NAPOLEONE III

Gli eventi principali della vita e della carriera politica di Napoleone III, nipote di Napoleone Bonaparte, che prima divenne presidente della seconda repubblica francese (1848 – 1852) e in seguito imperatore dei francesi (1852 – 1870).

“Napoleone III”, dipinto di Franz Xaver Winterhalter del 1855. Immagine di pubblico domini

Carlo Luigi Napoleone Bonaparte nacque a Parigi il 20 aprile 1808 da Luigi Bonaparte e Ortensia Beauharnais. I genitori erano nientemeno che il fratello minore di Napoleone Bonaparte, imperatore dei francesi dal 1804, e la figliastra dello stesso. Questo matrimonio – per quanto insolito poiché stabilito fra zio e nipote acquisita – venne deciso dalla madre di Ortensia, Giuseppina Beauharnais, ovvero la moglie di Napoleone, per dare un erede al marito in quanto essa stessa incapace di farlo.

Da Luigi e Ortensia era già nato un primo figlio nel 1802: Napoleone Luigi Carlo, che era morto a quattro anni. Nel 1804 era nato un secondo bambino a cui era stato messo lo stesso nome: Napoleone Luigi. Carlo Luigi Napoleone, futuro Napoleone IIII, era invece il terzo e ultimogenito della coppia. Ai tre fratelli si aggiunse poi un ultimo maschio, Carlo Augusto, figlio però di una relazione extraconiugale di Ortensia.

I quattro fratelli crebbero insieme condividendo sia i nomi che i sogni di gloria. Solo in seguito, con la nascita nel 1811 del figlio di Napoleone e della sua seconda moglie, l’arciduchessa d’Austria Maria Luisa, i figli di Luigi e Ortensia persero il diritto di successione al trono. Dopo la sconfitta di Napoleone (1814), gli successe infatti, per pochi giorni, il figlio, col nome di Napoleone II. In seguito la Restaurazione mise sul trono Luigi XVIII, della dinastia dei Borboni.

Luigi Bonaparte, che era stato nominato da Napoleone re d’Olanda, fu condannato all’esilio assieme alla sua famiglia. I Bonaparte si rifugiarono prima in Svizzera e poi successivamente in Germania, dove il futuro Napoleone III passò la sua infanzia. Negli anni successivi, la famiglia Bonaparte cambiò diverse residenze, andando ad abitare anche a Roma, dove il giovane Carlo Luigi conobbe l’ambasciatore francese François-René de Chateaubriand, col quale rimase sempre amico (1823) e dove partecipò ad alcune insurrezioni contro il governo dello Stato Pontificio. Dopo un breve soggiorno a Parigi, la famiglia fu nuovamente esiliata, stavolta in Inghilterra, e poi nuovamente in Svizzera.

Nel 1830 venne eletto Re dei Francesi Luigi Filippo d’Orléans (Monarchia di luglio). Morto nel 1832 Napoleone II, duca di Reichstadt, e il fratello maggiore di Carlo Luigi Napoleone nel 1831 durante alcune rivolte in Emilia Romagna, quest’ultimo divenne il primo in linea di successione dei Bonaparte, fatto che ebbe molta influenza sulle sue gesta successive compiute per riprendersi il trono e restaurare l’impero.

Nel frattempo, però, intraprese la carriera militare in Svizzera e scrisse alcuni libri sulla politica e la situazione sociale in Francia.

Convinto che il “Bonapartismo” non fosse morto, iniziò a complottare contro Luigi Filippo nel 1836, ma la congiura fallì miseramente: il giovane fu condannato all’esilio dal re e infine, dopo alcuni tentativi di rientro in patria, si trasferì in Inghilterra per diversi anni. Nel 1840 tentò un secondo colpo di Stato che finì anche peggio del primo, infatti fu condannato al carcere a vita nella fortezza di Ham (nella regione dell’Alta Francia) dalla quale riuscì a evadere nel 1846.

Tornato in Inghilterra, Carlo Luigi decise di approfittare dello scoppio dei moti rivoluzionari del 1848 che in Francia costrinsero Luigi Filippo ad abdicare istituendo la Seconda Repubblica Francese: tornò quindi in Francia in pianta stabile dove venne eletto prima deputato dell’Assemblea Nazionale Costituente (settembre 1848) e poi presidente della Seconda Repubblica (10 dicembre 1848), trasferendosi all’Eliseo. Nonostante il tentativo di farsi rieleggere per un secondo mandato, cambiando la costituzione che imponeva un mandato unico, non gli fu concesso di ricandidarsi alle elezioni a causa della forte opposizione di alcuni avversari politici.

L’erede di Napoleone Bonaparte preparò dunque un ennesimo colpo di Stato per eliminare i suoi avversari grazie anche alla complicità del generale Jacques Leroy de Saint-Arnaud: i politici ostili a Carlo Luigi furono arrestati e destituiti, facendo sì che Bonaparte ottenesse – attraverso il referendum che venne indetto quello stesso anno – il consenso della maggior parte dei cittadini francesi. Tuttavia, altri come il celeberrimo scrittore Victor Hugo decisero di lasciare indignati la Francia, rifiutandosi di assistere a quello che fu chiamato “il fallimento della democrazia”.

Carlo Luigi Napoleone applicò una fortissima repressione e censura per eliminare tutti i suoi oppositori, e presto iniziò una serie di manovre per mutare la sua carica di presidente in quella di imperatore. Il 2 dicembre 1851, giorno in cui lo zio era stato incoronato primo imperatore dei Francesi, saliva infatti al trono Napoleone III, nuovo imperatore di Francia. La carica fu ottenuta sempre tramite elezione, ma con essa la Seconda Repubblica fu sostituita dal Secondo Impero Francese.

Nel 1853 si sposò con la contessa Eugenia de Montijo e di Teba, che da quel momento venne sempre ricordata come “l’imperatrice Eugenia”. Assieme al marito, fu l’ultima sovrana di Francia. Insieme, vissero sempre al palazzo delle Tuileries a Parigi.

Tra le imprese più importanti compiute da Napoleone III vi fu la partecipazione alla Guerra di Crimea, che si svolse dal 1853 al 1856 e che determinò la schiacciante sconfitta dei russi da parte dei francesi, costituendo una sorta di rivincita verso la sconfitta che questi stessi avevano inflitto a Napoleone Bonaparte nel 1812.

Nel 1859 la Francia, sempre guidata da Napoleone III, si batté nella Seconda Guerra di Indipendenza Italiana (1852-1859) a fianco del Regno Lombardo-Veneto per far sì che quest’ultimo ottenesse l’indipendenza dall’Impero Austro-Ungarico e potesse annettersi al Regno di Sardegna, ponendo così le basi del futuro Regno d’Italia.

Durante il governo di Napoleone III, la Francia attraversò un periodo di grande prosperità dovuto anche alle importanti riforme che furono fatte in quegli anni: Napoleone III, infatti, si schierò sempre dalla parte del popolo e dell’esercito, imponendo un grande rigore morale.

Furono fondate numerose colonie (Algeria e Senegal) ma fallirono i tentativi di impossessarsi del Messico avviati negli anni ’60.

Negli anni successivi, l’imperatore iniziò a soffrire di problemi renali e prostatici, che gli causavano continue febbri che i medici riuscivano a sedare solo temporaneamente.

Nel frattempo, la Prussia, di cui era primo ministro Otto von Bismarck, aveva messo in atto il progetto di unificazione degli Stati confederati tedeschi (nati nel 1815 col Congresso di Vienna) sotto un’unica bandiera, ma così facendo rappresentava una minaccia per i confini dell’impero francese, pretendendo inoltre la consegna delle regioni dell’Alsazia e della Lorena, dove risiedevano delle minoranze austriache.

Nel 1870 Napoleone III si trovò costretto a dichiarare guerra alla Germania del Nord e a Bismarck, anche per questioni riguardanti l’ascesa al trono di Spagna da parte del principe di Hohenzollern (Guerra franco-prussiana). Inaspettatamente, l’esercito francese subì una sonora sconfitta a Sédan, in Francia (31 agosto – 2 settembre 1871) grazie anche alla strategia militare dell’abile generale tedesco Von Moltke. Questa decisiva battaglia portò a un completo rovesciamento politico: Napoleone III venne fatto prigioniero e i suoi soldati chiusi in campi di concentramento chiamati “champs de la misère“. In Francia venne stabilito un governo provvisorio che poi fu sostituito dalla Comune e in un secondo tempo dalla Repubblica, mentre l’Alsazia e la Lorena furono cedute alla Prussia per venire restituite alla Francia solo nel 1945.

In Germania, invece, il progetto di unificazione ebbe finalmente luogo: venne infatti istituito il Secondo Impero Tedesco (secondo Reich) sotto Guglielmo I di Hohenzollern, mentre Napoleone III fu costretto ad abdicare per fare posto alla Terza Repubblica Francese. Mandato in esilio in Inghilterra, vi morì il 9 gennaio 1873 per tumore prostatico. Dopo di lui, l’impero francese non venne mai più ripristinato.

(Scritto da Elisa Quaglia)

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