LA CATTEDRALE DI STRASBURGO

Strasburgo (Strasbourg), bellissima città della Francia, è il capoluogo della regione Grand Est, nel dipartimento del Basso Reno (Bas-Rhin). Insieme a Bruxelles, è sede del Parlamento Europeo, che si trova sull’Avenue du Président Robert Schuman.

Strasburgo è un’importante città situata proprio al confine con la Germania, e un tempo faceva parte della regione storica dell’Alsazia. L’ Alsazia è stata una regione per lungo tempo contesa tra la Francia e la Germania, e poi definitivamente assegnata alla Germania (per la precisione alla Prussia) dopo la sconfitta di Napoleone III nella guerra franco-prussiana (1870-1871). E’ poi tornata ad essere francese solo con il Trattato di Versailles, dopo la Prima Guerra Mondiale (1914-1918).

Strasburgo, tuttavia, conserva ancora un’atmosfera prettamente germanica, cominciando dal suo nome che ricorda più una città tedesca che una francese. In realtà, nonostante l’assonanza con le città tedesche, questo nome deriverebbe dal latino, e significa “città delle strade” (Strateburgus): quando venne fondata, infatti, la città era un accampamento romano il cui primo nome fu Argentoratum, dal nome dell’esercito ivi stanziato e comandato da Giulio Cesare. Altri particolari che contribuiscono a renderla una città simile a quelle tedesche è l’architettura delle sue case, tinteggiate di bianco, rosso o giallo simili a baite del Sud Tirolo con gli interni in legno, oppure con la facciata di mattoni rossi e piccoli abbaini sui tetti.

Strasburgo. Immagine tratta dal sito di Pixabay (https://pixabay.com/it/) e priva di copyright.

La sua area metropolitana comprende anche la città di Kehl, che si trova però in Germania.

Strasburgo è famosa in particolar modo per la sua cattedrale (Nostra Signora di Strasburgo, in francese NotreDame-de-Strasbourg e in tedesco Liebfrauenmünster), che contiene all’interno il grande e bellissimo orologio astronomico che segna non solo le ore, ma anche i giorni, i mesi, gli anni, le stagioni e il movimento degli astri: un assoluto capolavoro d’ingegneria e un gioiello della tecnica che non si può non visitare almeno una volta nella vita!

La splendida cattedrale risale al 1015, e presenta sia tratti dello stile romanico che di quello gotico. La facciata, in pietra arenaria rossa (grès rouge), ha in sé le caratteristiche tipiche del gotico francese, tanto da ricordare vagamente la cattedrale di Notre-Dame di Parigi. Tuttavia, manca della torre sud, fatto che contribuisce a dare all’insieme un aspetto asimmetrico nonostante la sua perfezione architettonica.

Facciata della cattedrale di Strasburgo. Immagine tratta dal sito di Pixabay (https://pixabay.com/it/). Priva di copyright.

Oltre all’orologio al suo interno, uno dei capolavori che contiene è il meraviglioso rosone centrale e l’organo monumentale del 1981, realizzato da Alfred Kern.

L’orologio astronomico risale al XIII secolo ed è interamente meccanico e dotato all’interno di un carillon. All’epoca in cui fu introdotto si trattava di un congegno estremamente moderno e mai visto prima, decorato con stupende pitture ancora oggi presenti. Il suo primo nome fu “Orologio dei Re Magi”, in quanto presentava in cima la statua della Madonna col Bambino davanti alla quale si inginocchiavano ogni ora le statuine meccaniche dei Re Magi mentre suonava il carillon.

Fu poi ricostruito intorno al 1570 in seguito ad alcuni danneggiamenti, con l’aggiunta di alcune pitture da parte dei fratelli Tobias e Josias Stimmer, basate su episodi della Bibbia. Il tema fondamentale dell’orologio divenne lo scorrere del tempo in tutte le sue forme, nonché la caducità della vita, rappresentata attraverso pitture e statuine semoventi che raffigurano soggetti sia cristiani che pagani.

Nel 1838, Jean Baptiste Schwilgué si occupò del suo definitivo restauro e della ricostruzione dell’orologio così come appare oggi: lungo 18 metri, poggiante su un basamento con una scala a chiocciola laterale a sinistra, e presentante sulla sommità la figura di Gesù Cristo benedicente.

Uno dei suoi quadranti presenta sia delle lancette argentate che indicano l’ora e i minuti ufficiali, sia delle lancette dorate che indicano l’ora e i minuti locali. In base all’ora e ai minuti, le statuine meccaniche dell’orologio escono fuori e si muovono.

Il primo quarto d’ora è scandito dalla comparsa, sopra al quadrante, della statuina di un fanciullo; la mezza (secondo quarto) è scandita da quella di un adolescente; il terzo quarto da quella di un adulto e l’ultimo quarto (ora successiva) da quella di un anziano, a indicare le quattro età dell’uomo. Dopodiché, si ricomincia daccapo.

Questi personaggi sfilano tutti, uno dopo l’altro, davanti a uno scheletro che rappresenta la morte. Arrivato ciascuno di fronte a questa statuina, ecco che suona il carillon che segna il tempo. Quando è infine l’anziano a passarvi accanto, allo scoccare della nuova ora, un angioletto seduto a destra del quadrante delle ore suona una campanella per tre volte, a cui risponde per tre volte la campanella che ha in mano l’anziano. Dopo che l’anziano ha risposto con la sua campanella per tre volte, un angioletto a sinistra del quadrante gira la sua clessidra. Quando poi l’anziano scompare all’interno dell’orologio, è la morte a suonare la sua campana.

Orologio astronomico della cattedrale di Strasburgo. Photo by DAVID ILIFF. License: CC-BY-SA 3.0. Tratta dal sito di Wikipedia in italiano. URL: https://it.wikipedia.org/wiki/Orologio_astronomico_di_Strasburgo.

Alle 12:30 le statuine degli Apostoli, poste sopra al piano delle statuine delle quattro età, sfilano di fronte alla statuina di Gesù Cristo che li benedice uno ad uno. Durante la sfilata, la statua di un galletto, posta in alto a destra dell’orologio, canta per tre volte (cioè ogni volta che sono passati quattro apostoli) sbattendo le ali, a ricordo del rinnegamento di san Pietro, che è l’ultimo apostolo che sfila.

Ma l’orologio, come già detto, non indica solo le ore e i minuti, ma lo scorrere del tempo in generale: giorni della settimana, mesi, anni e movimenti degli astri.

giorni della settimana sono scanditi attraverso lo sfilare, un giorno dopo l’altro, di piccoli carri di dèi pagani: Diana di lunedì (lunedì è infatti il giorno della luna, di cui Diana era la dea), Marte di martedì, Mercurio di mercoledì, Giove di giovedì, Venere di venerdì, Saturno di sabato e infine Apollo di domenica (domenica è infatti il giorno del sole, di cui era dio Apollo).

I mesi sono invece indicati attraverso un quadrante con un anello attorno, in cui sono indicati i dodici mesi dell’anno, segnati da lancette che si muovono man mano che i mesi cambiano. Vengono inoltre indicati i giorni di ciascun mese, i santi, le festività e i segni zodiacali che vi appartengono.

Un globo celeste permette la visione dei movimenti del sole (secondo il modello tolemaico) e della luna, predicendo anche le eclissi.

L’orologio è un vero capolavoro, sia per la precisione nella sua capacità di scansione temporale, sia per i dettagli con cui sono raffigurate e dipinte le statuine. Sono inoltre raffigurati, attraverso alcune pitture, la Genesi e il Giudizio Universale, a indicazione dell’inizio e della fine dell’umanità.

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