico, si caratterizza per la presenza di:

  • finestre sormontate da archi a sesto acuto
  • archi rampanti che collegano fra loro le navate
  • volte a crociera sui soffitti
  • pilastri e pinnacoli che sostengono la trabeazione
  • vetrate colorate raffiguranti scene della Bibbia o della tradizione religiosa

Il gotico perdurò in Europa per moltissimi anni, con diverse varianti a seconda dei vari Paesi, fino a che non fu sostituito dallo stile Rinascimentale che ebbe invece origine a Firenze, in Italia. Per convenzione, si dice che lo stile gotico, in Francia, sia decaduto nel XVI secolo, quando re Francesco I invitò alla sua corte Leonardo da Vinci (assieme ad altri importanti artisti toscani) per commissionargli alcune opere (tra cui “La Gioconda“) e portare il nuovo stile fiorentino nel suo regno ancora molto arretrato artisticamente.

FRANCESCO I DI FRANCIA
Francesco I di Francia. Dal sito di Wikipedia, l’enciclopedia libera. URL: https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_I_di_Francia. Pubblico dominio.

Proprio perché lo stile gotico era di origine francese e non italiana, per anni fu chiamato dai contemporanei fiorentini “opus francigenum“, e il nome “gotico” gli fu dato per la prima volta dallo storiografo Giorgio Vasari in senso dispregiativo, per indicare un’arte più rozza, barbarica e tipica dei “secoli bui”, in contrapposizione a quella più moderna e innovativa che si era instaurata a Firenze durante l’Umanesimo, e che prevalse anche nel successivo Rinascimento. Per questa ragione, ancora oggi, sebbene con questo stile siano giunte fino a noi opere di grandissimo fascino e bellezza, il termine “gotico” è usato correntemente per indicare qualcosa di rozzo, grottesco e associato alle tenebre.

Ma tutto ciò potrebbe anche essere dovuto alla presenza dei Gargoyle, decorazioni mostruose che ornavano le facciate delle chiese gotiche, soprattutto in terra di Francia. I Gargoyle sono infatti un segno distintivo del gotico francese vero e proprio rispetto a quello che si sviluppò in altre zone d’Europa (anche se alcuni esempi si trovano anche in opere italiane).

Si tratta di sculture in pietra a forma di mostro dall’aspetto zoomorfo che, all’epoca, rivestivano talora una funzione decorativa e talora di scarico per l’acqua che gocciolava dal tetto degli edifici religiosi (da qui la traduzione in italiano di “doccioni“, termine oggi poco usato). E’ probabile che fosse proprio quest’ultima la loro funzione principale, vale a dire impedire che l’acqua piovana deteriorasse la facciata delle chiese favorendone lo scarico all’esterno.

GARGOYLE
Gargoyle. Immagine di pubblico dominio.

I Gargoyle venivano rappresentati in maniera diversa a seconda delle epoche e del gusto personale dei vari artisti, ma quelli che si sono conservati fino ai giorni nostri hanno molto spesso una forma ibrida tra animali differenti: cani, pipistrelli, aquile, leoni e draghi. A volte hanno addirittura le fattezze di diavoli o di creature mitologiche raffigurate anche nei “Bestiarii” medievali (es. grifone).

Venivano rappresentati spesso con un’espressione feroce, la bocca spalancata (da qui usciva infatti l’acqua piovana di scarico) e abbarbicati sui cornicioni delle chiese o dei palazzi, in modo da dare l’impressione di essere pronti a spiccare un balzo contro chiunque li avesse guardati dal basso.

GARGOYLE DI NOTRE-DAME-DE PARIS
I Gargoyle in una raffigurazione del romanzo “Notre-Dame-de-Paris”. Pubblico dominio.

Il nome “Gargoyle”, universalmente conosciuto ed usato, deriva dalla storpiatura inglese del francese “Gargouille“, termine con cui vengono indicate queste figure nel loro Paese d’origine. Il termine italiano esatto è “garguglia“, e deriva dal francese “Grande Goule” cioè “grande bocca“, ad indicare l’atteggiamento con cui si trovano rappresentati tali mostri. Secondo una leggenda francese, questo era anche il nome di un drago che nel 600 d.C. venne ucciso dal vescovo di Rouen, e la cui testa fu esposta come trofeo sulla facciata della cattedrale della città. Da questa leggenda si dice che sia derivata l’abitudine francese di scolpire mostri zoomorfi sulla facciata degli edifici.

Dal momento che i Gargoyle venivano collocati solo all‘esterno delle chiese e a volte senza funzione di doccione, si pensa che questi mostri di pietra avessero anche lo scopo di incutere paura a tutti coloro che si accingevano a entrare, per evitare furti e saccheggi di oggetti religiosi, che all’epoca erano piuttosto frequenti.

Uno degli esempi più famosi e caratteristici di gotico francese con la presenza di Gargoyle sulla facciata è la cattedrale di Notre-Dame a Parigi.

I Gargoyle sulla facciata di Notre-Dame a Parigi. Foto realizzata da Francesefacile.

La cattedrale, con il suo stile gotico e cupo, ha ispirato il romanziere francese Victor Hugo (1802 -1885) nella stesura di quello che è considerato il suo capolavoro: “Notre-Dame de Paris”, del 1831, meglio conosciuto come “Il gobbo di Notre-Dame” (Le bossu de Notre-Dame). La storia narra delle tristi vicende di Quasimodo, il campanaro gobbo, deforme e sordo che vive nel campanile della cattedrale cresciuto dal perfido arcidiacono Claude Frollo. Innamoratosi della giovane e bella zingara Esmeralda, giustiziata da Frollo per non aver voluto cedere alle sue avances, Quasimodo deciderà di lasciarsi morire accanto a lei.

(Le informazioni e le immagini qui contenute sono di pubblico dominio).

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