LA BELLE ÉPOQUE

(Scritto da Elisa Quaglia)

La Belle Époque (Bella Epoca) è la denominazione che assunse in Francia il periodo storico che va dalla fine dell’Ottocento all’inizio della Prima Guerra Mondiale (1914-1918) e che si colloca all’interno della Terza Repubblica Francese (1870-1940). Per essere precisi, gli anni della Belle Époque vanno dalla fine della Grande depressione (1873 – 1895) al 1914.

Il nome nacque in Francia negli anni successivi, e in particolar modo dopo la guerra, ripensando con nostalgia alla precedente epoca di stabilità e di grande sviluppo economico che investì l’Occidente tra il XIX e il XX secolo, e che venne completamente cancellata dallo scoppio del conflitto armato. Tentativi di riportare in vita il grande benessere economico e politico della Belle Époque ci furono negli anni ’20 del Novecento, ma questi fallirono miseramente dopo il crollo della borsa di Wall Street nel 1929, con l’instaurarsi del regime dittatoriale in Europa (Nazismo, Fascismo e Comunismo) e soprattutto con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale (1940-1945). Non solo, ma un altro motivo importante che impedì il ripristino degli anni della Belle Époque fu la perdita dell’ “eurocentrismo”, un tempo presente in tutte culture mondiali: dopo la Prima Guerra, l’Europa perse per sempre la sua sovranità millenaria sulle altre culture, la quale venne sostituita da una visione “americentrica” che cominciò a svilupparsi dagli anni ’20 e che ancora oggi permane. Furono essenzialmente queste ragioni, dunque, a determinare il mancato ripristino della Belle Époque.

Foto di ” Mademoiselle Mata Hari dell’Odéon”, di Chéri Rousseau (1910), Bibliothèque en ligne Gallica. Immagine di pubblico dominio.

Durante la Belle Époque, a causa delle numerose scoperte in campo medico, scientifico e tecnico, si assistette a un aumento progressivo del benessere della popolazione europea, attraverso anche l’introduzione della luce elettrica (nata nell’Ottocento e perfezionata nel 1909), dell’automobile (nata intorno al 1890), della radiografia (1895), del telefono, del vaccino contro la tubercolosi e la rabbia, della macchina da scrivere (nata nel 1833  perfezionata in seguito), della pastorizzazione (1862) e della radio (1899).

La Francia fu la terra d’origine di molte di queste invenzioni: lo scienziato francese Louis Pasteur fu infatti l’inventore della pastorizzazione e del vaccino antirabbico; sempre in Francia, nel 1855, nacque il velocipede, l’antenato della bicicletta (ancora oggi chiamata vélo in francese); in Francia, poi, nel 1898 venne coniato il termine “automobile” per indicare la nuova autovettura inventata nella seconda metà del XIX secolo e che verrà perfezionata in America dalle industrie di Henry Ford, e sempre durante questo periodo i fratelli Auguste e Louis Lumière condussero i primi esperimenti di cinematografia, che portarono nel 1895 alla nascita del cinema muto, soppiantato da quello sonoro dopo il 1927.

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Venne inoltre perfezionato il dirigibile, nato in Francia nel 1850-52, e furono condotti i primi esperimenti sul volo: nel 1903 nacque il Flyer, il velivolo a motore inventato dai fratelli americani Wilbur e Orville Wright. 

“Il Flyer” dei fratelli Wright. Fotografia di John T. Daniels, tratta dal sito di Wikipedia, l’enciclopedia libera.

I progressi in campo tecnologico e ingegneristico permisero nel 1889 l’allestimento dell’Esposizione Universale (Exposition Universelle) di Parigi, realizzata per commemorare i cento anni trascorsi dalla Rivoluzione Francese presentando alcuni dei ritrovati più importanti e spettacolari della tecnologia: la scala mobile, il tram e la famosissima Tour Eiffel, la torre in ferro progettata dall’ingegnere Gustave Eiffel e costruita all’interno del giardino chiamato Champ-de-Mars (Campo di Marte). Inizialmente criticatissima dalla popolazione per il suo aspetto poco elegante, divenne in seguito una delle attrazioni più importanti della città, ed è oggi il simbolo della città di Parigi.

Foto di Francesefacile.altervista.org

Altre esposizioni universali ebbero luogo anche nel 1855, nel 1867, nel 1878 e nel 1900. Durante l’Esposizione Universale del 1900, in piena Belle Époque, venne presentata la Gare di Orsay (oggi museo), il primo film dei fratelli Lumière e la prima linea della metropolitana di Parigi.

Il 6 aprile 1896 vennero indette le prime Olimpiadi moderne ad Atene, su proposta di Pierre de Coubertin, e venne stabilito che queste avessero luogo una volta ogni quattro anni nelle più grandi città del mondo.

Il grande benessere di quegli anni permise anche un abbassamento della mortalità infantile e un’aumento dell’aspettativa di vita all’interno della popolazione generale. L’Inghilterra, soprattutto, divenne il Paese più prospero e ricco del mondo, grazie alla stabilità politica di cui godette durante il regno della Regina Vittoria (in carica dal 1837 al 1901) e alle materie prime provenienti dalle colonie britanniche in Asia, tanto che la sterlina britannica divenne la moneta a cui si rapportavano tutte le altre monete europee.

Nello stesso periodo, in Francia, l’Impressionismo, che pure continuava a essere un movimento pittorico di grande importanza, cominciava piano piano a venir sostituito dal Simbolismo.

Nel 1909 l’italiano Filippo Tommaso Marinetti dette poi vita in Italia al movimento Futurista attraverso la pubblicazione del suo “Manifesto del Futurismo”, che venne stampato inizialmente sulla Gazzetta dell’Emilia di Bologna, e in Francia su Le FigaroIl Futurismo fu un importante movimento culturale che si diffuse presto in tutti i Paesi europei e in tutti i campi artistici e intellettuali, ed aveva come tema l’esaltazione del progresso e la speranza nell’avvenire.

Esempio della pittura futurista: “Battaglia di luci, Coney Island, Mardi Gras” di Joseph Stella (1914). Dipinto conservato presso la Yale University Art Gallery. Immagine di pubblico dominio.

In questo clima di cambiamenti, la donna sentiva il bisogno di uscire dal ruolo marginale che aveva nella società e di partecipare attivamente alla vita politica e sociale. Nacque così il movimento delle “Suffragette”, termine con il quale si indicavano le donne che combattevano per la loro emancipazione e soprattutto per avere il diritto di voto come gli uomini, rivendicando il suffragio universale. Le suffragette nacquero inizialmente in Inghilterra alla fine dell’Ottocento, ma il movimento cominciò a divenire importante solo quando, nel 1903, Emmeline Punkhurst fondò la Women’s Social and Political Union (WSPU) o Unione Politica e Sociale delle Donne. Coloro che aderivano all’unione erano dedite a marce di protesta e cortei, e molte di loro venivano arrestate per aver causato disordini per le strade. Alcune arrivarono a lasciarsi morire di fame come forma di protesta, seguendo l’esempio di Marion Wallace Dunlop, la prima suffragetta che iniziò questa pratica. Il voto alle donne, però, fu concesso in Inghilterra solo nel 1928, e più tardi in altri Paesi. In Italia e in Francia il suffragio universale fu concesso solo nel 1946, anche se in quest’ultimo Paese, durante la Rivoluzione Francese, il voto alle donne era già stato concesso una volta in forma straordinaria.

Foto dell’arresto di Emmeline Punkhurst dopo aver protestato davanti al Buckingham Palace a Londra. Foto tratta da “My Own Story” di Emmeline Pankhurst, London, Virago Ltd., 1979. Originariamente stampata nel 1914 dalla Hearst’s International Library Co. USA. ISBN 0-86068-057-6. Immagine di pubblico dominio tratta dal sito di Wikipedia.

Le donne iniziarono anche a vivere in maniera più libera e spregiudicata: nei locali notturni le ballerine ballavano il cancan, un ballo francese in cui le ragazze mostravano le gambe senza alcun pudore; altre si esibivano nei cabaret, locali notturni che sorsero tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Bisogna infatti ricordare che durante la Belle Époque ebbe il suo massimo splendore il Moulin Rouge (Mulino Rosso), un famoso locale notturno di Parigi frequentato da vari artisti bohémien (il più famoso dei quali fu Henri de Toulouse-Lautrec) dove si esibivano le ballerine di cancan. Nel 1904 aprì il Bal Tabarin di Parigi, un locale notturno simile a un café-chantant, dove le ragazze si esibivano cantando e ballando. In più, le donne iniziarono in questo periodo a lavorare a guadagnarsi da vivere, anche se ancora come cameriere, come sarte o come lavandaie.

(Vai anche alla pagina su LA VITA BOHÉMIENNE per saperne di più sullo stile di vita degli artisti dell’epoca).

“Ballo al Moulin Rouge”, dipinto di Henri de Toulouse-Lautrec (1889-1890) conservato al Museum of Art di Philadelphia.

All’epoca nessuno poteva immaginare che sarebbe scoppiato un conflitto armato dalla portata così devastante come la prima guerra mondiale, tale da radere al suolo tutto l’ottimismo di quegli anni. Tuttavia, i progressi tecnologici avevano permesso l’instaurazione di un efficientissimo apparato bellico in tutti i Paesi europei occidentali, soprattutto in Inghilterra, in Germania e in Francia. Lo zar Nicola II, salito al trono nel 1894, si indebitò fortemente con la Francia per poter disporre della sua tecnologia e poter finanziare il proprio apparato bellico. I progressi tecnologici avevano dunque permesso di costruire potenti macchine da guerra che, se utilizzate, avrebbero inevitabilmente portato a uno scontro dalle conseguenze devastanti, fatto che era noto a tutti gli industriali e strateghi militari già all’inizio del Novecento.

Non solo, ma proprio per lo “spauracchio” di un’eventuale guerra di proporzioni mai viste prima, erano sorte in tutta Europa diverse alleanze fra i vari Paesi, per potersi sostenere a vicenda in caso di attacco da parte di un Paese nemico. Nel 1907, infatti, la Francia si alleò con l’Inghilterra e la Russia per formare la Triplice Intesa. La ragione di tale alleanza fu il sentimento di unione economica e militare tra l’Inghilterra e la Francia, e il bisogno che la Francia e la Russia avevano di proteggersi a vicenda dalla Germania, che a quell’epoca disponeva del più grande apparato bellico del mondo.

Locandina russa del 1914 raffigurante la Triplice Intesa, con la Francia (a sinistra), la Russia (nel mezzo) e la Gran Bretagna (a destra). Immagine di pubblico dominio.

Nonostante il forte benessere, dunque, la Belle Époque non fu libera da “ombre”; in Francia, nel 1894, ci fu ad esempio il famoso e scandalosoaffare Dreyfus“, in cui un ufficiale ebreo venne ingiustamente accusato di tradimento e condannato all’esilio unicamente per ragioni razziste, poiché nel Paese andava diffondendosi una forte corrente antisemita (clicca sul link per saperne di più sull’argomento).

I due simboli della Belle Époque furono L’Orient Express (il treno più famoso del mondo, nato nel 1883 per collegare Parigi a Istanbul) e il Titanic, il più famoso transatlantico del mondo. L’Orient Express (pronunciato alla francese) era gestito dalla Compagnia Internazionale dei Vagoni-Letto (Compagnie Internationale des Wagons-Lits) ed è rimasto in vita fino al 2009, anno che ha determinato la sua definitiva cancellazione. Il Titanic (con l’accento sulla “a”), simbolo del progresso dell’ingegneria di inizio Novecento, venne costruito in Gran Bretagna per congiungere l’Inghilterra all’America nel più breve tempo possibile, ma inaspettatamente affondò durante il suo viaggio inaugurale nel 1912, colpito da un iceberg in mezzo all’oceano. Questo episodio viene ricordato come una delle più grandi tragedie dell’umanità.

“Il Titanic”. Foto di F.G.O. Stuart. Immagine di pubblico dominio tratta dal sito di Wikipedia, l’enciclopedia libera.